Non è un problema di pronuncia

21 maggio 2010 | di Marcello Saponaro | Archiviato in governo, Innovazione | 1137 visite.

D’accordo Berlusconi non sa l’inglese. Ma è pure un analfabeta per quanto riguarda internet. E questo forse è l’aspetto più preoccupante.

Nel corso della conferenza stampa con il Presidente egiziano Mubarak ha detto cose molto più preoccupanti dell’errore di pronuncia che ha fatto il giro della rete.

Parla delle imprese italiane come se fossero all’anno zero. E dice che vuole organizzare dei “corsi particolari” per insegnare loro come vendere con Google su internet.

Dei corsi? Le imprese italiane hanno bisogno di corsi? Con Google?

Ecco, se fossi il leader del mio partito investirei metà del budget per uno spot televisivo contro le norme che criminalizzano e bloccano il wi-fi, per il diritto universale alla banda larga e per l’innovazione delle PMI. Uno spot che parte da Berlusconi e arriva al futuro. A quello che il Paese dovrebbe fare e non ha ancora fatto per uscire dalla crisi più velocemente.

(Qui la puntata di Sorci Verdi sulla banda larga)

www.marcellosaponaro.it/blog

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One Response to “Non è un problema di pronuncia”

  1. simone Says:

    Sono d’accordo. E peccato che, Marcello, non sei leader del tuo partito.
    Un partito tra le cui fila figura, tra gli altri, un uomo che definì Mediaset “patrimonio nazionale”.

    Da professionsita del web, continuo a domandarmi quanto sia funzionale a questo “patrimonio” l’operato di alcune figure (ad es. Carlucci e Gasparri) in materia di innovazione, Rete, ecc.

    La Rete è LO strumento per supportare la green-economy, il telelavoro, la mobilità sostenibile, la libera informazione ecc, ecc. Qualcuno ha persino ipotizzato una democrazia diretta mediata da Internet…

    La domanda che mi pongo è inerente a mentalità e cultura: come si educano – su modelli di corruzione, digitale terrestre e inettitudine – dei telelavoratori responsabili o dei consumatori sostenibili, degli spettatori intelligenti o dei lettori informati e pluralisti ?

    Come si può creare un nuovo immaginario collettivo, se questi mezzi sono disciplinati, posseduti e manipolati dai soliti pochi e i molti sono mantenuti in uno stato di ignoranza ?

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