Archive for aprile, 2010

Qui ci vuole il Daily Planet

lunedì, aprile 5th, 2010

Sembra che ad inventarsi le notizie non fosse solo il buon Tommaso Debenedetti.

Emmebi spiega con precisione il sistema Klaus Davi. E il nostro Beppe Facchetti denuncia il “massmediologo” ai probiviri dell’Assorel, l’Associazione di categoria delle agenzie di relazioni pubbliche.

Così, solo per dire che oltre alla libertà di informazione, a volte, si dovrebbe lavorare anche sulla qualità dell’informazione.

(Via Wittgenstein)

Parla come mangi, Mariastella

sabato, aprile 3rd, 2010

Se la circolare è vera, veramente in vigore, il Ministro Gelmini e insieme a lei il Ministro Brunetta andrebbero sospesi per frequentare un corso di de-burocratizzazione. Se è un pesce di aprile… non hanno fatto ridere.

Sicuramente è on line sul sito del Miur e, dopo l’articolo di Repubblica, sta facendo il giro del web.

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per l’Istruzione
Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici
e per l’Autonomia Scolastica – Ufficio III

Roma, 1° aprile 2010

Oggetto: R.D. 4 maggio 1925, n. 653 e R.D. 21 novembre 1929, n. 2049

Con riferimento a notizie di stampa, si precisa che le disposizioni di cui al regio decreto n. 653/1925 ed al regio decreto n. 2049/1929, delle quali l’art. 2 del decreto-legge 22 dicembre 2008, n. 200 (convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2009, n. 9) aveva previsto l’abrogazione a decorrere dal 16 dicembre 2009, sono state sottratte all’effetto abrogativo, di cui al citato art. 2, ai sensi di quanto disposto dal comma 2 (allegato 2) dell’art. 1 del decreto legislativo 1° dicembre 2009, n. 179.

Le dette disposizioni permangono, quindi, in vigore nelle parti, ovviamente, non oggetto di abrogazione espressa (anteriore al citato decreto-legge) ovvero non oggetto di abrogazione tacita o implicita.

IL DIRETTORE GENERALE
Mario G. Dutto

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I Cesaroni della Lombardia

giovedì, aprile 1st, 2010

L’Eco di Bergamo mette in evidenza, nell’edizione cartacea oggi in edicola, che la metà degli Ospedali lombardi praticano il parto con taglio cesareo in oltre il 30% dei casi. Sempre nell’articolo possiamo leggere che i record appartengono a tre strutture: l’Istituto di cura Città di Pavia (54,5%), l’Istituto Clinico Beato Matteo di Vigevano e l’Istituto Clinico Città di Brescia (entrambi al 46,5%).

Io aggiungo una considerazione: sarà un caso che tutte e tre le strutture appartengono al gruppo San Donato?

Considerato che l’OMS consiglia di non superare la soglia del 15% di parti con taglio cesareo. Quanto costa ai cittadini lombardi il restante 15% di interventi inutili? Chi controlla se nelle cliniche del gruppo San Donato si effettuano interventi non necessari a danno delle donne e dei contribuenti? Chi sono i dirigenti sanitari in quelle province? Chi li ha nominati?

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