Il Fatto è che Cuba è una dittatura

23 aprile 2010 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Resto del mondo | 2114 visite.

La lettera di Gianni Minà su il Fatto non è particolarmente originale: i dissidenti sono tutti terroristi o comunque sovvenzionati da questi o dalla Cia, la colpa degli stenti a cui è costretto il popolo è dell’embargo, Obama è uguale a Bush. Insomma le solite cose che sentiamo da chi ha bisogno di mantenere in vita Batista per giustificare Castro.

Evito di scrivere la difesa di ogni dissidente. Basti sapere che Yoani Sànchez è accusata nientepopodieno che

Lanciata dal gruppo Prisa, quello di El Pais, Yoani trasmette dall’Avana aiutata da un server tedesco (di proprietà del magnate Josef Biechele) con un’ampiezza di banda 60 volte più grande di qualunque altra utilizzata a Cuba. Su Wired Yoani viene fotografata e raccontata come un’improbabile modella in fuga dai cattivoni del governo, che non le danno il visto per andare a ritirare tutti i premi che le vengono assegnati in mezzo mondo da organizzazioni ostili alla Rivoluzione. La povera bloguera è costretta a dare appuntamenti ai giornalisti occidentali alle 10 del mattino al Parque Central.

Addirittura El Pais! Il più pericoloso quotidiano di centro sinistra spagnolo!

Addirittura un server 60 volte più grande di quelli cubani! Ho impressione che anche il mio nuovo portatile lo sia… ma tant’è.

Soprattutto non si permettano più quei cattivoni di Wired, colpevoli di essere ostili alla Rivoluzione, di invitare una dissidente in Italia.

A sorprendermi, però, ci riesce sempre il buon Minà. E così conclude la lunga lettera:

Non essendo arrivate le aperture di Obama (che invece, recentemente, si è incontrato con i duri della Fondazione Cubano-americana) a torto o a ragione Raul Castro ha rinviato a sua volta le riforme.

Ovvero, siccome Obama non riabilita la Revolucion è giusto tenere negli stenti e in una grande prigione, dalla quale si scappa solo per nozze o su una zattera, il proprio popolo.

www.marcellosaponaro.it/blog

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Link correlati:
- Cuba, provincia di Casal di Principe. Yoani Sanchez sia difesa come Saviano.
- Al e Barak insieme
- Quelli che Obama è come McCain
- Giornalisti senza censure (2.0)
- Comunista! Comunista! Comunista! (2)


Aggiungi su OkNotizie

23 Responses to “Il Fatto è che Cuba è una dittatura”

  1. Tweets that mention Il Fatto è che Cuba è una dittatura ( Resto del mondo ) - Il blog di Marcello Saponaro -- Topsy.com Says:

    [...] This post was mentioned on Twitter by marcello saponaro. marcello saponaro said: Cuba libre http://www.marcellosaponaro.it/blog/2010/04/23/cuba-mina-il-fatto/ [...]

  2. giovanni Says:

    il fatto è che senza quella “dittatura” Cuba diventerebbe Haiti in 6 mesi, come lo era prima che arrivasse Castro al potere.

  3. Paolo Says:

    Cuba non è mai stata come Haiti, non lo era neanche nel 1958. E che tu scriva “dittatura” tra virgolette la dice lunga…

  4. seba Says:

    La lettera di Gianni Minà su il Fatto non è particolarmente originale: i dissidenti sono tutti terroristi o comunque sovvenzionati da questi o dalla Cia.

    Sono dati di fatto confessati …non opinioni personali. Sono stati fatti processi..non articoli per i giornali.

    E come puoi vedere sotto proprio in questi giorni hanno fatto una convencion..

    Sobre el encuentro de ciberdisidentes en Dallas: una crónica en primera persona

    Evito di scrivere la difesa di ogni dissidente. Basti sapere che Yoani Sànchez è accusata nientepopodieno che

    Citazione:
    Lanciata dal gruppo Prisa, quello di El Pais, Yoani trasmette dall’Avana aiutata da un server tedesco (di proprietà del magnate Josef Biechele) con un’ampiezza di banda 60 volte più grande di qualunque altra utilizzata a Cuba. Su Wired Yoani viene fotografata e raccontata come un’improbabile modella in fuga dai cattivoni del governo, che non le danno il visto per andare a ritirare tutti i premi che le vengono assegnati in mezzo mondo da organizzazioni ostili alla Rivoluzione. La povera bloguera è costretta a dare appuntamenti ai giornalisti occidentali alle 10 del mattino al Parque Central.

    Addirittura El Pais! Il più pericoloso quotidiano di centro sinistra spagnolo!

    http://www.blitzquotidiano.it/economia/accordo-mediaset-prisa-spagna-berlusconi-salva-el-pais-179449/

    Addirittura un server 60 volte più grande di quelli cubani! Ho impressione che anche il mio nuovo portatile lo sia… ma tant’è.

    * Per quale motivo il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha dato l’ordine — ordine eseguito — di far sparire più di 80 siti Internet legati a Cuba perché “fomentavano il commercio” e “violavano le leggi nordamericane”, e non si è accorto del travaso di denaro proprio attraverso Internet verso il sito di Yoani?

    In “Generazione Y” appare in evidenza un link per comprare il libro di Yoani in italiano, “Cuba libre”. Lo può fare chiunque tramite PayPal, ma non un cubano che vive a Cuba, perché contravviene le regole dell’embargo, dove la normativa che proibisce il commercio elettronico è molto precisa.

    Molti giornalisti rimasti senza lavoro vorrebbero “avere l’abilità” di usare le loro capacità con un servizio di pagamento gateway o elettronico per l’invio di denaro mediante carta di credito. In ogni caso Yoani, a scanso di equivoci, ha il suo bel Copyright © 2009 Generazione Y (All Rights Reserved). Una cosa che nessun cubano può fare nemmeno da Cuba.

    * Chi ha fornito il supporto tecnico del blog? Chi si occupa di mantenerlo in attività?

    Quanto costa il servizio di personalizzazione di questo software? Si tratta di un supporto tecnico esclusivo, disegnato da un esperto, il cui salario non lo paga certo Yoani dividendo i suoi guadagni. Il suo “patriottismo”non arriva fino a qui, anche se di denaro ne ha. Dai dati del dominio che appaiono su Internet del portale Desde Cuba, quello che ospita il blog di Yoani, usa il sistema Joomla. E’ un complesso sistema di gestione di portali dinamici e di contenuti, i cui moduli possono essere abilitati solo da avanzate conoscenze informatiche. E non è il caso di questa signora.

    Se “Generazione Y” può sembrare un blog semplice sul piano grafico, l’occhio del blogger coglie subito che non si tratta di un blog comune sul piano dei requisiti tecnici. Ha versioni in 18 lingue diverse (non un semplice traduttore per blogger), un alto traffico, con centinaia di commenti in ogni post, risorse per la pubblicità su Internet e per immagazzinare la memoria a lungo. Tutto ciò si può mantenere solo grazie a una forte sovvenzione. Soltanto per il traffico che provoca questa pagina e i GB di commenti immagazzinati, oltre ai servizi di amministrazione, “Generazione Y” richiede denaro, specie se i suoi server sono in Europa. E non sono gratis!

    * Chi è Josef Biechele, il vecchio amico di Yoani che “disinteressatamente” anni fa ha portato il server Desde Cuba all’estero?

    Lui sì, che deve sapere come si sovvenziona questo portale, alloggiato in un server dell’azienda Cronos AG Regensburg, una succursale dell’azienda Strato in Germania.

    Se si visita la pagina di questo provider in Internet all’indirizzo http://www.cronon-isp.net/index.html si noterà che un utente comune, in questo caso un blogger, non potrebbe essere fra i suoi clienti. Non appare pubblicato né il menù, né la lista dei prezzi, e nemmeno i termini e le caratteristiche dei servizi. Perché c’è scritto che bisogna scrivere a questa compagnia: “Professional IT-Services” e domandare direttamente quanto costerebbe affittare un sito? Allora significa che il servizio viene attivato tramite contrattazione diretta, non si pubblicizza.

    Sembrerebbe che Cronon AG non abbia interesse al marketing e confidi nel fatto che i suoi probabili clienti contattino l’azienda tramite Internet o arrivino tramite raccomandazioni. Un fatto insolito o molto esclusivo nel mercato delle telecomunicazioni, che getta dei sospetti sulla lista dei suoi clienti.

    * Chi paga ciò di cui Cronon AG rende noto sulle caratteristiche dei suoi server in Germania? Così esposte:

    — Superficie totale di più di 3500 m2 (spazio di esposizione netto) diviso in sei abitazioni.

    — Ampiezza di banda: Connessioni esterne 2 x 20 Gbit/s per la colonna vertebrale di Freenet, 1 x 10 Gbit/s per il DE-CIX Frankfurt, le connessioni più piccole in quest’ampiezza di banda sono fino a 155 Mbit.

    — 1 GBit per il trasporto d’entrata e uscita.

    — Acceso / Sistema elettrico 48 e 230 volt in tutti gli ambiti. Multipli UPS ridondanti (per parcella ognuno da 230 e 48 volt).

    — Energia elettrica d’emergenza: 4 x motori diesel e diesel 2 di Riserva. Un megavatt di potenza (6 Megavatt totali).

    — 45.000 litri di gasolio in magazzino, continuamente preriscaldato, ora d’inizio: 40 secondi.

    — 6 stazioni proprie con un trasformatore di un 1 megawatt.

    — Controllo d’accesso: 24/7 sicurezza; Lettore di carte — Anticipo — Vigilanza CCTV — Registrazione scritta.

    Dice anche che può disporre di “Connessioni esterne”: 2 x 20 Gbit / s”. In altri termini: non è un provider qualunque.

    Pur dando per scontato che “il primo mondo ne è pieno”, la realtà di Cuba (grazie a quell’embargo che Yoani si guarda bene dal criticare) è che il sito che ospita il blog “Generazione Y” ha 60 volte l’ampiezza di banda di cui dispone tutta Cuba, per tutti i suoi utenti Internet!

    * Tramite chi si è potuto registrare il dominio del blog di Yoani?

    Tramite GoDaddy, la compagnia preferita per registrare il sito che il Pentagono usa per la cyber-guerra. GoDaddy è il modo più anonimo e sicuro di comprare un dominio negli USA, lo afferma questa stessa azienda. Comprare! Quindi non c’entra per niente l’astuzia di qualche ragazzo ribelle come invece si cerca di far credere nel suo marketing politico e pubblicitario.

    Perché si da per scontato che l’anonimato sia innocente e Yoani tanto audace? Perché usare la stessa strategia del Pentagono? Casualità? Come fa la “Super Yoani” a impedire che GoDaddy non le chiuda il dominio, come è successo con decine di siti che promuovevano eventi culturali e viaggi a Cuba? Perché nessuno parla delle restrizioni che pesano su Cuba — e continuano a pesare con Obama — sul commercio elettronico grazie all’embargo?

    * Il blog di Yoani curiosamente è stato il primo a fornire informazioni tramite Internet con fini sovversivi tramite Granpa, all’indirizzo: http://www.granpa.info/. Non si sono nemmeno preoccupati di mascherare il legame con i suoi padrini che hanno usato le stesse righe del registro e ubicazione dei server in Europa usata dal blog “Generazione Y”.

    Il dominio di Granpa è stato creato il 9 giugno 2009, proprietari anonimi. Il suo server si trova a Copenaghen, Danimarca. Il proprietario del conto corrente che ha pagato il dominio ha registrato un indirizzo della carta di credito nel paradiso fiscale di Gran Caiman, secondo i registri pubblici che compaiono in Internet. L’indirizzo IP in cui si trova questo sito è 82.103.135.163, che appartiene a ISP Easyspeedy Networks.

    Granpa è un servizio esclusivo per Cuba, con la caratteristica che chiunque può registrare un numero di telefono dell’Isola senza avere avuto l’autorizzazione del proprietario del telefono. Chi possiede un cellulare a Cuba non riceve un codice di accesso per verificare che desideri davvero ricevere i titoli quotidiani selezionati fra i tre giornali di più rabbiosa filiazione anticubana: New Herald di Miami, Cubaencuentro e Penúltimos Días, spagnoli.

    Si intende che questo servizio può inviare messaggi senza che il proprietario li abbia richiesti, in violazione delle regole che proteggono la privacy degli internauti e delle regole contro l’immondizia digitale. Come si sa, le tariffe internazionali di messaggeria per cellulare si pagano.

    Nel sito di Vodafone, provider di servizi di telecomunicazione in Spagna, si può vedere che il prezzo di questo servizio di messaggeria verso altri paesi d’Europa e all’estero oscilla fra 1,16 e 2,50 euro per messaggio. Si verifichi all’indirizzo: http://www.cronon-isp.net/index.html.

    Quindi, quanto costano, e chi finanzia l’invio massiccio di questi sms a Cuba dall’Europa?

    * Quanti blogger hanno il Grupo PRISA spagnolo come agenzia? Perché Prisa, che si dice sia in grave crisi finanziaria, ha potuto comprare Noticias 24 – il sito più aggressivo del web contro il governo venezuelano – ed ha pagato a Yoani un premio di 15.000 euro? Nientemeno che il premio Ortega y Gasset, tradizionalmente conferito a personalità letterarie, di lunga esperienza e attività?

    Com’è possibile che la casa editrice italiana Rizzoli paghi 50.000 euro a una “scrittrice” sconosciuta? Quel denaro non lo ha mai ricevuto nessun’altra figura indiscutibile della letteratura cubana. Alla lista si aggiungono circa 100 premi, tra cui la recente menzione al María Moors Cabot, dell’Università nordamericana di Columbia.

    Non voglio accusare Yoani di essere una mercenaria. No, è lei che si accusa da sola! Le hanno creato un’immagine fittizia, al punto di arrivare a definirsi una rivoluzionaria, ma frustrata e tanto “afflitta” da curarsi con la terapia del blog, che paga qualcuno per i suoi “sacrifici alla patria” (ma il denaro non ha Patria).

    A fronte di tutto ciò non viene da pensare a un sofisticato marketing contro Cuba? Il suo blog potrebbe disporre della visibilità raggiunta senza un finanziamento di grosso calibro mascherato con i premi?

    Yoani non parla al cittadino comune dell’isola, le fa piacere crederlo e approfittare del fatto che se non viene letta è opera della “repressione”. Però sa portare bene l’acqua al suo mulino. Ricordate come ha preso le distanze dalla fogna della blogosfera cyber-dissidente? Come a dire: “I soldini solo per me”. E certo anche per suo marito, lo scrivano.

    Così, prosegue a messaggiare secondo i principi della cyber-guerra del Pentagono per un “pubblico esterno”, con degli interessi che non possiamo pensare che ignori, come quello che finanzia la terapia delle sue frustrazioni.

    Soprattutto non si permettano più quei cattivoni di Wired, colpevoli di essere ostili alla Rivoluzione, di invitare una dissidente in Italia.

    Solamente perchè sanno fare demagogia e sanno perfettamente che le leggi cubane non le consentono di uscire…e se dovessero consentirgileo per ” clemenza ” poi non potrebbe più rientrare. Quindi meglio tenerla qui affinche il mondo si renda conto che è libera di scrivere tutto ciò che più le piace.

    A sorprendermi, però, ci riesce sempre il buon Minà. E così conclude la lunga lettera:

    Citazione:
    Non essendo arrivate le aperture di Obama (che invece, recentemente, si è incontrato con i duri della Fondazione Cubano-americana) a torto o a ragione Raul Castro ha rinviato a sua volta le riforme.

    Ovvero, siccome Obama non riabilita la Revolucion è giusto tenere negli stenti e in una grande prigione, dalla quale si scappa solo per nozze o su una zattera, il proprio popolo.

    Ti rispondo con le parole de cardinale Ortega arcivescovo dell’ Habana che pochi giorni fa è stato obbligato a prendere posizione al riguardo.

    C.J.O.: Creo que un diálogo Cuba-Estados Unidos sería el primer paso necesario para romper el círculo crítico en que nos encontramos.

    Al comienzo de su gestión el presidente Raúl Castro propuso a los Estados Unidos este diálogo sin condiciones y sobre todos los temas, incluyendo los derechos humanos, y ha repetido su propuesta en más de una ocasión.

    En su campaña política presidencial, Barack Obama también indicó que cambiaría el estilo al uso y buscaría ante todo hablar directamente con Cuba.

    En esos momentos crecieron las expectativas del posible encuentro entre ambos países. Sin embargo, después de llegar al poder, el nuevo presidente norteamericano ha repetido el viejo esquema de gobiernos anteriores: si Cuba hace cambios con respecto a derechos humanos, entonces los Estados Unidos levantarían el bloqueo y se abrirían espacios para un diálogo ulterior.

    Si bien se dieron pasos importantes que modificaron algunas medidas contraproducentes impuestas por el anterior gobierno, con el tiempo se alteró la propuesta preelectoral. De nuevo la antigua política prevaleció: comenzar por el final. Estoy convencido que lo primero debe ser encontrase, hablar y en el avance del diálogo se darían pasos que puedan mejorar las situaciones difíciles o superar los puntos más críticos. Este es el modo civilizado de enfrentar cualquier conflicto.

    http://www.palabranueva.net/contens/pn_notic.htm#1011

  5. seba Says:

    strano che non si possa rispondere…

    è anche questo un blog della ” dittatura ” ?

  6. seba Says:

    O capito…si può rispondere solo quello che più ti piace.
    Grazie ugualmente

    Sebastiano Sampietri

  7. Cribbio Says:

    Il fatto è che saponaro notoriamente di America Latina non ne capisce. Ha tra i consulenti il buffo Gordiano Lupi, propagandista di nessun credito, e si affida fondamentalmente alla lettura di esegeti quali Omero Ciai, Aldo Forbice e simili (lo si capisce da quel che copia), al cui confronto anche Mas Canosa era una verginella.
    Il Saponaro, che si è bellamente strafregato del golpe in Honduras (e continua a farlo, ignorando gli omicidi di giornalisti che avvengono con frequenza impressionante, ma chissenefrega, sono amici degli amici e non si può dir male) ignora molte cose. Intanto che El Pais (organo del peggior PS spagnolo corrotto dei bei tempi di Gonzalez) è da sempre cinghia di trasmissione dell’informazione degli anticastristi della peggior destra di Miami, e oggi è pure di proprietà USA.
    Poi incredibilmente non considera l’importanza delle reciproche mosse di USA e Cuba, laddove minimi spostamenti dell’uno influenzano ampi settori della politica dell’altro. Questo è grave per uno che vorrebbe fare il politico.
    Infine il Saponaro sottace (o ignora) che la signora bloguera non è una poveraccia in lotta per la libertà ma una signora stipendiata dalla più grande potenza del mondo. Che può liberamente accedere ai punti internet comu tutti i cubani che possono permettersi le alte tariffe causate dal blocco degli accessi alla banda larga voluti dagli USA. Lo sa questo? Lo chieda a Negroponte, quello di Wired, fratello di uno dei più feroci mestatori dell’America Latina, e però magari autorevole alleato per il nostro Saponaro.
    Infine, dato che qui ci si guarda bene dal farlo, inserisco il link di Latinoamerica, per quelli che vogliono informarsi seriamente su queste cose. Diretto da persone serie e con collaboratori prestigiosi. Altro che Luoi, Ciai e Forbice.
    http://www.giannimina-latinoamerica.it/

  8. seba Says:

    * Per quale motivo il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha dato l’ordine — ordine eseguito — di far sparire più di 80 siti Internet legati a Cuba perché “fomentavano il commercio” e “violavano le leggi nordamericane”, e non si è accorto del travaso di denaro proprio attraverso Internet verso il sito di Yoani?

    In “Generazione Y” appare in evidenza un link per comprare il libro di Yoani in italiano, “Cuba libre”. Lo può fare chiunque tramite PayPal, ma non un cubano che vive a Cuba, perché contravviene le regole dell’embargo, dove la normativa che proibisce il commercio elettronico è molto precisa.

    Molti giornalisti rimasti senza lavoro vorrebbero “avere l’abilità” di usare le loro capacità con un servizio di pagamento gateway o elettronico per l’invio di denaro mediante carta di credito. In ogni caso Yoani, a scanso di equivoci, ha il suo bel Copyright © 2009 Generazione Y (All Rights Reserved). Una cosa che nessun cubano può fare nemmeno da Cuba.

  9. seba Says:

    * Chi ha fornito il supporto tecnico del blog? Chi si occupa di mantenerlo in attività?

    Quanto costa il servizio di personalizzazione di questo software? Si tratta di un supporto tecnico esclusivo, disegnato da un esperto, il cui salario non lo paga certo Yoani dividendo i suoi guadagni. Il suo “patriottismo”non arriva fino a qui, anche se di denaro ne ha. Dai dati del dominio che appaiono su Internet del portale Desde Cuba, quello che ospita il blog di Yoani, usa il sistema Joomla. E’ un complesso sistema di gestione di portali dinamici e di contenuti, i cui moduli possono essere abilitati solo da avanzate conoscenze informatiche. E non è il caso di questa signora.

    Se “Generazione Y” può sembrare un blog semplice sul piano grafico, l’occhio del blogger coglie subito che non si tratta di un blog comune sul piano dei requisiti tecnici. Ha versioni in 18 lingue diverse (non un semplice traduttore per blogger), un alto traffico, con centinaia di commenti in ogni post, risorse per la pubblicità su Internet e per immagazzinare la memoria a lungo. Tutto ciò si può mantenere solo grazie a una forte sovvenzione. Soltanto per il traffico che provoca questa pagina e i GB di commenti immagazzinati, oltre ai servizi di amministrazione, “Generazione Y” richiede denaro, specie se i suoi server sono in Europa. E non sono gratis!

  10. seba Says:

    * Chi è Josef Biechele, il vecchio amico di Yoani che “disinteressatamente” anni fa ha portato il server Desde Cuba all’estero?

    Lui sì, che deve sapere come si sovvenziona questo portale, alloggiato in un server dell’azienda Cronos AG Regensburg, una succursale dell’azienda Strato in Germania.

    Se si visita la pagina di questo provider in Internet all’indirizzo http://www.cronon-isp.net/index.html si noterà che un utente comune, in questo caso un blogger, non potrebbe essere fra i suoi clienti. Non appare pubblicato né il menù, né la lista dei prezzi, e nemmeno i termini e le caratteristiche dei servizi. Perché c’è scritto che bisogna scrivere a questa compagnia: “Professional IT-Services” e domandare direttamente quanto costerebbe affittare un sito? Allora significa che il servizio viene attivato tramite contrattazione diretta, non si pubblicizza.

    Sembrerebbe che Cronon AG non abbia interesse al marketing e confidi nel fatto che i suoi probabili clienti contattino l’azienda tramite Internet o arrivino tramite raccomandazioni. Un fatto insolito o molto esclusivo nel mercato delle telecomunicazioni, che getta dei sospetti sulla lista dei suoi clienti.

  11. seba Says:

    * Chi paga ciò di cui Cronon AG rende noto sulle caratteristiche dei suoi server in Germania? Così esposte:

    — Superficie totale di più di 3500 m2 (spazio di esposizione netto) diviso in sei abitazioni.

    — Ampiezza di banda: Connessioni esterne 2 x 20 Gbit/s per la colonna vertebrale di Freenet, 1 x 10 Gbit/s per il DE-CIX Frankfurt, le connessioni più piccole in quest’ampiezza di banda sono fino a 155 Mbit.

    — 1 GBit per il trasporto d’entrata e uscita.

    — Acceso / Sistema elettrico 48 e 230 volt in tutti gli ambiti. Multipli UPS ridondanti (per parcella ognuno da 230 e 48 volt).

    — Energia elettrica d’emergenza: 4 x motori diesel e diesel 2 di Riserva. Un megavatt di potenza (6 Megavatt totali).

    — 45.000 litri di gasolio in magazzino, continuamente preriscaldato, ora d’inizio: 40 secondi.

    — 6 stazioni proprie con un trasformatore di un 1 megawatt.

    — Controllo d’accesso: 24/7 sicurezza; Lettore di carte — Anticipo — Vigilanza CCTV — Registrazione scritta.

    Dice anche che può disporre di “Connessioni esterne”: 2 x 20 Gbit / s”. In altri termini: non è un provider qualunque.

    Pur dando per scontato che “il primo mondo ne è pieno”, la realtà di Cuba (grazie a quell’embargo che Yoani si guarda bene dal criticare) è che il sito che ospita il blog “Generazione Y” ha 60 volte l’ampiezza di banda di cui dispone tutta Cuba, per tutti i suoi utenti Internet!

  12. seba Says:

    * Tramite chi si è potuto registrare il dominio del blog di Yoani?

    Tramite GoDaddy, la compagnia preferita per registrare il sito che il Pentagono usa per la cyber-guerra. GoDaddy è il modo più anonimo e sicuro di comprare un dominio negli USA, lo afferma questa stessa azienda. Comprare! Quindi non c’entra per niente l’astuzia di qualche ragazzo ribelle come invece si cerca di far credere nel suo marketing politico e pubblicitario.

    Perché si da per scontato che l’anonimato sia innocente e Yoani tanto audace? Perché usare la stessa strategia del Pentagono? Casualità? Come fa la “Super Yoani” a impedire che GoDaddy non le chiuda il dominio, come è successo con decine di siti che promuovevano eventi culturali e viaggi a Cuba? Perché nessuno parla delle restrizioni che pesano su Cuba — e continuano a pesare con Obama — sul commercio elettronico grazie all’embargo?

  13. seba Says:

    * Il blog di Yoani curiosamente è stato il primo a fornire informazioni tramite Internet con fini sovversivi tramite Granpa, all’indirizzo: http://www.granpa.info/. Non si sono nemmeno preoccupati di mascherare il legame con i suoi padrini che hanno usato le stesse righe del registro e ubicazione dei server in Europa usata dal blog “Generazione Y”.

    Il dominio di Granpa è stato creato il 9 giugno 2009, proprietari anonimi. Il suo server si trova a Copenaghen, Danimarca. Il proprietario del conto corrente che ha pagato il dominio ha registrato un indirizzo della carta di credito nel paradiso fiscale di Gran Caiman, secondo i registri pubblici che compaiono in Internet. L’indirizzo IP in cui si trova questo sito è 82.103.135.163, che appartiene a ISP Easyspeedy Networks.

    Granpa è un servizio esclusivo per Cuba, con la caratteristica che chiunque può registrare un numero di telefono dell’Isola senza avere avuto l’autorizzazione del proprietario del telefono. Chi possiede un cellulare a Cuba non riceve un codice di accesso per verificare che desideri davvero ricevere i titoli quotidiani selezionati fra i tre giornali di più rabbiosa filiazione anticubana: New Herald di Miami, Cubaencuentro e Penúltimos Días, spagnoli.

    Si intende che questo servizio può inviare messaggi senza che il proprietario li abbia richiesti, in violazione delle regole che proteggono la privacy degli internauti e delle regole contro l’immondizia digitale. Come si sa, le tariffe internazionali di messaggeria per cellulare si pagano.

    Nel sito di Vodafone, provider di servizi di telecomunicazione in Spagna, si può vedere che il prezzo di questo servizio di messaggeria verso altri paesi d’Europa e all’estero oscilla fra 1,16 e 2,50 euro per messaggio. Si verifichi all’indirizzo: http://www.cronon-isp.net/index.html.

    Quindi, quanto costano, e chi finanzia l’invio massiccio di questi sms a Cuba dall’Europa?

  14. seba Says:

    * Quanti blogger hanno il Grupo PRISA spagnolo come agenzia? Perché Prisa, che si dice sia in grave crisi finanziaria, ha potuto comprare Noticias 24 – il sito più aggressivo del web contro il governo venezuelano – ed ha pagato a Yoani un premio di 15.000 euro? Nientemeno che il premio Ortega y Gasset, tradizionalmente conferito a personalità letterarie, di lunga esperienza e attività?

    Com’è possibile che la casa editrice italiana Rizzoli paghi 50.000 euro a una “scrittrice” sconosciuta? Quel denaro non lo ha mai ricevuto nessun’altra figura indiscutibile della letteratura cubana. Alla lista si aggiungono circa 100 premi, tra cui la recente menzione al María Moors Cabot, dell’Università nordamericana di Columbia.

    Non voglio accusare Yoani di essere una mercenaria. No, è lei che si accusa da sola! Le hanno creato un’immagine fittizia, al punto di arrivare a definirsi una rivoluzionaria, ma frustrata e tanto “afflitta” da curarsi con la terapia del blog, che paga qualcuno per i suoi “sacrifici alla patria” (ma il denaro non ha Patria).

    A fronte di tutto ciò non viene da pensare a un sofisticato marketing contro Cuba? Il suo blog potrebbe disporre della visibilità raggiunta senza un finanziamento di grosso calibro mascherato con i premi?

    Yoani non parla al cittadino comune dell’isola, le fa piacere crederlo e approfittare del fatto che se non viene letta è opera della “repressione”. Però sa portare bene l’acqua al suo mulino. Ricordate come ha preso le distanze dalla fogna della blogosfera cyber-dissidente? Come a dire: “I soldini solo per me”. E certo anche per suo marito, lo scrivano.

    Così, prosegue a messaggiare secondo i principi della cyber-guerra del Pentagono per un “pubblico esterno”, con degli interessi che non possiamo pensare che ignori, come quello che finanzia la terapia delle sue frustrazioni.

  15. Cribbio Says:

    BRAVISSIMO SEBA.
    METTO QUI UN LINK CON LA ORMAI CELEBRE INTERVISTA ALLA BLOGUERA PIU’ COLLUSA DEL MONDO, DOVE ESCE BENE QUANTO IGNORANTI SIANO QUESTI PREZZOLATI, PRLURIPREMIATI SOLO DAI LACCHE’ DELL’IMPERIALISMO.
    http://www.radiocittaperta.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3982&Itemid=9
    SAPONARO (CHISSA’ PERCHE’ SE LA FILA SEMPRE) SI FACCIA UNA CULTURA.

  16. seba Says:

    Sai, caro Cribbio..con un cognome così..scivolare spesso è un nonnulla.

  17. Cribbio Says:

    Ah, ah. Sei un grande. Hasta siempre!

  18. Cribbio Says:

    Tra l’altro EL Pais il mese scorso è diventato americano, essendo stato acquistato dagli yankee…
    http://www.repubblica.it/economia/2010/03/07/news/el_pais_americano-2539590/

  19. seba Says:

    Caro Cribbio….non dare preziose notizie al Saponaro…che ci si tufferà senza togliersi nemmeno le mutande…. ( sempre se le usa )….

  20. Paolo Says:

    Tutti i regimi autoritari della storia hanno sempre definito “terroristi al soldo di potenze straniere” i dissidenti. Nulla di nuovo sotto il Sole.

  21. E. Says:

    grazie a mina, e nel suo piccolo anche a seba e cribbio, tutti possono verificare quale società ideale hanno in mente in comunisti, cosa significa per loro la parola libertà, progresso, giustizia, diritto di critica, etc.etc.: dittatura militare sanguinaria.

  22. Cribbio Says:

    Grazie a E. e Paolo se a Bergamo vien su gente come Iuri Milesi.

  23. Cribbio Says:

    chronic lackey..

Leave a Reply