“Non si può obbligare un ospedale a rispettare la legge”

8 aprile 2010 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Diritti (umani e altro), laicità, Legalità, Libertà, Lombardia | 1676 visite.

L’Obiezione di coscienza è sacrosanta per il singolo medico. Lo Stato dovrebbe renderla possibile nel rispetto – contemporaneamente – dell’etica individuale del ginecologo e dei diritti dei cittadini. Invece, a Bergamo qualcuno vorrebbe estenderla all’intero Ospedale… Si da il caso che questo “qualcuno” sia anche primario a Bergamo.

Ecco, questa è la non tanto sottile differenza che passa tra rispetto della coscienza individuale e integralismo religioso che si fa “Stato”.

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12 Responses to ““Non si può obbligare un ospedale a rispettare la legge””

  1. Ubikindred Says:

    Cose da PAZZI! Peraltro la legge 194 spiega perfettamente che pur nel rispetto dell’obiezione di coscienza ogni struttura deve GARANTIRE la possibilità di accesso all’aborto, nei modi previsti dalla legge stessa. E se non può, deve comunque ottemperare con cambi di turni e rotazione del personale. Ma questi le conoscono le leggi o l’eccessivo quantitativo di novene li ha semplicemente rintronati?

  2. Angelomaj Says:

    Scusa Marcello (fra l’altro io sono uno che ti ha votato, e con scarso successo ti ha fatto votare) io ho letto la lettera del primario e non ho riscontrato tracce di integralismo religioso come dici tu.

    Si può essere obbiettori su certi temi avanzando riserve di carattere deontologico o organizzativo senza essere filoclericali?????

  3. Mirko Says:

    Angelo,
    certo che si può essere obiettori senza essere filo-clericali, infatti Marcello sostiene il diritto all’obiezione del medico e quindi anche di questo primario, quello che contesta è che il primario vuol far fare “obiezione” a priori all’intero reparto, vuole che imporre i suoi principi morali a tutti i medici che sono sotto di lui e questo è sbagliato.

  4. Marcello Saponaro Says:

    @Angelo
    ci sono problemi organizzativi? certo come per qualunque altra terapia.
    E’ insopportabile e inaccettabile sostenere l’inapplicabilità della legge. esattamente come ha rispiegato Mirko.
    Oggi in Lombardia, ti assicuro, è assai difficile fare carriera se sei medico non obiettore. Già oggi la legge non è rispettata proprio per colpa di un livello di lottizzazione mischiata a integralismo che non ha pari in Italia.
    Accettare che un ospedale “obietti” ci porterebbe molto vicino all’Iran.
    No grazie.
    ciao
    Marcello

  5. serena Says:

    In tutte queste bagarre “ideologiche” nessuno pensa mai al paziente (la paziente in questo caso).
    Qualsiasi ospedale dovrebbe garantire il diritto di assistenza e trattamento che siano ADEGUATI e DIGNITOSI. PUNTO.
    La religione e la politica non devono c’entrare.
    :-)

  6. Pol.sco. Says:

    Non uccidere dovrebbe essere imperativo etico per ognuno di noi

  7. Matilde Says:

    Anche io ti ho votata e sono un po sconcertata con questo tuo articolo.
    Per prima cosa come detto Angelomaj nella lettera del primario non si riscontrano tracce di integralismo religioso, secondo ti pregherei di scusarti con gli iraniani perchè lavorando da diversi anni in Iran come volontaria in una ONG è vero che l’Iran ha diversi problemi ma non è come viene descritto dai media occidentali e questo tuo commento sa molto di luogo comune, come quando dicevano di noi italiani “pizza,mandolino e mafia” infine ti ricordo che i medici fanno il giuramento di Ippocrate “Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo” per cui non ci vedo niente di male in un medico obiettore. E Ippocrate non era cristiano.
    Certo è che la RU486 vuoi per ignoranza, vuoi per leggerezza diventi una sorta di anticoncezionale usato in ritardo è evidente e questo va evitato perchè snaturerebbe la 194.

  8. Tommaso Bruni Says:

    Che un intero ospedale ‘obietti’ è inaccettabile, perché un ospedale non ha convinzioni etiche in quanto non è un individuo.

    La UAAR si batte da anni per la cancellazione dell’obiezione di coscienza, in base al fatto che l’aborto è un servizio pubblico.
    Il medico che non vuole prestare questo servizio non lavori per lo Stato italiano e per il sistema sanitario nazionale; faccia piuttosto il libero professionista.

    Dire che i medici hanno il diritto di obiettare alla prestazione di un servizio sanitario sarebbe come ammettere che i giudici si possono rifiutare di dirimere le cause e.g. per vilipendio di cadavere perché hanno eticamente qualcosa in contrario con le norme che regolano quel reato.

    Se lavori per lo Stato, fa’ quello che lo Stato ti dice attraverso le leggi. Altrimenti cambia lavoro: non tutti devono necessariamente essere dipendenti pubblici.
    Tommaso Bruni – Coordinatore – Circolo UAAR Bergamo

  9. Angelomaj Says:

    Datemi un consiglio….a me che non ho competenze mediche!!!!!

    Devo comunque NON prestare attenzione a ciò che dice il primario aldilà della frase incriminata “Non si può obbligare un ospedale a somministrare la Ru486.”

    E dire a mia figlia che può “trombare” tranquillamente tanto c’è la Ru486 ?

  10. Marcello Saponaro Says:

    @Matilde

    tre precisazioni: anch’io conosco, ho conosciuto e ho lavorato con cittadini iraniani per nulla integralisti e assolutamente laici. Ma l’Iran è una teocrazia… sei d’accordo, vero?

    Inoltre, mi pare che tu faccia confusione tra la pillola del giorno dopo e la ru486. non sono la stessa cosa e dire che una donna usa questa come concezionale è una sciocchezza pazzesca.

    terzo, ci mancherebbe che un primario facesse riferimento alla fede in una comunicazione ufficiale! Ma dove dobbiamo arrivare???

    ciao

    Marcello

  11. Tommaso Bruni Says:

    Una replica completa alla lettera del Dott. Frigerio sul mifepristone:
    http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=631

  12. Mirko Says:

    @Angelo
    personalmente ti consiglierei di dire a tua figlia di trombare tranquillamente, tanto esistono i preservativi….

    poi ognuno educa i propri figli come preferisce

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