Un decreto da votare due volte (visto che riscrive la Costituzione)

6 marzo 2010 | di Marcello Saponaro | Archiviato in elezioni, Formigoni, Legalità | 845 visite.

Cioè, se ho capito bene, il Governo ha fatto un decreto retroattivo e ovviamente di urgenza per fornire l’interpretazione autentica di una legge in materia elettorale votata dai legittimi rappresentanti del popolo italiano nel lontano 1968, persino in una Regione (il Lazio) che autonomamente ha regolato la materia con legge regionale.

E tutto questo per suggerire, forse imporre, la giusta sentenza al TAR:

“Le norme vigenti non sono modificate – spiega il titolare del Viminale – ma si è data una interpretazione autentica, affinché il Tar possa applicare la legge in modo corretto secondo l’interpretazione che il legislatore, in questo caso il governo, dà alla legge. E’ lasciata al Tar la decisione se le contestazioni siano fondate oppure no e se la richiesta di riammissione delle liste è accoglibile oppure no”.
“Mettiamo a disposizione della magistratura amministrativa, l’unico soggetto istituzionale che potrà decidere sulle liste, una interpretazione corretta – prosegue Maroni – (non è il governo che decide: ‘queste liste rientrano’), è lasciata al Tar la decisione se le contestazioni sollevate sono fondate oppure no, se la richiesta di riammissione è accoglibile oppure no. Il governo si è limitato a dire qual è l’interpretazione corretta da dare alle norme vigenti. Noi riteniamo che alcune di queste norme siano state applicate in modo non corretto”. “E’ un provvedimento – sottolinea ancora Maroni – che non modifica le norme di legge”.

Suggeritemi voi altri “grassetti” per contare le incostituzionalità.

www.marcellosaponaro.it/blog

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Link correlati:
- Facciamo strada allo spettacolo
- Cronache sanitarie
- Una legge scritta col ketchup
- Facci la Grazia…
- Roma ladrona e doppio gioco padano


Aggiungi su OkNotizie

4 Responses to “Un decreto da votare due volte (visto che riscrive la Costituzione)”

  1. Bruno bergamasco Says:

    Questi sono delle merde! Basta con l’essere perbene, il minimo che si può fare è insultarli ad ogni occasione ed in ogni momento. Chi li ha votati deve chiedere scusa prima che gli si possa rivolgere la parola (parenti de amici compresi).

  2. MB Says:

    Cosa sarebbe successo se a rimanere fuori dalle elezioni fosse stata la lista di Penati, quella della Bonino e il PD romano?

    Qui la destra può fare ciò che vuole, un piccolo colpo di stato al giorno, nell’indifferenza o col consenso della metà abbondante del paese.

    Povera Italia, così piena di Italiani.

  3. andrea Says:

    ottimo post

  4. Tommaso Bruni Says:

    Ma perché non fare un decreto interpretativo per le liste dei radicali, dei Verdi o di tutte le piccole formazioni che non sono riuscite a raccogliere le firme?
    Perché il ‘diritto al voto’ degli elettori PDL deve essere tutelato e quello degli elettori radicali no?
    La legge prevede che può essere votato solo chi presenta regolarmente le firme. Chi non presenta le firme in modo regolare NON può essere votato, indipendentemente dal consenso di cui possa godere.
    Napolitano ha distrutto il concetto di ‘legalità’ in Italia, impedendone qualsiasi uso serio. Ormai le leggi del governo italiano saranno come le leggi del Duce: espressione dell’arbitrio del più potente. Grazie all’avallo del Presidente della Repubblica l’Italia non è più una comunità democratica, ma solo il dominio personale del Padrone del Paese Silvio Berlusconi.

Leave a Reply