
L’articolo che mercoledì scorso ho scritto per la consueta rubrica su Il Bergamo.
La Green Economy può volare anche da Orio
In questi giorni sto lavorando per la libera concorrenza tra le compagnie aeree.
La decisione dell’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) di imporre a Ryanair l’accettazione di tutti i tipi di documenti di identità (compresa la licenza da pesca) sui voli domestici diminuisce la sicurezza e favorisce, di fatto, il piccolo monopolio di Alitalia. E questo è inaccettabile.
Un Governo liberale dovrebbe sapere che la concorrenza aiuta anche Alitalia a migliorare la produttività e a innovarsi. I monopoli invece danneggiano tutti ma, soprattutto, danneggiano i consumatori e i giovani che con la rivoluzione degli aerei low cost hanno conquistato nuove possibilità di viaggiare e conoscere il mondo.
In questi giorni qualcuno mi ha chiesto: “ma come mai, proprio tu, difendi Ryanair? In fondo i loro aerei inquinano etc…”. La risposta è semplice: se Orio al Serio vuol continuare a crescere, deve diventare più sostenibile e più amico del territorio circostante; non meno.
E’ necessario migliorare gli aeromobili (più moderni, meno rumorosi e meno inquinanti) ed arrivare ad eliminare i voli notturni.
In entrambi i casi il modello low cost è compatibile: i passeggeri tendenzialmente non partono di notte; per ridurre le manutenzioni e il consumo di carburante Rayanair, Easyjet ed altre compagnie hanno standardizzato i modelli; gli aerei sono quindi più moderni, consumano fino al 30% in meno e inquinano meno.
Ecco, la sfida è crescere migliorando la qualità della vita. Questa è la Green Economy.
Marcello Saponaro, Consigliere regionale PD
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Sull’argomento vale la pena leggere anche questo post di Fabio Fimiani. E soprattutto la conclusione:
Dal 2008 esiste un’associazione internazione per la diffusione dei biocarburanti nel settore aeronautico, è formata sia da costruttori che compagnie aeree, non ci sono componenti italiani.
Nè di Stato, nè privati. Ovviamente.
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Invece sarebbe bello ascoltare Il Premier o il Presidente della Regione o l’AD di Alitalia parlare come Andy Harrison, CEO easyJet:
“L’aviazione civile ha bisogno di una soluzione globale. Il primo istinto dei governi è la tassazione, ma questo non condurrà a un’aviazione sostenibile perché la crescita industriale è concentrata in Cina e India. La tecnologia per intraprendere un passo verso il cambiamento è attualmente in cantiere e abbiamo bisogno di una legislazione dura sugli standard di emissione affinché tale processo venga accelerato.
Le guerre hanno portato al più grande balzo in avanti nella tecnologia aeronautica. I governi devono assicurare che la battaglia per il cambiamento climatico apporti il prossimo grande balzo tecnologico in avanti.
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