Archive for gennaio, 2010

Deputato leghista: “Censurate Anna Frank!”

domenica, gennaio 17th, 2010

La tomba di Anna Frank

L’incredibile interrogazione di un deputato leghista, tal Paolo Grimoldi, contro la lettura dei Diari di Anna Frank nella Scuola Elementare «Lina Mandelli» di Usmate Velate (Monza Brianza)

GRIMOLDI. – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

- Per sapere – premesso che:

nella Scuola Elementare «Lina Mandelli» di Usmate Velate (Monza-Brianza) è stata introdotta, all’interno del programma scolastico per una delle classi quarte, la lettura del libro «Il Diario di Anna Frank» in versione integrale, seguita della riproduzione dell’omonimo film;

nella versione integrale di tale opera vi è un passo nel quale Anna Frank descrive in modo minuzioso ed approfondito le proprie parti intime (si tratta della lettera datata 24 marzo 1944 e, per la precisione, la citata descrizione si trova alla pagina 220 dell’edizione italiana Einaudi a cura di Frediano Sessi);

la descrizione è talmente dettagliata da suscitare inevitabilmente turbamento in bambini della scuola elementare;

tale libro non è inerente al programma di storia che la classe sta trattando;

l’insegnante, su richiesta dei genitori, ha motivato la scelta di far leggere tale testo per insegnare ai bambini il valore della pace;

la suddetta motivazione non giustifica per nulla la lettura della versione integrale, in particolar modo la parte relativa ai contenuti a carattere sessuale -:

se il Ministro non intenda assumere le opportune iniziative nei confronti dei soggetti competenti, anche al fine di proporre programmi e letture più consone all’età degli alunni. (4-05711)

Lascio le ultime parole, il commento, alla piccola Anna Frank

È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo.

A leggere certe interrogazioni, invece, io ogni tanto le speranze le perdo. Poi passa, però è dura.

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(Via Facebook, grazie a Simone Paganoni)

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Quando c’era lui i treni arrivavano in orario!

sabato, gennaio 16th, 2010

littorina

Sembra che Roberto Formigoni abbia accolto con entusiasmo la notizia. Se del falso storico ne beneficiò il Duce, forse un giorno lo si dirà anche dei suoi tempi. O forse no.

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Un bergamasco a Roma

sabato, gennaio 16th, 2010

Antonio Misiani

Ieri L’Espresso on line ha pubblicato un durissimo articolo contro Antonio Misiani: il cinese (per la censura), il brunetta (per la “cattiveria” anti “statali”) viene definito dal settimanale politico.

Di cosa è reo Antonio Misiani? Ma di aver bloccato facebook ai dipendenti del PD, ovviamente! Infatti, Antonio è tesoriere nazionale del Partito Democratico e in quanto tale è anche a capo del personale di stanza a Roma.

L’articolo è evidentemente “suggerito” da qualche dipendente, probabilmente proprio da uno di quelli che ha scatenato la “reazione” di Misiani con un comportamento non proprio corretto… oppure non proprio utile al PD e agli italiani se vogliamo vederlo da un’altra angolatura. Ma di questo L’Espresso non sembra preoccuparsene che, anzi, rilancia con la sua star blogger, l’amico e stimato Alessandro Gilioli.

Leggo e rileggo il post di Gilioli. Decido di mandargli privatamente un Sms, che poi ho autorizzato a pubblicare, per chiedergli: “Ma scusa Alessandro, perchè l’addetta alle paghe del PD dovrebbe stare su Facebook sul lavoro?”

Alessandro riprende l’argomento, rispondendo anche a me, e aggiunge un’analisi interessante e in parte condivisibile ma, a mio avviso, totalmente fuori luogo

Quello che mi preoccupa è vedere invece che tanta gente sveglia è ancora così poco consapevole del fatto che in una società moderna per fare bene quasi tutti i mestieri è non utile, ma indispensabile usare la Rete, specie la Rete sociale: e questo è del tutto palese se uno fa un lavoro con evidenti implicazioni sociali (dal commerciante al pubblicitario, dal’avvocato al designer, dal consulente aziendale al docente e così via) ma anche per chi crea benessere per sé e per gli altri in modo apparentemente meno interconnesso: già dieci anni fa si scoprì che perfino i contadini dell’India centrale, se vanno sul web a verificare i prezzi delle sementi e a guardare le previsioni del tempo, a fine anno hanno fatto un raccolto migliore e con incassi più alti.

Non parliamo poi di chi fa il politico, o di chi comunque lavora nella politica.

Orbene, Antonio Misiani, in quanto tesoriere nazionale del PD, è a capo di una struttura che conta più di 100 impiegati. Una struttura in parte politica e in parte no. Amministrativa.

Io non sono riuscito a trovare una sola ragione per la quale si dovrebbe invocare il diritto a un (altro) privilegio della politica: quello dei suoi dipendenti, che non sono dei marziani, non sono diversi dai dipendenti amministrativi della Bayer o della Soleazzurro Snc. Quello di stare su Facebook tutto il giorno durante le ore di lavoro.

Allora il punto è questo, se l’Espresso ritiene una lesione dei diritti universali dell’uomo l’esclusione di Facebook (e di altri siti) da quelli che possono essere visitati in un’azienda, dai computer aziendali, durante l’orario di lavoro, mi aspetto che lanci una campagna internazionale in tal senso. Altrimenti, non i diritti, non le nuove conquiste (conquiste?) del lavoro gli interessano ma la difesa di un privilegio, quello dei dipendenti di un partito. Che non sono solo “politici” e “comunicatori”, come ogni giornalista sa bene.

Nel frattempo, mentre scrivevo questo post, Antonio Misiani ha espresso, proprio su Facebook, il suo pensiero in proposito:

Ho un profilo Facebook. Ho un mio blog. Non di tendenza come altri, ma sulla rete c’è di peggio. E curo di persona sia l’uno che l’altro, senza deleghe a segretarie o portaborse, perché credo che usati in prima persona siano strumenti molto utili per chi fa politica: finestre sul mondo, canali di dialogo e confronto. Mi sento molto lontano, quindi, dal virgolettato che Cristina Cucciniello – con cui non ho avuto mai il piacere di parlare – mi attribuisce sul’Espresso online come motivazione per lo stop di Facebook nella sede nazionale del PD.

Ho però una convinzione: nei luoghi di lavoro, e negli orari di lavoro, il Web 2.0 va utilizzato per lavoro, non per svago personale. Idee da bergamasco sgobbone catapultato nella Capitale? Suggestioni aziendaliste da ex bocconiano? Mentalità da paleolitico, come ha scritto Pippo Civati sul suo blog? Negli Stati Uniti – la patria di Internet, non il paese dei Flinstones – secondouno studio dell’ottobre 2009 il 54% delle aziende blocca completamente l’uso dei social networks, il 35% lo limita ad usi lavorativi e solo il 10% lascia pieno accesso ai dipendenti. Lo stesso sta avvenendo in molte realtà private e pubbliche del nostro Paese. Il dibattito è molto acceso, ma gli alfieri della modernità non stanno tutti da una parte sola.

I partiti politici non sono aziende private. E’ vero, naturalmente. Un partito vive di relazioni con la società. Un tempo si costruivano nei luoghi di lavoro o nelle feste popolari. Oggi le piazze e le fabbriche non sono scomparse (e altri partiti, come la Lega, li presidiano molto meglio di noi), ma Internet sta prendendo il sopravvento. Per tutta una serie di funzioni che si interfacciano con i cittadini i social networks rappresentano per i partiti strumenti di comunicazione imprescindibili. Ma anche il PD, come tante altre strutture lavorative, ha uffici, impiegati, funzionari. E chi lavora nel back office di un partito dubito molto che abbia bisogno di Facebook o di Twitter per svolgere bene le proprie mansioni.

Un blocco indiscriminato non ha alcun senso, ovviamente. Non era e non è questo il nostro obiettivo. Nessuna censura, nessun oscuramento. Non siamo in Cina né in Iran. Ma una razionalizzazione, sì. Può servire: nei luoghi di lavoro di un partito, esattamente come accade nel mondo che sta al di fuori dei palazzi della politica.

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Bruni c’è

sabato, gennaio 16th, 2010

roberto bruni

Roberto Bruni ha accettato la proposta di Filippo Penati e sarà candidato nel “listino del presidente” alle prossime elezioni regionali del 27 e 28 marzo.

Bruni sarà automaticamente eletto in caso di vittoria di Penati. Un motivo in più, insomma.

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Italia razzista?

sabato, gennaio 16th, 2010

In questa puntata di Sorci Verdi, andata in onda il 13 gennaio scorso, insieme a me ci sono Roberto Bruni, Cecilia Edelstein (psicologa) e Don Mario Marossi (Parroco della missione di Santa Rosa da Lima a Bergamo). Conduce Eliana Pasquini.

Al centro della discussione i fatti di Rosarno, le accuse di razzismo, il razzismo vero e proprio.

Se sei su Facebook, clicca QUI per vedere il video

Cava ti amo

giovedì, gennaio 14th, 2010

Ieri 4, oggi 2. Un amore senza Legge.

Torna Sorci Verdi. Italia razzista?

mercoledì, gennaio 13th, 2010

Ne parliamo questa sera con Cecilia Edelstein, psicologa, Don Mario Marossi, parroco della missione “Santa Rosa da Lima” a Bergamo e Roberto Bruni.

La trasmissione, condotta da Eliana Pasquini, inizia come sempre alle 22.00 su Video Bergamo.

Formigoni conferma: De Alessandri sospeso perchè ha criticato CL

martedì, gennaio 12th, 2010

Questa la nostra interrogazione

I sottoscritti consiglieri regionali

a conoscenza che il dipendente della Giunta Regionale Dott. Enrico De Alessandri ha subito un procedimento disciplinare con la sospensione dal lavoro dal 16/11 al 16/12/2009 con l’accusa di aver contravvenuto “all’obbligo generale di diligenza”  per la pubblicazione di uno scritto dal titolo “Comunione e Liberazione, assalto al potere in Lombardia”

Interrogano il Presidente della Giunta Regionale per sapere:

- Se non ritenga sbagliato tale provvedimento

- Se vi sia da parte dei dipendenti regionali “obbligo generale di diligenza” nei confronti di Comunione e Liberazione.

Carlo Monguzzi
Mario Agostinelli
Giuseppe Civati
Marcello Saponaro
Luciano Muhlbauer

Qui sopra, la paradossale e un po’ vergognosa risposta del Vice Presidente di Regione Lombardia Gianni Rossoni, che conferma.

Se sei su Facebook, clicca QUI per il video.

Mi ricorda… Mi ricorda… quello del maiale

martedì, gennaio 12th, 2010

Il Ministro belga Michel Daerden ubriaco in Parlamento. Ogni riferimento a persone o ministri italiani, medici in aspettativa, residenti nella periferia bergamasca e con la passione del maiale è puramente casuale e non voluto.

Se sei su Facebook, QUI per vedere il video

I Peggiori del web

domenica, gennaio 10th, 2010

politica

La classifica della rivista Wired sui peggiori scivoloni della Politica 2.0 made in Italy:

1-Mastella e la guerra dei cloni:
Vince la palma di peggior scivolone della politica italiana 2.0, la vicenda dei blog clonati di Clemente Mastella
. Nel settembre del 2007 Mastella (allora Ministro della Giustizia) apre il suo blog personale, aggiunge messaggi con regolarità ma fa un imperdonabile errore: decide di mettere un filtro a maglie strettissime ai commenti. Ne riceve a centinaia, li legge in anteprima e ne pubblica pochissimi. La risposta della rete è immediata. In pochi giorni fioccano cloni del blog (es: http://clementepastella.blogspot.com/). Stessa grafica, stessa impaginazione, anche i post sono gli stessi pubblicati dal politico. La differenza? I commenti sono liberi. Il risultato? Nel giro di una settimana i blog clonati sono più frequentati dell’originale.

2-L’irreprensibile inglese di Francesco Rutelli:
Provate a scrivere “rutelli” nel motore di ricerca di youtube. Il primo video che comparirà è quello con cui l’allora (2007) ministro dei Beni e delle Attività Culturali aveva deciso di salutare i visitatori del sito Italia.it. A causa della pessima pronuncia inglese e delle banalità snocciolate dall’ex Sindaco di Roma, questo clip è tutt’oggi uno dei più esilaranti a circolare in rete.

3- Su facebook puoi sostenere Berlusconi, senza saperlo:
Sei giorni dopo il lancio della statuetta in piazza Duomo, alcuni utenti facebook si sono svegliati scoprendo di essere tra i membri di gruppi come “Sosteniamo Silvio Berlusconi contro i fan di Massimo Tartaglia”, pur non essendosi mai iscritti al gruppo. Svelato il mistero, gli utenti si erano iscritti a gruppi di aste al ribasso e made in Italy, i cui nomi sono stati poi cambiati dagli amministratori. Una mossa che il popolo della Rete non ha digerito.

4- Nuovo successo dei Village People: I Am PD:
E non era uno scherzo nemmeno il videoclip che i giovani democratici hanno girato per sostenere la campagna elettorale di Walter Veltroni. Sulle improbabili noti di YMCA dei leggendari Village People, con frasi del calibro “puoi aumentare i salari, dai Walter”, I AM PD si classifica come uno dei video più ridicoli in rete (e lo testimoniano i commenti ricevuti, molti dei quali da parte di elettori PD).

5- Berlusconi Nobel per la Pace. Sul serio?
Quando lo scorso settembre è apparso su youtube il videoclip “La Pace può” in molti hanno pensato a uno scherzo. Ma è bastato notare che le votazioni erano state disattivate e che a fronte di 30.000 visualizzazioni i commenti erano solo 5 (e tutti positivi), per capire che quelli del comitato per il Nobel a Silvio Berlusconi facevano sul serio. Anche in questo caso, il video è subito stato clonato e lasciato in balia del popolo della rete. Che ha risposto con migliaia di commenti (irriferibili).

6- Prodi – il blog meno longevo della storia:
Il 16 febbraio 2005 Romano Prodi apre il suo blog. Il primo post è un saluto introduttivo, il secondo arriva solo dodici giorni dopo e dice “scusate per il ritardo”, poi ancora giorni e giorni di buio. In rete fioccano le prese in giro, presto i post ironici sul blog di Romano superano di diverse misure i due ufficiali. Dopo nemmeno un mese dal primo post, Prodi chiude il blog.

7- I video virali dell’Italia dei Valori:
Il partito di Antonio Di Pietro decide invece di puntare sui video virali confidando nella capacità che hanno i clip semplici e immediati di diffondersi a macchia d’olio. Si vedono cani giganteschi che terrorizzano la città e gente che si fa prendere a schiaffi per un euro. Ma si tratta di pura satira web, di comunicazione politica nemmeno l’ombra.

8- PD Network – la confusione non è mai troppa:
L’equivalente democratico è sicuramente più aperto (gli iscritti possono pubblicare contributi e commentare quelli altrui), ma manca la possibilità per gli utenti di mantenersi in contatto e di comunicare tra le relative pagine di profilo. Inoltre, nelle pagine del network regna una confusione scoraggiante.

9- ForzaSilvio.it – né social, né network:
Stando ai suoi realizzatori, il social network creato lo scorso maggio attorno alla figura del Presidente del Consiglio è nato “A seguito del successo di Obama correlato all’uso corretto di internet e delle sue potenzialità”. Peccato che la piattaforma berlusconiana non sia affatto un social network. Gli utenti non possono partecipare attivamente al dialogo politico, possono solo rispondere a sondaggi e segnalare eventi sul proprio territorio.

10- YouTube – Napolitano:
È lo scivolone più recente, e anche il più inatteso. In occasione del tradizionale messaggio di fine anno, la Presidenza della Repubblica Italiana ha attivato un proprio canale youtube sul quale ha caricato, appunto, il videomessaggio di Giorgio Napolitano. Peccato che i commenti al video siano bloccati. Risultato: il messaggio è stato copiato e caricato su altri canali, dove ora viene commentato a più non posso, e senza nessun filtro.

Via Leonardo Fiorentini

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