“Beh certo ma in Portogallo sono sempre stati avanti…”
8 gennaio 2010 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Diritti (umani e altro), laicità, Libertà | 748 visite.
Lisbona, 8 gen. (Ap) – Il Parlamento portoghese voterà oggi sul progetto di legge che renderà legali le unioni omosessuali: il provvedimento, sostenuto dalla maggioranza di centro-sinistra, dovrebbe essere approvato e in tal caso il Portogallo diventerà il sesto Paese europeo ad autorizzare il matrimonio fra omosessuali. Il provvedimento passerà poi all’esame del
presidente della Repubblica, il conservatore Anibal Cavaco Silva, che dispone del diritto di veto; veto tuttavia superabile da un successivo voto parlamentare sul medesimo testo.
Il Partito Social-democratico (Psd) – formazione conservatrice, nonostante la denominazione – proporrà dal canto suo la creazione di una “”unione civile registrata”" che dia alle coppie omosessuali gli stessi diritti degli eterosessuali sposati, con l’eccezione dell’adozione. In caso di ratifica presidenziale, il primo matrimonio gay potrebbe essere celebrato ad aprile, un mese prima della visita ufficiale di papa Benedetto XVI.
Il matrimonio omosessuale è attualmente autorizzato in cinque Paesi europei: Belgio, Paesi Bassi, Spagna, Svezia e Norvegia.
Mgi/Ihr/Fco
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gennaio 8th, 2010 at 2:53 pm
Apc-*Nozze gay/ Portogallo, Parlamento approva legalizzazione
Ma esclude la possibilità di adozione
Lisbona, 8 gen. (Ap) – Il Parlamento portoghese ha approvato come
previsto il progetto di legge che rende legali le unioni
omosessuali, respingendo però le richieste di Verdi ed estrema
sinistra sulla possibilità di permettere anche le adozioni: il
Portogallo diventa così il sesto Paese europeo ad autorizzare il
matrimonio fra omosessuali.
Il provvedimento passerà ora all’esame del presidente della
Repubblica, il conservatore Anibal Cavaco Silva, che dispone del
diritto di veto; veto tuttavia superabile da un successivo voto
parlamentare sul medesimo testo.
Il Partito Social-democratico (Psd) – formazione conservatrice,
nonostante la denominazione – aveva proposto dal canto suo la
creazione di una “unione civile registrata” che dia alle coppie
omosessuali gli stessi diritti degli eterosessuali sposati, con
l’eccezione dell’adozione; l’opposizione di destra ha chiesto che
la legge venga sottoposta ad un referendum.
In caso di ratifica presidenziale, il primo matrimonio gay
potrebbe essere celebrato ad aprile, un mese prima
della visita ufficiale di papa Benedetto XVI. Il matrimonio
omosessuale è attualmente autorizzato in cinque Paesi europei:
Belgio, Paesi Bassi, Spagna, Svezia e Norvegia.
Mgi-Ihr-Fco
081449 gen 10
gennaio 10th, 2010 at 11:14 am
La clericale Italia è sempre più sola nella UE15 su questo argomento: forme di riconoscimento legale per convivenze non-matrimoniali sono presenti in UK, Francia, Germania; matrimonio per gli omosex in Olanda, Belgio, Svezia, Spagna, come del resto ricorda il post.
Il Portogallo si segnala in questi anni per una rapida secolarizzazione legislativa: il piccolo stato atlantico ha legalizzato l’aborto nel 2007 ed ora apre l’istituto matrimoniale agli omosex.
L’Italia è tenuta nel clericalismo a mio avviso da vari fatti:
- i movimenti sociali (non solo su questi argomenti) sono molto deboli a causa dell’atomizzazione sociale dovuta alla TV;
- in tutti i maggiori partiti ci sono esponenti cattolici che esercitano un diritto di veto su questi temi;
- i media e la RAI in ispecie danno enorme peso alle posizioni del Vaticano;
- il sistema elettorale maggioritario rende essenziali alla vittoria elettorale i voti direttamente controllati dal Vaticano (che sono forse l’1,5% dei suffragi).
gennaio 10th, 2010 at 8:57 pm
Ha perfettamente ragione!