Tentorio e Pirovano: sulle ali del silenzio

4 gennaio 2010 | di Marcello Saponaro | Archiviato in bergamo, Economia, Formigoni, Lombardia | 952 visite.

ORIOALSERIO

Ha ragione l’amico Misiani: dove sono Tentorio e Pirovano? Bergamo è la principale base italiana di Ryanair. Se Orio Al Serio perde Ryan Air, lo scalo perde milioni di euro ma soprattutto i viaggiatori perdono un’importante alternativa ad Alitalia su Roma. Un altro pezzo del monopolio regalato con la svendita della ex compagnia di bandiera.

Un altro aeroporto del nord che viene danneggiato, di più, umiliato, per perpetuare il potere della politica su Alitalia.

E così adesso sono due le interrogazioni che aspettano risposta: quella che ho presentato in Regione insieme a Beppe Benigni e quella che Antonio Misiani ha presentato alla Camera dei Deputati.

Ma i primi che dovrebbero rispondere, ancor prima di Formigoni e Matteoli, sono proprio Tentorio e Pirovano. Loro, che se perdono la capacità di rappresentare gli interessi dei cittadini e del territorio, perdono la capacità di essere il Sindaco e il Presidente di tutti.

p.s. il “manifesto” è una citazione di un’altra citazione. Insomma, una provocazione che vuol far pensare sull’incapacità di certi tutori del nord…

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Link correlati:
- Malpensa, Alitalia, treni, social card e tasse: è questa una politica per la Lombardia?
- Arcene, la stazione c’è. Ci mettiamo anche i treni?
- Cielle, quindi Lombardia
- Outing elettorale /2 – Antonio Galizzi
- Io ci ho provato…


Aggiungi su OkNotizie

11 Responses to “Tentorio e Pirovano: sulle ali del silenzio”

  1. cappellaio Says:

    grande citazione. scandaloso il silenzio perpetuato di tentorio e pirovano…

  2. daniele,milano Says:

    Premesso che considererei il fallimento di Alitalia una fortuna per il paese, se non vuoi fare inutile propaganda ma informazione e soprattutto politica, forse dovresti tenere conto di un paio di considerazioni prima di levare gli scudi a difesa di RyanAir:

    1) Ryan ha annunciato una sospensione TEMPORANEA e SOLO dei voli NAZIONALI, non la dipartita armi e bagagli dall’Italia

    2) Se pure Ryan dovesse andarsene non si capisce perché dovrebbe avvantaggiarsene solo Alitalia. Gli slot verrebbero ricollocati secondo normativa. Ci sono tutte le altre low-cost, da Easyjet a AirBerlin o Germanwings (gruppo Lufthansa), oltre ad altri vettori full fare disponibili SE C’E’ DOMANDA DI TRASPORTO. Non è mai esistito nella storia dell’aviazione civile un momento di maggiore disponibilità di macchine (aerei) come oggi.

    3) come abbiamo avuto modo di apprendere dai commenti in un post precedente, Ryan ha una gestione del lavoro che mi pare non esagerato definire con pesanti ombre di comportamento antisindacale… 30 euro di biglietto possono essere 30 anche perché Ryan sfrutta oltre misura il lavoro. Non sarebbe una grave perdita se se ne andasse fuori dalle balle… mi pare che il tempo dell’elogio del liberismo e dei miracoli irlandesi (visto come va l’Irlanda?) sia finito.

    4) a quanto pare ci sono due dossier, uno dell’Agenzia delle Entrate e uno Della Guardia di Finanza, che riguardano Ryan… oltre che tenere un comportamento antisindacale questi rischiano di essere anche evasori o elusori fiscali, visto che non versano un solo euro di tasse al fisco italiano… ecco perché ti costa 30 euro il biglietto. Comportamento anti-sociale, in questo caso. Motivo ulteriore, anzi ancora più importante, per mandarli a cagare.

    5) come noto da anni a chiunque si occupi del settore, le compagnie low-cost godono di privilegi che sono sostanzialmente assimilabili a veri e propri aiuti di stato (soprattutto quando di mezzo ci sono gestori aeroportuali, come Sacbo, in cui è presente proprietà pubblica). In pratica beccano soldi (o pagano meno i servizi aeroportuali come il “costo-toccata”) per volare su determinati aeroporti. Quel che manca al tuo biglietto da 30 euro lo mettono i contribuenti, anche quelli che non hanno mai volato in vita loro. Ecco anche perché lo paghi così poco. Esattamente come il fatto che Alitalia sia ancora in piedi.

    6) per correttezza: Ryanair è arrivata a Bergamo grazie all’azione di Sacbo… una società allora per il 50% in mano a SEA-Aeroporti Milano (oggi 31%), quella del Comune di Milano di Albertini e della Moratti, quella con il “presidente leghista” Bonomi. E’ davvero curioso sottolineare gli eventuali demeriti senza aver mai sottolineato i meriti.

    7) Quanto ai favoritismi ad Alitalia, a maggio scorso il Parlamento Europeo ha approvato una provvisorio “congelamento” nell’assegnazione degli slot inutilizzati. Un provvedimento chiaramente ispirato dalla lobby delle compagnie “major”, proposto da Tajani che ha fatto anscere più di u sospetto sulla sua sollecitudine proprio in relazione alle necessità di protezione di Alitalia. Hai mai dato un’occhiata a quali dei nostri (Nordovest) parlamentari hanno votato a favore e contro? No? te lo dico io: l’unico a votare contro quel provvedimento protezionista è stato Albertini… dov’erano quelli del centrosinistra?

    8) Tra le altre ipotesi sulle ragioni della mossa di Ryan, ci sono probabili sue difficoltà, del resto comuni a tutto il settore che sta vivendo la più grave crisi della storia dell’aviazione. Insomma un modo “originale” (tipicità Ryan) di ridurre l’attività in Italia su rotte poco profittevoli.

    9) OSSERVAZIONE PIU’ IMPORTANTE: Come mai tutte le altre compagnie – a partire da AirDolomiti del Gruppo Lufthansa, Lufthasa stessa, Air France, EasyJet, ecc. – non hanno sollevato il problema della “sicurezza”? Sono tutti cialtroni? Anche i tedeschi? SUVVIA, NON DICIAMO VACCATE!

    Cmq non disperare: se c’è domanda di trasporto aereo e c’è un minimo di concorrenza al posto di Ryan (che per me non se ne andrà mai) arriveranno altri, non solo e neppure tanto Alitalia.

    ciao
    daniele,milano

  3. Tommaso Bruni Says:

    Autorità britannica per la concorrenza attacca Ryanair poiché giudica illegali alcune sue pratiche.

    http://www.guardian.co.uk/business/2010/jan/04/ryanair-
    online-transaction-charges

  4. Marcello Saponaro Says:

    @Tommaso

    mi sembra che l’ente britannico abbia ragione a pretendere trasparenza nel biglietto e libertà di scelta del viaggiatore su alcuni servizi aggiuntivi come l’assicurazione.

    Ma tutto ciò non c’entra una cippa con lo scontro aperto da ENAC…

  5. daniele,milano Says:

    @Marcello

    Scusa eh… Io sono anche d’accordo con Ryan sul fatto che debbano essere accettati solo Carta d’Identità e Passaporto.

    E sono anche d’accordo nel pensare che ENAC usi la questione come pretesto e sia un attore delle politiche protezionistiche verso Alitalia.

    E sono anche d’accordo che Alitalia faccia schifo e sia bene liberarsene.

    Tutto ciò detto:

    ENAC non impone un cavolo di niente se non il rispetto di una LEGGE della REPUBBLICA ITALIANA, giusta o sbagliata che sia. Finché c’è quella legge dev’essere rispettare tutti. Se non piace a Ryan, nessuno costringe Ryan a operare in Italia. Punto e a capo.

    Se la rispettano Lufthansa Italia, Air Dolimiti, EasyJet, ecc., perché mai Ryan dovrebbe essere libera di non rispettarla? Me lo spieghi?

    daniele,milano

  6. Tommaso Bruni Says:

    @ Marcello
    Dato che Ryanair si fa vanto di essere la paladina del libero mercato e che i suoi fans, fra cui ci sei tu, usano solo questo argomento, la posizione della compagnia è indebolita dal fatto che la antitrust britannica giudichi illiberali alcune sue pratiche.
    Ryanair è fuori dalle regole del libero mercato e in ciò fa compagnia ad Alitalia: il vettore irlandese riceve soldi da aeroporti pubblici di mezza Europa e conduce pratiche non compatibili con l’etica di mercato, sia nei confronti dei suoi lavoratori, sia nei confronti dei suoi clienti.
    Difendere Ryanair in nome del libero mercato è una contraddizione, perché Ryanair è la prima a ledere le norme del mercato.
    Dato che sei un ambientalista, soprende che tu punti sull’efficientazione del trasporto aereo (una delle attività umane più inquinanti) e non sulla sua parziale sostituzione con tecnologie ferroviarie, che potrebbero soddisfare, in misura maggiore che oggigiorno, la domanda di mobilità internazionale nell’Europa Continentale e nel Regno Unito (via Chunnel).
    Più che far scoprire il mondo a migliaia di giovani, il low-cost ha aggravato drammaticamente il problema del riscaldamento globale.

    @ Daniele, Milano
    Condivido completamente la tua posizione. Io sono favorevole a una rapida modifica della normativa italiana sui documenti (normativa che mi pare ingiustificata), ma, stante la legge, bisogna obbedirle.
    Quindi, non appena il CdS si sarà pronunciato, anche Ryanair dovrà obbedire alla decisione, tanto più se la sua eventuale dipartita non costituirà danno alcuno (come tu dici giustamente, sarebbe subito sostituita da compagnie diverse da Alitalia).
    Chapeau per la puntualità, l’approfondimento e la chiarezza.

  7. E. Says:

    @ daniele

    ryanair non è un ufficio pubblico, percui è libero di decidere le condizioni per la stipula del contratto di viaggio.

  8. Cribbio Says:

    @E.
    lei – che non è un ufficio pubblico – le leggi le rispetta o no?

  9. E. Says:

    dipende.
    di sicuro io non darei mai un passaggio ad una persona che mi mostra il tesserino del club della pesca con mosca artificiale e impugnatura all’inglese.

  10. Cribbio Says:

    Vede, lei discrimina i pescatori. SI vergogni.

  11. Giustizialismo low cost: mi hanno querelato ( Blog(s) Io Legalità ) - Il blog di Marcello Saponaro Says:

    [...] e commentai sul blog l’articolo di Marro. In quei giorni, infatti, stavo conducendo una campagna a difesa del diritto dei cittadini di continuare a volare con la compagnia irlandese. Ero, e sono, convinto infatti che l’ENAC [...]

Leave a Reply