Il treno dell’amore

30 dicembre 2009 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Violenza | 698 visite.

Qualcosa mi dice che questi integerrimi funzionari di Trenitalia, di fronte al suo tesserino avrebbero reagito in un modo un tantino diverso.

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6 Responses to “Il treno dell’amore”

  1. Bera Says:

    Sicuramente avrebbero reagito in modo diverso. Però sarebbe stato sbagliato, è invece giusto quello che è stato fatto con il disabile. Mi riferisco al merito non hai modi (presunti). Se uno è senza braccia può salire sul treno senza fare il biglietto ? pretendendo poi di non pagare il sovraprezzo ? Perchè ? Dove è scritto? Allora se uno ha un tumore ? Questo disabile ci ha provato, chissà quante altre volte ha viaggiato gratis contando sul pietismo dei controllori.
    Intendiamoci io sarei faverovole a creare agevolazioni e scontistiche speciali per persone con tali problemi ma, se queste non ci sono, le regole vanno rispettate. Anche perchè se tutti chiudiamo un occhio mai ci saranno persone che si battano per trattamenti più sensibili.

  2. Se avete voglia di farvi girare i coglioni | Disma Says:

    [...] di appartenente alla razza umana sottogenere italicus, date un’occhiata alla cosa che segnala Marcello Saponaro. Datecela l’occhiata, che a me i coglioni sono già girati. Condividi: [...]

  3. cappellaio Says:

    queste sono le classiche notizie che ti rovinano la giornata. vergogna marcia!

  4. Gianni Says:

    Controllore e capotreno sono colpevoli invece di NON AVER AIUTATO un cliente in difficoltà.

    Le regole si rispettano ma se nelle stazioni vengono smantellate le biglietterie e i punti informativi non automatizzati DIVENTA INDISPENSABILE un minimo di comprensione verso coloro che, anche se non sempre in buona fede, hanno difficoltà ad usare gli strumenti automatizzati.

  5. Gianni Says:

    Inoltre, sempre per bera: una volta esisteva la regola che un viaggiatore che sale senza biglietto, bastava che lo dicesse al controllore, e questi glielo faceva con un modesto sovrapprezzo (o senza sovrapprezzo come nel caso di alcune reti ferroviarie.

    Il giro di vite di alcune aziende di trasporti sulle sanzioni sono dovuti più al desiderio di fare cassa con le multe che a reale intento correttivo di un malcostume che invece viene nei fatti favorito dalla maggiore difficoltà attuale nel fare i biglietti.

  6. Miriam Says:

    “Questo disabile ci ha provato, chissà quante altre volte ha viaggiato gratis contando sul pietismo dei controllori.”

    E questa “deduzione” brillante da dove esce? perchè non ti è venuto in mente: “chissà quante altre volte ha viaggiato regolarmente”?.

    A me fa un po’ tristezza.

    La vicenda nel complesso è assolutamente aberrante. Le regole esistono certo, ma sono fermamente convinta che occorra riflettere prima di applicarle macchinosamente, soprattutto quando per applicarle si oscurano palesemente dignità e diritti della persona.

    Spesso rispettare le regole ciecamente come suggerito non porta affatto ad una maggiore equità… pensiamoci.

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