Un politico, un candidato, quello giusto
Dunque sarà Filippo Penati a combattere contro Formigoni per tornare a fare della Lombardia terra di riformismo e di riforme.
Il centro sinistra è cresciuto, ci voleva. Cresciuto rispetto al passato quando abbandonava la corsa a candidati impresentabili (ricordate Diego Masi e il suo 29%?), a ottimi candidati del secolo precedente (Mino Martinazzoli che non superò il 32% nonostante fosse stato una delle menti politiche più preziose della storia d’Italia) o – infine – alla “società civile” (Riccardo Sarfatti che comunque strappò un dignitoso 43,6% – in un periodo di “buona” per il centro sinistra). Sarfatti come prima di lui, a Milano, Fumagalli, Antoniazzi, Ferrante. Tutte ottime persone e tutti rappresentanti della debolezza del centro sinistra.
Il dato rilevante è quindi questo: il centro sinistra non va più alla spasmodica ricerca di un candidato bandiera esterno a se stesso. Un dirigente politico di calibro nazionale è stato “costruito” a Milano e in Lombardia e sarà lui a contentendere la carica di Presidente della nostra Regione.
Io Filippo Penati l’ho conosciuto in occasione di un convegno, e poi di una vertenza politica, per il riconoscimento e il sostegno ai lavoratori freelance, creativi, consulenti e micro-imprenditori. Questi lavoratori sono tra i più competitivi, producono valore e innovazione. Eppure non sono rappresentati: nè dalla politica, nè dai sindacati. Penati l’ha capito. Molti altri (Formigoni compreso) no. E questi lavoratori faranno (una parte della) differenza in campagna elettorale.
E poi, Penati fu primo cittadino di una città medaglia d’oro per la resistenza. Chi meglio di lui può combattere un secondo ventennio in Lombardia?
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novembre 27th, 2009 at 2:26 pm
spero che tu stia facendo dell’ironia su Penati, il gerarca che aveva messo subito a disposizione delle ronde 250.000 euro prima che gli spiegassero che la legge apposita diceva esplicitamente che le ronde non devono essere a carico dell’amministrazione pubblica….
novembre 27th, 2009 at 5:42 pm
Penati un feroce anticomunista. Bleahhhhhh.
novembre 27th, 2009 at 9:33 pm
Lech Wałęsa sarebbe un buon governatore per la terra lombarda. Bisogna dargli il passaporto italiano prima che lo sprechino per Amauri.
novembre 28th, 2009 at 4:33 am
Ma se lo sanno tutti che la Lombardia non andrà mai al centrosinistra!
Chi vuoi prendere in giro?
novembre 29th, 2009 at 12:19 am
Gli elettori faranno fatica a capire quale sia la differenza fra Penati e Formigoni. Verosimilmente diffideranno delle imitazioni e sceglieranno il già rodatissimo Formigoni, che così potrà farsi beato e pacioso il quarto mandato.
novembre 29th, 2009 at 5:19 am
E il candidato al comune di Milano chi lo fa… sempre lui?
novembre 29th, 2009 at 5:30 pm
penati ha sfiorato il successo in provincia di milano, proprio perché ha tagliato con i comunisti e ha cercato di non nascondersi dietro facili slogan.
perderà lo stesso perché i lombardi non sono fessi, e sanno benissimo che il pd è progiudizialmente contro i ceti produttivi del nord.
novembre 29th, 2009 at 7:14 pm
Al di là di ogni considerazione politica e umana (finanziamenti alle ronde, dichiarazioni razziste, eccetera) Filippo Penati è stato un pessimo amministratore, tanto da far quasi rimpiangere Ombretta Colli. Eletto coi voti del centrosinistra, ha avviato il suo mandato con promesse di sobrietà (“niente gadget!”) salvo spendere immediatamente fiumi di euro in braccialetti in silicone similnike, viaggi in USA per ragioni futili (a parte la sua collezione di orologi, quella è importante) e consulenze ad amici e sodali. Ma questo non sarebbe ancora sufficiente per dire “meglio Formigoni” (come farò io, elettore storico di PCI-PDS-DS-Ulivo-Unione) se non ci fossero due vicende veramente intollerabili.
1) la promozione a dirigente della comunicazione di Palazzo Isimbardi, con stipendio principesco, dell’amico di famiglia Franco maggi, privo dei requisiti minimi, piazzato sulla poltrona con la motivazione “per fare esperienza”. Questa la dice lunga sul rispetto dell’uomo per le istituzioni.
2) tutta la vicenda Serravalle, con l’acquisto del 15% dall’amico Gavio al doppio della valutazione fatta da Banca Intesa, con le balle su utili immediati diventati un passivo da quasi 10 milioni l’anno, con la sede faraonica di ASAM e stipendi da mandarino ad amici e sodali.
Di storie ce ne sarebbero tante altre, da suo elettore e gestore di un sito ora chiuso (OneMoreBlog, 25mila lettori al giorno) ho seguito la carriera di questo signore che – sulla base di quanto ho visto – rappresenta il peggio di quanto il fu-PCI sia stato in grado di produrre.
Peraltro il fatto che D’Alema l’abbia messo a fare da vice alla sua controfigura nel Piddì la dice lunga. Mi perdoni chi spera in una vittoria, ma (1) non verrà e (2) per fortuna non verrà, perché quest’uomo in regione potrebbe segnare la disgrazia finale per la sinistra lombarda. Vi prego, informatevi, tutto ciò che dico è documentato e documentabile.
novembre 29th, 2009 at 7:46 pm
Invitiamo tutti gli ex PCI a non votare Formigoni né Penati. C’è altro, c’è di meglio.
novembre 30th, 2009 at 2:34 am
“penati ha sfiorato il successo in provincia di milano, proprio perché ha tagliato con i comunisti ”
frase che distorce la verità, che è l’esatto opposto, ovvero che è passato da vincere in provincia a perdere proprio per la decisione suicida di tagliare coi comunisti. In una regione dove la destra stradomina, non ti puoi permettere di rifiutare il voto di nessuno di sinistra se vuoi vincere. Se vuoi perdere, invece, taglia pure. Quanto alla storiella che la sinistra è pregiudizialmente contro gli imprenditori, chissà perchè il PIL cresce SEMPRE di più quando c’è il csx al governo (sia pure per soli 2 anni) rispetto a quando c’è la destra, che sarebbe tanto buona con gli imprenditori, visto che è guidata da uno di loro. Forse l’amara realtà è che quell’imprenditore non governa per il bene delle imprese, ma delle SUE imprese, e quindi che vadano a puttane non gliene può fregare di meno, tanto basta andare alle assemblee di confindustria e ululare contro i comunisti che quei fessi di imprenditori il voto glielo danno sempre…
novembre 30th, 2009 at 5:29 am
Marcello, hai notizia del tanto decantato (giustamente) metodo delle primarie che tra le altre cose avrebbe avuto il compito di riavvicinare i cittadini alla politica?
novembre 30th, 2009 at 8:02 am
Ma voi del Pd andate da soli alle regionali e poi alle comunali di Milano? Cioè avete già deciso di mandare in vacca ogni possibilità di vittoria in Lombardia per i prossimi 20 anni?
Basta saperlo…
novembre 30th, 2009 at 8:58 am
@Fabio
Se facciamo le primarie per la scelta del candidato Presidente… iniziamo la campagna elettorale contro Formigoni a fine gennaio… non mi pare sia il caso.
@Rino
Ma voi dei Verdi non li guardate i telegiornali?
No, il PD NON andrà sicuramente da solo. SEL e IDV hanno già confermato la partecipazione alla coalizione. Anche personalmente non ho capito cosa facciano i verdi. E figuriamoci se ho capito cosa farà l’UDC…
Ciao
novembre 30th, 2009 at 9:07 am
Scusa Marcello ma le adesioni di IDV e SeL mi interessano poco, e poi sono arrivate dichiarazioni di massima PRIMA dell’autocandidatura PEnati a capo del mondo. Non ci sono ancora stati incontri tra il Pd regionale e I Verdi regionali… quindi di che parla Penati? A noi interessa il contenuto, non ci interessa la logica dell’uomo solo e forte al comando.
novembre 30th, 2009 at 9:09 am
Ma vi sembra una cosa normale che in lombardia (per il Pd) non ci debbano essere ne primarie per il candidato ne primarie per il programma? Come dire? C’è solo Penati, prendere o lasciare?
novembre 30th, 2009 at 9:11 am
Spero che gli elettori si rendano conto di ciò che accadrà per l’ennesima volta in Lombardia. Le elezioni sono date per perse, quindi ogni candidatura è sfruttata per logiche di partito, spartendo le ricche poltrone di consigliere, i micropoteri che ne conseguono, le benemerenze assegnate al candidato che va a immolarsi a fronte di una promozione. E’ lo schifo che si rinnova, alla faccia degli elettori. i siete accorti che si parla sempre e solo di persone, mai di programma?
novembre 30th, 2009 at 9:20 am
@Alberto
non è vero. smettiamola con questa litania del “non si parla dei programmi”. All’assemblea regionale del PD non si è manco parlato dei candidati ma solo dei programmi. I programmi sono innanzitutto la nostra storia, quello che abbiamo fatto in cinque anni. Ai quali si aggiungerà il programma che insieme al candidato verrà scritto.
ciao
Marcello
novembre 30th, 2009 at 9:32 am
Marcello, io non so cosa fate voi dentro lì, anche se mi domando di che programmi si possa parlare in un luogo in cui uno come Franco Mirabelli gestisce una fetta consistente di potere, viene da pensare che si parli giusto di programi televisivi. Quello che sostengo è che quei programmi fuori non arrivano, arriva solo l’odioso senso di impotenza dell’eletore messo davanti a fatti compiuti. Sostanzialmente qui fuori si percepiscono due cose chiare:
1) vince Formigoni
2) il candidato è Penati per ragioni che non hanno a che fare con il tentativo di ribaltare il risultato (altrimenti non sarebbe saltato fuori quel magliaro)
Poi non sorprendetevi se vi prendono a colpi di fichi molli.
PS sul fatto che i programmi siano la vostra storia, permettimi di fare due amare risate. la vostra (inteso come centrosinistra, nulla di personale) storia, per come appare fuori, è fatta di candidature inaccettabili, sconfitte annunciate, figuracce (tipo il funerale del feto) e assenteismi. A meno che tu non condivida l’idea dalemiana in base alla quale la colpa della sconfitta è sempre di quegli imbecilli degli elettori che non capiscono.
novembre 30th, 2009 at 9:46 am
Marcello, posto che alle primarie mi pare ci si stia pensano (almeno da queste parti) in ritardo, e già questo in sè rappresenta un problema politico perché non si capisce perché vadano bene per il Segretario nazionale e non per la candidatura alle regionali, comunque dovresti sapere che le primarie (aperte) rappresentano probabilmente il migior modo per avviare se non condurre una campagna elettorale. Singolare è pi questa storia del programma rappresentato da noi (noi chi?) che ci mettiamo insieme ed insieme ad un candidato scelto non si sa bene dove e come, a posteriori ci mettiamo a definire i contenuti.. Dissento profondamente sul metodo che a mio avviso è anche sostanza. Per questo chiederò ai Verdi lombardi di rilanciare con forza la richiesta di primarie del programma e del candidato presidente. Poi vedremo il da farsi. Ciao, fabio
novembre 30th, 2009 at 10:06 am
In anto dissenso vorrei dare il mio contributo positivo, una volta tanto. Sembra che questa candidatura del venditore di spazz …ops… polizze Unipol inopinatamente assurto alla vicesegreteria del Piddì abbia veramente ottenuto l’effetto di far sbottare tanti che ancora, con tenacia, restavano fedeli a ciò che resta del centrosinistra. E’ un buon segnale, perdere per perdere a questo punto speriamo che la sconfitta sia di proporzioni tali da avviare il sospirato sgretolamento della nomenklatura del Piddì, condizione necessaria alla rinascita di una politica decente in Lombardia (e non solo).
novembre 30th, 2009 at 11:33 am
Formigoni: preparati al quarto mandato
Questa è la sinistra
novembre 30th, 2009 at 12:45 pm
ma i verdi non dovrebbero occuparsi del loro programma e del loro candidato?
novembre 30th, 2009 at 7:11 pm
[...] di davidepaolillo A me Penati piace. Ma soprattutto, come ha già detto il mio amico Marcello sul suo Blog, è finalmente un prodotto D.O.C. del centrosinistra lombardo. Finalmente “il [...]
novembre 30th, 2009 at 9:55 pm
Mi spiace dirlo, ma le tue motivazioni hanno pochi fondamenti.
Penati è stato scelto con una modalità indecente per un Partito che si definisce democratico.
Aspettiamo che Formigoni si metta da parte da solo, non sappiamo fare altro.
novembre 30th, 2009 at 10:54 pm
Vero, Penati è un prodotto DOC del centrosinistra lombardo. Un affarista, benefattore di amici e sodali, razzista e malgovernatore. D’altra parte da un partito il cui segretario regionale è un personaggio come Martina (qualcuno l’ha sentito mai dire una cosa non banale?) non ci si può aspettare di più.
A Gianluca: qui è una gara a chi è più indecente, il partito, i metodi o Penati? Per me il venditore di spazz… polizze Unipol vince a man bassa, la sua indecenza è misurabile sulla base del passivo generato da Serravalle.
dicembre 1st, 2009 at 8:08 am
Vorrei concludere la mia partecipazione a questo interessante confronto con una nota per “”Pol.sco.” e per quelli come lui.
Invariabilmente la critica interna, anche a situazioni e comportamenti inaccettabili (e questa candidatura lo è) viene bollata da apparato e signorsì come “tafazzismo” (scus.la.parolacc.) o con commenti come “questa è la sinistra”. In effetti sì, questa è la sinistra e aggiungo un “per fortuna”.
“Vincere” (altr.parolacc.) non è l’unico obiettivo, bisogna vincere con decenza. Il berlusconismo scorre forte anche a sinistra (e questa candidatura lo dimostra), ma finché sarà stigmatizzato dalla base c’è speranza di sopravvivenza per il buon senso. Non è la critica di cui si deve diffidare, ma l’accettazione supina, la superficialità colpevole di chi sa dire solo “Tafazzi!”, la delega acritica. Accettare Penati (ovvero accettare che Italianieuropei gestisca la Lombardia) è molto più “tafazzista” (scus.) che essere critici.
dicembre 11th, 2009 at 1:11 am
[...] avevo anticipato qui spiegando i motivi per i quali secondo me è la scelta [...]