L’acqua di tutti

18 novembre 2009 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Acqua, Sprechi | 1678 visite.

L’acqua è un bene comune. E’ di tutti. E se avessimo iniziato a trattarla come tale anche quando la distribuzione era monopolio del “pubblico”… forse non saremmo al 65% di perdite nella rete molisana. Cioè, escono 100 litri dall’acquedotto e ne arrivano 35 a casa dei molisani. A Berlino ne arrivano 95.

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9 Responses to “L’acqua di tutti”

  1. Cribbio Says:

    anche per questo TUTTI A ROMA IL 5 DICEMBRE
    NO BERLUSCONI DAY
    info at: http://www.noberlusconiday.org

  2. Tommaso Bruni Says:

    @ Saponaro
    Non si capisce se tu sia d’accordo o meno con il provvedimento del Governo Berlusconi.
    Ritieni che la privatizzazione possa essere un buon modo per migliorare l’efficienza del sistema e che questo potenziale aumento di efficienza possa porre in secondo piano il fatto che l’acqua è di tutti? Questa privatizzazione è per te una “liberalizzazione”?

  3. marcello saponaro Says:

    @ Tommaso

    sono contrario. Ma per salvaguardare il bene comune acqua l’obiettivo principale deve essere la manutenzione della rete. Mi dispiacerebbe ritrovarmi a firmare la stessa petizione che magari firmano anche amministratori molisani responsabili di quello sfascio.
    ciao
    Marcello

  4. Cribbio Says:

    Il governo con la nuova legge regala 60 miliardi ai privati per “investimenti”. Scommettiamo dove vanno a finire?

  5. E. Says:

    cosa vuol dire che l’acqua è pubblica? che tu puoi pretendere il godimento della mia bottiglietta perché è di tutti?

    il bene pubblico non esiste per natura, è un’astrazione insensata.

  6. Cribbio Says:

    L’acqua è di tutti e non ci faremo fregare dai gonzi che vorrebbero dimostrarci che non è vero.

  7. Tommaso Bruni Says:

    @ E.
    Suppongo significhi solo che è un bene pubblico, come l’aria che respiriamo. Un bene è tale perché soddisfa un bisogno. Tutti dovrebbero poter fruire liberamente dell’acqua, perché bere è un diritto dell’uomo, tanto quanto muoversi liberamente. Il prezzo da pagare per poter bere dovrebbe essere nullo o minimo.

    Inoltre l’acqua è un monopolio naturale, come le reti telefoniche o le autostrade: non ha senso che nel medesimo luogo ci siano due gestori. Se l’acqua è gestita attraverso il mercato, non ci può essere concorrenza, almeno in un certo ambito territoriale. E dato che il mercato senza concorrenza è un disastro (trovi i “fallimenti del mercato” chiaramente spiegati in un qualsiasi manuale di economia), è molto meglio che mercato e acqua non abbiano nulla a che spartire l’uno con l’altro.
    Una gestione pubblica è auspicabile, ma in Italia non abbiamo abbastanza senso dello Stato e di responsabilità civile, né un sufficiente livello di applicazione della legge, per poter condurre la gestione pubblica a un livello qualitativo europeo. In Italia il pubblico è Poggiolini, il privato Tanzi e Ricucci.

  8. Azionariato popolare per l’acqua ( Acqua ) - Il blog di Marcello Saponaro Says:

    [...] i cittadini, i loro diritti e la sicurezza che gli utili sull’acqua sarebbero reinvestiti per non disperdere il bene comune. Con un buon regista ci si può provare. Link correlati:- Premi da meritare, progetti da realizzare [...]

  9. Letizia Palmisano - ri-AMBIENTI-AMO ROMA » Il popolo dell’ (per l’) acqua Says:

    [...] centro i cittadini, i loro diritti e la sicurezza che gli utili sull’acqua sarebbero reinvestiti per non disperdere il bene comune. Con un buon regista ci si può [...]

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