“Non voteremo più a nessuno”

La ragazza di Messina lo dice al giornalista del TG3. E se invece di “non votare più a nessuno” iniziasse a votare chi non le offre un lavoro sicuro, uno stipendio senza lavoro, un occhio chiuso per l’abuso, una promessa di sussidio, un certificato di malattia, una promozione immeritata, un assessorato in più (il sedicesimo?), un esame facile… se invece iniziasse a votare chi vuol promuovere i migliori, stipendiare i necessari, appaltare in trasparenza, liberare il futuro?

Quanti tra gli amici, i parenti e i conoscenti di questa ragazza votano in quel modo? quanti nell’altro?

Queste domande non riducono minimamente la mia solidarietà e la vicinanza a tutti coloro che hanno subito la perdita di un familiare, di un amico, dei propri beni e della speranza. Spero che giunga fin lì con la rete.

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7 Responses to ““Non voteremo più a nessuno””

  1. Tommaso Bruni Says:

    Il non-voto è preferibile rispetto al voto clientelare. Dubito assai che esista “chi vuol promuovere i migliori, stipendiare i necessari, appaltare in trasparenza, liberare il futuro” e che sia capace di tramutare le promesse elettorali in leggi: sono troppi i veti a cui i politici di professione sono sottoposti da parte di gruppi di potere costituito.

  2. marcello saponaro Says:

    Non sono d’accordo Tommy.
    Anche se non esistesse “chi vuol promuovere i migliori, stipendiare i necessari, appaltare in trasparenza, liberare il futuro” c’è senz’altro chi è meglio di un altro. Vogliamo esagerare? Chi è un po’ meno peggio dell’altro…
    Ma non credo sia questo il criterio scelto in prevalenza a Messina e in Sicilia per votare… purtroppo.
    ciao
    Marcello

  3. Cribbio Says:

    Questo voler far passare tutti per corrotti, pieni di vizi piccolo-borghesi e di individualismo che sfocia nell’indifferenza o nella convenienza è clamoroso. C’è una diversità ancor’oggi ben marcata. I comunisti ne fanno orgogliosamente parte. Quel Tommy parli per sé.

  4. Tommaso Bruni Says:

    La mia tesi non è che non ci sono differenze.
    Sto affermando che:
    - il non-voto fa meno danni di quello clientelare;
    - i pochi politici di buona volontà non sono in grado di tramutare in leggi il proprio volere, perché la società è diretta da poteri non politici e non democraticamente costituiti (economici, religiosi, amministrativi ecc.) a cui i politici devono la propria elezione.
    Un esempio contemporaneo di politico di buona volontà che non riesce a fare ciò che vuole (e per cui è stato votato) è il presidente USA Barack H. Obama.
    Il punto nodale è questo: oggi la politica non ha la forza di cambiare la società; è la società a governare la politica. Quindi se la società è innervata dalla mafia, o dalla CdO, la politica può fare poco o nulla per cambiare i rapporti di forza. E’ per questo che credo nei movimenti sociali e non nella politica istituzionale.

  5. Cribbio Says:

    Bè, così è spiegato meglio. Sono quasi d’accordo. Credo però che qualche politico serio ci sia ancora. E che i movimenti se non trovano modo di far giungere le loro istanze nelle sedi politiche siano poco efficaci, oltre che spesso evanescenti. Per gli esempi non scomoderei gli USA, basta il PD e i suoi condizionamenti clerical-finanziari…

  6. Pol.sco. Says:

    Ma per favore!
    L’abusivismo dei messinesi è la vera ragione
    E chi non è abusivo è sempre stato zitto sull’abusivismo degli altri
    Non romapano i coglioni e imparino a non fare gli omertosi
    Altro che scioper del voto!

  7. Gianluca Aiello Says:

    Concordo con quanto dice Marcello e che ho scritto in altro modo sul mio blog al rientro da quelle zone: Alluvioni tra casualità e indignazione

    Ignoro quanto dice @Pol.sco. per manifesta ignoranza.

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