Sulle bandiere e sugli obiettivi. Si vince con il narcisismo o con il pragmatismo?

28 settembre 2009 | di Marcello Saponaro | Archiviato in bergamo, Legalità, Mafia & C., politica | 625 visite.

La manifestazione di sabato a Ponteranica per ripristinare la targa di Peppino Impastato è stata un successo: lo possiamo dire e lo possiamo leggere sui giornali. Ora, quindi, possiamo anche esprimere alcune opinioni nella speranza che la prossima volta saremo ancora di più e ancora più efficaci.

Ha cominciato Armando sul suo blog chiedendosi all’incirca se le troppe bandiere di Rifondazione fossero un sopruso degli uni o una latitanza degli altri (partiti)?

Al di là delle bandiere io ho commentato, su Facebook, così come riporto:

Un bel post. Io non credo che la colpa sia di chi non ha portato le bandiere cercando così di rispettare il senso e le finalità delle associazioni che hanno organizzato la manifestazione.
Ma ancora più grave credo sia stato il veto di Rifondazione a Claudio Fava. Claudio Fava è il figlio di Giuseppe Fava, giornalista siciliano ucciso dalla mafia ed è il co-sceneggiatore del film “I cento passi”. In quella veste sarebbe intervenuto. Non certo in quanto leader di Sinistra e Libertà…
Che Ezio Locatelli impedisca a Fava di salire sul palco dicendo che altrimenti “deve intervenire anche Ferrero” lo trovo disdicevole.

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- Per l’appunto. Videocracy.


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11 Responses to “Sulle bandiere e sugli obiettivi. Si vince con il narcisismo o con il pragmatismo?”

  1. Pol.sco. Says:

    Continuate così
    Fatevi male a vicenda
    Tanto siete stati tutte e due sconfitti sonoramente alle urne dal popolo italiano

  2. ale Says:

    Penso che RiCo – ma il discorso vale in genere per la sinistra italiana – non perde occasione per tracciare differenze e per fare le sue sceltine identitarine. E poi ci chiedono pure di votarli. Va quasi a finire (quasi)(e ribadisco: quasi)(mi si conceda il paradosso)(dicevo: quasi)(in senso paradossale) che i commenti beceri hanno fondamento, se non ragione (e mi si conceda anche la frase sgrammaticata)(è che certi fenomeni si fa fatica a commentarli in buon italiano)(e spero che renda).

  3. fabio Says:

    Quella di sabato è stata una straordinaria manifestazione per Peppino Impastato e contro la Lega e ciò che la Lega è e rappresenta in termini di disvalori fascistoidi e razzisti (”non importa se dal nero siamo passati al verde, le camicie sembrano proprio le stesse”, ci ha ricordato Giovanni Impastato, il fratello di Peppino). Per tutti quelli che stavano in piazza è ormai chiaro che è da respingere qualsiasi ipotesi di mediazione col leghismo, anche se fino a pochi giorni prima della manifestazione qualcuno dei promotori della manifestazione ha tentato – vanamente – ancora questa strada. Come pure è da respingere qualsiasi propensione di annullare qualcuna delle soggettività (identità, bandiere, ecc…) che ieri si sono mobilitate con passione o di cercare di nascondere quelle ritenute non gradite (comunisti, omosessuali, immigrati, diversi in genere). E anche ieri, perfino in piazza, non è mancata tale improntitudine, con effetti – anche questi – praticamente irrilevanti. La manifestazione di ieri segna perciò un punto di svolta e ci dice che attraverso un percorso di lotta insieme unitario, plurale e radicale, è possibile isolare e sconfiggere il leghismo e rimettere al centro i diritti, la giustizia sociale, il rispetto degli altri, la pace, la democrazia e la libertà. Cioè risalire dal baratro in cui sembrano essere drammaticamente precipitate la società e la politica nel nostro Paese nella fase attuale.

  4. Cribbio Says:

    Grande manifestazione. Vedete di non trovare sempre gli appigli per fare gli anticomunisti.

  5. mattia Says:

    a rifondazione non rimangono che le bandiere e i sopprusi da unione sovietica.

  6. Giorgio Says:

    Allora: “sopprusi” con una P sola.
    Pol.sko tu sei quello che mi avevi definito tempo fa “cocomero di snistra” vedo che più che mozziconi di frasi con banalità sconvolgenti non sei capace di scrivere. La manifestazione è stata una festa gioiosa, colorata,PACIFICA, piena di donne,bambini, uomini, cani. Era ora dopo esserci sorbiti le becere e triste (per i leghisti i quali non hanno molta dimestichezza con la lingua italiana: plurale di trista cioè volgare, truce, prepotente) esibizioni e raduni leghisti dale foci del Po a Venezia passando per Pontida con Bossi e i suoi scherani ! Alla prossima.

  7. fabio Says:

    Questa polemica sulle bandiere mi sembra sterile.

    Credo che gli organizzatori (tra cui vi era Rifondazione come Saponaro) dovrebbero impegnarsi a raccogliere consensi invece che a polemizzare sulle forme di espressione dei partecipanti (bandiere si o bandiere no).

    Se poi un partito è più presente e organizzato, è da considerare come elemento di ricchezza. Dovrebbe essere da stimolo per chi é socialmente poco attivo per riprendere l’iniziativa.

    Se alcuni partiti (anche di sinistra) sono più impegnati nella mediazione istituzionale che nel lavoro sociale é un loro problema, non pensate? Dovrrebbero interrogarsi su questo?

    Il problema per la sinistra è la ripresa della iniziativa nel sociale, a fianco delle lotte dei lavoratori colpiti dalla crisi e nella ricostruzione dei legami di solidarietà e mutualismo. Spesso troppa energia vieene impiegata nelle istituzioni.

    Dai saponaro, esci dal web e scendi in piazza!

  8. Pol.sco. Says:

    Giorgio
    strano che mi sia limitato a definirti co…comero
    Si vede che mi sentivo magnanimo quel giorno
    Sì, era proprio piena di cani: hai ragione

  9. Giorgio Says:

    Molto meglio i cani che personaggi come te: Pol.sko ma dove l’hai trovato questo nick-name ? Noblesse oblige…

  10. Cribbio Says:

    Pol.sco. farebbe meglio a inneggiare al compagno Impastato. Quando anche tanti liberal-borghesotti tacevano o approfittavano, i comunisti lottavano contro Tano Seduto.

  11. Giorgio Says:

    Inutile cercare di parlare con personaggi come Pol.sko sono dei vigliacchetti capaci solo di berciare come sentiamo ai raduni della Lega. Mi piacerebbe vederli questi leghisti a menare come si faceva alle manifestazioni dei miei tempi (-68)

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