Archive for settembre, 2009

Il più grande salvadanaio di Bergamo

mercoledì, settembre 30th, 2009

E’ un’opera d’arte ma anche un salvadanaio. E’ opera di Lara Favaretto promossa dalla Gamec.
Da oggi potete ammirarla Piazza Dante (anzi, per essere precisi in Via Piave). E potete anche inserirci dei soldi. Tra quattro mesi sarà “rotta” e il ricavato donato al servizio Esodo di Don Resmini.

Liscia, gassata o… con Cromo?

mercoledì, settembre 30th, 2009

L’inquinamento delle falde di Treviglio e della bassa bergamasca è l’argomento della puntata di questa sera a Sorci Verdi.

Ne parliamo insieme a Patrizio Dolcini (del direttivo regionale di Legambiente) e a Edoardo Bai (medico esperto di igiene ambientale). Ovviamente condotti da Eliana Pasquini. Ovviamente alle 22.00. Ovviamente su Video Bergamo. E ovviamente anche su Sky al canale 931.

E poi li chiamano mammoni…

mercoledì, settembre 30th, 2009

affittasi

Mezza camera per mezza settimana = 300 euro al mese. A Milano.

A domanda rispondo (su Alitalia)

martedì, settembre 29th, 2009

Lavoratori Alitalia

Nella posta privata di Facebook, Alessandra mi ha scritto:

Ciao Marcello!
Spiegami quale sarebbe stato il tuo piano per salvare Alitalia?

Io ho risposto così:

Piano A: lasciarla fallire, come succede a tutte le aziende che producono solo perdite e debiti.

Piano B: venderla a Air France senza lasciare sul gobbo degli italiani i debiti che il Governo Berlusconi ha infilato nella “Bad Company” vendendo alla cordata di imprenditori italiani (nessuno con esperienza di mercato aereo) soltanto gli slot, la bandiera e gli aeroplani.

In ogni caso, sia nel piano A (quello da me preferito) che nel piano B (quello di Prodi) i dipendenti Alitalia avrebbero goduto dei normali ammortizzatori sociali, NON i 7 anni garantiti da questo governo. Nelle aziende bergamasche in crisi nessun lavoratore gode di SETTE anni di ammortizzatori sociali….

Come è successo in Spagna, in Svizzera e in altri paesi del mondo un’altra compagnia (o più d’una) avrebbe occupato lo spazio lasciato libero da Alitalia nel mercato aereo. Le imprese e i viaggiatori italiani avrebbero avuto un servizio migliore senza subire le penalizzazioni (in termini di servizio e di costi) dovute a un monopolio di fatto della rotta Roma – Milano (la più redditizia).

ciao

Marcello

A quanto scritto aggiungerei solo una considerazione. Nel piano (attuato) del Governo Berlusconi per “salvare” Alitalia non ci si è preoccupati di quei lavoratori di Malpensa e dell’indotto che non avevano un contratto a tempo indeterminato. Che non godono e non godranno di neppure uno dei 2556 giorni di cassa integrazione (4 anni) e mobilità (3 anni) garantiti invece ai dipendenti Alitalia. L’ennesima vergogna.

Hanno la faccia come la coda di un aereo

lunedì, settembre 28th, 2009

Nel dicembre 2007 chiedevo a Formigoni e alla politica di starsene lontani dall’Alitalia, per non ucciderla un’altra volta. L’anno scorso, in agosto, aggiungevo che il salvataggio di Alitalia era fraudolento. E a settembre mi chiedevo dove fossero finiti gli imprenditori lombardi che criticarono la proposta di vendita ad Airfrance proposta da Prodi e poi naufragata con la vittoria di Berlusconi.

Oggi, i tecnici del Ministero dei Trasporti si accorgono che non c’è concorrenza per la tratta Roma – Milano. E avvertono che la cosa non fa bene agli utenti. Dopo essere costata qualche miliardo ai contribuenti che hanno pagato i debiti.

Sulle bandiere e sugli obiettivi. Si vince con il narcisismo o con il pragmatismo?

lunedì, settembre 28th, 2009

La manifestazione di sabato a Ponteranica per ripristinare la targa di Peppino Impastato è stata un successo: lo possiamo dire e lo possiamo leggere sui giornali. Ora, quindi, possiamo anche esprimere alcune opinioni nella speranza che la prossima volta saremo ancora di più e ancora più efficaci.

Ha cominciato Armando sul suo blog chiedendosi all’incirca se le troppe bandiere di Rifondazione fossero un sopruso degli uni o una latitanza degli altri (partiti)?

Al di là delle bandiere io ho commentato, su Facebook, così come riporto:

Un bel post. Io non credo che la colpa sia di chi non ha portato le bandiere cercando così di rispettare il senso e le finalità delle associazioni che hanno organizzato la manifestazione.
Ma ancora più grave credo sia stato il veto di Rifondazione a Claudio Fava. Claudio Fava è il figlio di Giuseppe Fava, giornalista siciliano ucciso dalla mafia ed è il co-sceneggiatore del film “I cento passi”. In quella veste sarebbe intervenuto. Non certo in quanto leader di Sinistra e Libertà…
Che Ezio Locatelli impedisca a Fava di salire sul palco dicendo che altrimenti “deve intervenire anche Ferrero” lo trovo disdicevole.

Altri commenti sono seguiti. Qui, tu, cosa ne pensi?

«Si, antifascista a te!»

domenica, settembre 27th, 2009

«Antifascista a me?!?»

La rissa alla Festa della Liberta rende abbastanza l’idea di qual è l’insulto peggiore tra gli eletti del Pdl.

Riporto dal blog di Gilioli. Sembra che “antifascista” sia un insulto molto quotato alla Festa della Libertà di Milano.

Asciugarsi le mani delicatamente…

domenica, settembre 27th, 2009

Schifani e Di Pietro

Se ci si trova in visita al Dott. Pres. Sen. Schifani.

öna pianta rasgàda l’è mai ü bèl laùr

sabato, settembre 26th, 2009

Bepi & the prismas

Pollici “verdi” hanno tagliato l’ulivo della pace ieri notte a Ponteranica, poche ore prima della manifestazione per Peppino Impastato. Gli anonimi e codardi pollici “verdi” si sono firmati “Ol Bepi de Potranga”. Gli organizzatori della manifestazione hanno piantato un nuovo ulivo e poi hanno chiesto al vero e inimitabile Bepi un commento:

Ossignùr, i ma tira dét anche ‘n di storie che ga só mia! L’è ovvio che l’ulivo dè la pace lo mia rasgàt sö mé e, per chèl poc che ga só a riguardo, dighe doma che öna pianta rasgàda l’è mai ü bèl laùr, c’al sabe ü paghér o c’al sabe ön ulivo… Tirìm mia ‘n mès in di laùr politici. Sö tance laùr an pödrà anche ìs mia töcc decórde, ma pènse mia che ön alber al pöde dà ‘ssé fastöde. L’è ‘mpó come la storia di culùr: sta a èt che mé adès pöde piö dorvà tranquillamente ol nìgher, ol rós o ‘l vért perchè se no ma schiere politicamente! Dai, dai, dai…per piassér! Viva gli ulivi, viva i paghéri. Laghìm de Potranga ol bèl ricordo che go dèl concèrt ala Ramera ol 21 agóst 2006.

Traduzione

Ossignore, mi tirano in ballo anche nelle faccende che non so! E’ ovvio che l’ulivo della pace non l’ho tagliato io e, per quel poco che so a riguardo, dico solo che una pianta tagliata non è mai una bella cosa, che sia un abete o che sia un ulivo… Non tiratemi in mezzo alle questioni politiche. Su tante cose potremo anche non esser tutti d’accordo, ma non penso che un albero possa dar così fastidio. È un po’ come la storia dei colori: sta’ a vedere che adesso non posso più usare tranquillamente il nero, il rosso o il verde perchè altrimenti mi schiero politcamente! Dai, dai, dai, per piacere! Viva gli ulivi, viva gli abeti. Lasciatemi di Ponteranica il bel ricordo che ho del concerto alla Ramera il 21 agosto 2006».

100 passi, 14.000 piedi, a Ponteranica per Peppino Impastato

sabato, settembre 26th, 2009

Su facebook le altre immagini della manifestazione a Ponteranica per la legalità in memoria di Peppino Impastato.