Indagine del Consiglio sui Bond Lombardia

28 luglio 2009 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Formigoni, Lombardia | 784 visite.

Oggi il Consiglio Regionale ha approvato con un buon numero di franchi tiratori questo Ordine del Giorno dell’opposizione presentato da Beppe Benigni.
Bravo Beppe e, per una volta, bravo Consiglio Regionale della Lombardia!

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PDL 0397

RENDICONTO GENERALE PER L’ESERCIZIO FINANZIARIO 2008

ORDINE DEL GIORNO

Il Consiglio regionale della Lombardia,

PREMESSO CHE:

la situazione debitoria della Regione ammonta a € 3.839.949.000,00 al 31 12 2008 ed così composta:
• 2.811.513.000,00 in mutui
• 1.028.436.000,00 in obbligazioni

Il prestito obbligazionario ( Bond Lombardia) al 31 12 2009 vedeva un accantonamento (sinking fund) di 560 milioni. La costituzione del fondo porta in riduzione il debito a € 3.280.035.000,00;

il debito complessivo della Regione si compone per € 1.085.535.000,00 con oneri a carico dello Stato e per € 2.754.414.000,00 con oneri a carico della regione;

il debito di € 2.754.414.000,00 è strutturato in 5 mutui più il bond Lombardia, tre a tasso variabile e rappresentano il 12% del capitale, 2 a tasso fisso più il bond ( quota regionale 288.098.929,00), per l’88%, nel corso sono stati rimborsati 237 milioni, il 50% dei quali per il rimborso in quota capitale;

nel corso del 2008 l’interesse sul bond di parte autonoma è stato di € 10.278.713,26, mentre l’accantonamento sempre per la parte autonoma nel sinking fund è stato di € 18.807.710,91 portandolo a complessivi 110.898.984,3;

il ricorso al prestito obbligazionario sui mercati internazionali (in dollari) effettuato dalla Regione segnò una novità rispetto alle tradizionali forme di finanziamento del debito da parte delle strutture pubbliche; si introducevano per la prima volta strumenti finanziari sofisticati in un comparto come l’amministrazione pubblica da sempre orientata a muoversi all’interno di un sistema garantito dallo Stato. L’improvvisa introduzione dei nuovi strumenti complessi, di durata pluriennale, con strumenti sottostanti in forma di garanzia o assicurativi opachi nella gestione e nella composizione hanno introdotto nelle finanze pubbliche profili di rischio e di costi che è sempre più difficile valutare;

l’improvviso proliferare di nuove forme di reperimento di risorse da parte di Comuni, Province e Regioni e di altri enti pubblici con strumenti finanziari sempre più sofisticati e meno trasparenti con soglie di rischio sempre più alte e sconosciute al momento della stipula dei contratti ha indotto una modifica nella normativa fino al divieto per le amministrazioni pubbliche di contrarre prestiti con ammortamenti di tipo bullet e la magistratura ad aprire una lunga serie di inchieste per accertare i possibili illeciti nella distribuzione dei rischi all’interno di un meccanismo complesso o i possibili danni alle finanze pubbliche;

il perseguimento di possibili illeciti di natura penale o civile spetta ovviamente alla magistratura la quale ha avviato anche sul Bond Lombardia una sua inchiesta;

in questa sede ci interessa richiamare la continua sottolineatura da parte della stampa specializzata circa l’utilità economica da parte delle pubbliche amministrazioni di avvalersi in generale di simili strumenti finanziari e soprattutto la costituzione e gestione presso le banche stesse dei sinking fund utilizzati dalle stesse per collocare i loro titoli a rischio in modo da garantire a Loro gli utili e scaricare sulle Amministrazioni il rischio, nel nostro caso la Regione;

tenuto conto delle motivazioni ripetutamente fornite dalla Giunta regionale in risposta ai numerosi atti ispettivi svolti dai consiglieri regionali;

rispetto a valutazioni tanto contrastanti e al ciclico riemergere della polemica circa l’utilità economica del ricorso a tali strumenti e soprattutto al grado di rischio a cui è soggetta l’Amministrazione regionale circa la tenuta del paniere di titoli del Sinking fund sarebbe opportuno avere una valutazione tecnico-scientifica che esca dalla pura polemica politica per accertare l’opportunità dal punto di vista economico e la solidità dell’operazione bond Lombardia;

PER QUANDO PREMESSO IL CONSIGLIO REGIONALE INVITA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO:

a concordare con la Giunta regionale e, qualora verifichi l’indisponibilità, a procedere autonomamente

alla nomina di un collegio di tre esperti di finanza pubblica, di rango internazionale, per una valutazione:
• del Bond Lombardia;

• del suo profilo di rischi per le finanze della regione
• per i suoi costi attesi e reali
• se è opportuna una rinegoziazione delle sue condizioni.

Milano, 28 luglio 2009

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One Response to “Indagine del Consiglio sui Bond Lombardia”

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