Lettera dall’abitacolo, di ritorno dalla Val Brembana

21 luglio 2009 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Economia, Infrastrutture, bergamo | 61 visite.

Val BrembanaEd un’altra domenica è passata, bella giornata per noi appassionati di montagna, altra bella giornata rovinata, a dir poco, da interminabili code sulle nostre valli.

Io ed il mio gruppo di amici ci trovavamo in Val Brembana, Cusio, inizio coda verso le 18,30 all’inizio della galleria di S.Pellegrino.

Come molti altri, inversione a U e via per la vecchia strada del paese; sempre meglio una colonna all’aria aperta, che intossicati in galleria.

In coda fino al semaforo di San Pellegrino e decisione di fermarsi x una pizza (magari dopo va meglio…). Ripartenza verso le 21, letteralmente bloccati: San Pellegrino – Zogno 1h1/2 (9 Km, ndr).

Disastro. Al parcheggio di Almè per riprenderci i rispettivi mezzi (noi le auto le riempiamo minimo con 4 persone) arriviamo alle 23,10.

Lungo la strada non si è visto un vigile, un carabiniere, un poliziotto, uno della protezione civile, nessuno. Migliaia di auto e di persone abbandonate al loro triste destino.

Ed è così ogni domenica estate o inverno che sia, auto e paesi bloccati dalle code e asfissiati dallo smog. Ma nessuno fa niente. L’importante è vincere le elezioni e organizzare le ronde. Di migliorare la qualità della vita no nè?

Vabè non voglio che tu mi dia delle risposte, non voglio niente in particolare, mi sono solo voluto un po’ sfogare con una persona che, penso e spero, usa la politica come un mezzo, e non un fine, che cerca di migliorare qualcosa in questa italietta da baraccone (la I minuscola è voluta).

ciao

Andrea Lista

Ho ricevuto ieri su facebook questa lettera. Conosco bene la Val Brembana e San Pellegrino in Particolare. Il rientro la domenica sera è sempre stato così. Questo è lo sviluppo turistisco che fu scelto per le valli bergamasche: seconde case vuote quasi tutto l’anno e strade sempre più sotto dimensionate per raggiungere la destinazione.

E’ un po’ paradossale che la terra che ha costruito, mattone su mattone, la Lombardia sia lasciata a se stessa in questo modo. E la variante di Zogno quando sarà finanziata e poi costruita non risolverà il problema.

Una priorità dovrebbe essere per tutti la tramvia: fino a San Pellegrino e con adeguati parcheggi ad ogni fermata. E poi il turismo, sostenibile non solo per l’aggettivo usato nei discorsi e nella retorica.

Con tutto ciò che offrono le Valli bergamasche, con tutte le tasse che pagano i loro abitanti, è ammissibile che il ricordo più vivo, di ritorno a casa, sia la coda sulla Statale?

Dite la vostra: opinioni, proposte e “soluzioni”.

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One Response to “Lettera dall’abitacolo, di ritorno dalla Val Brembana”

  1. Notizie dai blog su Arti e mestieri della montagna in val brembana Says:

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