Le bandiere dei migranti, il “cappello” dei comunisti
20 luglio 2009 | di Marcello Saponaro | Archiviato in bergamo, Diritti (umani e altro), politica | 1021 visite.
Il Segretario provinciale di Bergamo di Rifondazione Comunista ha diramato questo comunicato stampa:
LA LOTTA CONTRO IL RAZZISMO SI FA CON L’UNITA’ E IL RISPETTO DEL PLURALISMO
Spiace di venire a sapere che alcuni esponenti del Pd abbiano abbandonato la manifestazione in quanto disturbati dalla presenza di manifestanti con bandiere, in specie per quelle di Rifondazione Comunista. Ancor più esplicito il Consigliere regionale dei Verdi che ha voluto esternare la sua insofferenza – gran bel segno di evoluzione – per i comunisti in quanto tali.
(…)
Bergamo 18/7/2009 Ezio Locatelli
A me invece spiace soprattutto che si distorcano i fatti. Il Coordinamento Bergamo 28 marzo che ha indetto e organizzato la manifestazione per protestare contro alcune misure del cosiddetto “pacchetto sicurezza” aveva deciso che nessuna bandiera di partito dovesse essere portata in manifestazione. Evidentemente perchè volevano parlare a tutta la città, mettere l’accento sui problemi e sulle rivendicazioni, non volevano farsi mettere il “cappello” da questo o quel partito.
Rifondazione ha deciso che è più importante il cappello. E ha portato lo stesso le bandiere.
I primi a essere infastiditi quindi non sono stati gli altri partiti, che abbiano o no abbandonato la manifestazione, ma le stesse associazioni organizzatrici.
Io mi sono limitato ad aggiungere che se si vuole unire tutti i migranti bisogna tenere conto che molti di questi provengono da paesi totalitari. Ad una manifestazione dove sventolano solo bandiere comuniste non so mica se ci vengono. L’insofferenza a cui mi riferivo era pertanto la loro, non la mia.
Nel frattempo il neo assessore leghista alla sicurezza ha annunciato che cancellerà i contributi comunali per la Comunità Ruah per destinarli alle ronde padane. Il Coordinamento tornerà in piazza martedì 21 luglio. Facciamo in modo di essere in tanti.
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P.s. L’immagine del post è il volantino precedente manifestazione, quella del 28 marzo che ha dato il nome al coordinamento. Vi si può leggere chiaramente:
“Invitiamo la società civile tutta a partecipare alla manifestazione senza bandiere, in qualità di uomini e donne, cittadini e cittadine, migranti e non”.
“Senza bandiere” è sottolineato.
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Update: ricevo dall Comunità Ruah e da Bergamo 28 marzo il seguente comunicato:
Alcuni volantini, divulgati sabato 18 luglio, senza la firma di alcun promotore, invitavano ad un presidio per le ore 17,15 di martedì 21 luglio presso il Comune di Bergamo.
A fronte di tale comunicazione, la Comunità Immigrati Ruah, unitamente alla Rete Bergamo 28 Marzo informano di non aver indetto nessun presidio in data odierna.
La Comunità Immigrati Ruah e la Rete Bergamo 28 Marzo oltre a dissociarsi da qualsiasi azione, non aderiscono a nessuna iniziativa che tenti ogni qualsiasi strumentalizzazione.
Goisis Bruno
Presidente Ruah
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- Sulle bandiere e sugli obiettivi. Si vince con il narcisismo o con il pragmatismo?
- Come ai bei tempi…
- Presidio di solidarietà con il popolo tibetano. A Milano. Giovedì 20 marzo.
- Denunciare o curare?
- Ancora 100 passi… il 26 a Ponteranica.
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luglio 20th, 2009 at 12:50 am
Non ho da obiettare sui contenuti: pertinenti e fondati.
Ma resta il fatto che la destra in Italia è unitissima sulla xenofobia.
La “sinistra” trova modo di dividersi anche di fronte ad affermazioni come “tutti gli uomini nascono liberi ed uguali”…
luglio 20th, 2009 at 12:08 pm
nascono liberi ed uguali.
poi crescono e sono diversi perché ciascuno essere umano è unico, mentre per i comunisti bisogna che continuino ad essere uguali come robot. e per chi non si adegua, lo si può sempre rieducare e poi se proprio non c’è nulla da fare … beh, i tribunali del popolo decideranno la giusta condanna.
fossi stato in marcello avrei rivendicato con maggiore forza la mia distanza dagli eredi dell’ideologia che ha fatto più morti della peste.
luglio 20th, 2009 at 1:31 pm
Sappiamo benissimo tutti, che a prescindere da quanto scritto nel volantino, quando viene indetta una manifestazione pubblica, questa diventa per definizione pubblica, per cui chi pensa di poterla controllare parte perdente di partenza.
Io, da comunista e da persona che ha provato per anni ad organizzare manifestazioni “senza bandiere” vorrei dire che per molte delle persone che vengono con le bandiere il significato della bandiera è “io come [inserire nome] sono qui come persona, ma esprimo anche la vicinanza alla causa del mio partito”. Magari non tutti la pensano così, però bisogna tener conto anche di questi, negli eventi pubblici, e non partire dal presupposto che sia stato il partito “malvagio, verticista e antidemocratico” ad obbligarli
(cosa tra l’altro falsa). Stiamo attenti a non cadere nell’antipolitica…
Inoltre trovo decero e disprezzabile l’atteggiamento di chi, di fronte alle bandiere comuniste, preferisce abbandonare
la manifestazione: è come se dicessero “mi importa di più di quella bandiera che del gravissimo problema su cui stiamo manifestando” (dimostrando che le bandiere loro ce le hanno nella testa)
@E: I crimini di Stalis e i tribunali del popolo si possono associare ai comunisti d’Italia esattamente quanto si possano incolpare i cristiani protestanti delle crociate…
luglio 20th, 2009 at 3:39 pm
scusate ma a parte le discussioni “è giusto o meno portare le bandiere” qui mi pare che la richiesta della rete fosse chiara : niente bandiere. Il che semplifica molto la questione: chi le ha portate non ha rispettato i patti. A quanto mi risulta il dibattito sulla legittimità della richiesta di lasciare a casa falci, martelli, soli e rametti d’ulivo era già stato affrontato nelle riunioni e la Rete aveva ribadito la sua posizione: niente bandiere pls.
Detto ciò, credo che le badanti ucraine quelle bandiere non le avrebbero mica viste tanto bene.
luglio 20th, 2009 at 7:00 pm
Quoto Eli: qui non si tratta di “bandiere sì/bandiere no”. Si tratta di rispettare le regole di un’assemblea di cui il PRC fa parte e che ha deciso democraticamente, con il solo PRC contrario, di non portare le bandiere. Il PRC però ha preferito rompere i patti e contravvenire alle regole della democrazia. Domanda: il PRC si può considerare una forza democratica? E’ democratico chi predica democrazia e poi non la rispetta? E anzi inoltra un bel cs avvalorando la sua antidemocratica decisione? Da ex-votante del PRC, ho i miei forti dubbi.
Infine: nessuno obbliga il PRC a partecipare alle manifestazioni organizzate dalla rete 28 marzo. Se non ne condivide lo spirito o l’assenza di bandiere, può tranquillamente organizzarsi la propria manifestazione ed evitare di seminare zizzania a quelle altrui.
luglio 20th, 2009 at 7:32 pm
“La manifestazione della rete 28 marzo”, “le manifestazioni del prc”….. Queste frasi lasciano intendere che le manifestazioni non sono pubbliche, non sono orientate ad uno scopo, ma sono solo strumento di propaganda di chi le organizza. E’ un modo di pensare che trovo aberrante….
luglio 20th, 2009 at 9:32 pm
No, dai, strumento di propaganda di chi le organizza…
Non nascondiamoci dietro un dito
Le manifestazioni sono eventi pubblici, va bene. Però pacta servanda sunt… Nei presupposti di questa manifestazione vi era una richiesta precisa, che non vi fossero bandiere. In un contesto in cui ci si trova a discutere del sesso nero o rosso degli angeli, in cui l’analisi e il discorso politici hanno uno spessore che in media non si discosta molto dalla lite da curva calcistica, la richiesta “niente bandiere” aveva un senso. Si voleva mostrare, nei simboli, che il tema non è “di sinistra”, ma che tocca tutte le persone.
Esporre le bandiere, quali che fossero, è stato sbagliato. Una scelta identitaria, una maniera di autoconfermarsi “ci siamo, questo è un nostro tema”, e di tagliare conseguentemente fuori tutti gli altri.
Abbiamo questo problema, a sinistra: siamo così convinti delle nostre buone ragioni (e ne abbiamo, di buone ragioni, ne abbiamo tante), che ci importa poco o punto di come le trasmettiamo.
Magari le bandiere potevano avere un significato negativo per le signore ucraine – magari no. Però di certo le bandiere tracciavano un solco fra quanti erano presenti alla manifestazione e tanti che passavano da quelle parti.
Domanda: vogliamo dialogare, con quella parte del mondo che non ci assomiglia? Certo, non dovrebbe essere una bandiera ad impedirlo. Pure, siamo sicuri che in determinate situazioni non possa contribuire, la bandiera, ad allontanare?
Concordo con Marcello: si è cercato di mettere (anche) il proprio cappello ad un evento che voleva essere autosufficiente – e che aveva chiesto di poterlo essere.
Peccato.
luglio 20th, 2009 at 11:21 pm
Classici discorsi da avanguardia culturale…. Le assemblee, il volantino, i solchi, etc, etc… Solo che a sfilare non c’era l’assemblea, c’era della gente con sensibilità diverse a cui, delle decisioni della meritocrazia dell’assemblea non frega un’emerita cippa.
Cosa hai da dire al ragazzo che viene perchè sente il tema come importante e che trova naturale portarsi dietro la propria identità (la bandiera)?! Un simpatico “no grazie, Beppe Grillo ci ha convertiti all’Antipolitica. Crediamo che qualunque cosa sia riportabile su bandiera sia il male”?
Tipico caso del dito che punta alla luna: nell’incapacità di gestire la pluralità, meglio annullarla…
luglio 21st, 2009 at 7:41 am
Avanguardie culturali, meritocrazia dell’assemblea, antipolitica? Ehm…
Visto che si cita l’antipolitica, verrebbe da chiedersi se l’azione più politica che può essere fatta durante una manifestazione sia ribadire la propria identità mediante una bandiera.
Alla fine, è solo un a questione di obiettivi: a chi si vuole parlare, che cosa si vuole dire.
Io non credo che ogni cosa (…) riportabile su una bandiera sia il male. Penso che la scelta del linguaggio e dei simboli sia un passaggio molto delicato, perché determina buona parte della possibilità di trasmettere i contenuti, e influenza anche parte dei contenuti.
La domanda è semplice: a chi vogliamo parlare? Cosa vogliamo dire?
[Secondo me il problema è più esteso di come lo pone Marcello: la questione prevalente non sono gli immigrati che vengono dai paesi ex totalitari, ma sono gli interlocutori che si sceglie in Italia, oggi, per discutere una questione.]
luglio 24th, 2009 at 12:54 pm
Alcuni commenti li trovo veramente scandalosi!
Secondo me andare con la bandier rossa e con la falcee martello è segno di coerenza perchè storicamente la causa degli ultimi,del proletariato è stata difesa dai comunisti. Che piaccia o no! Al “verde” Saponaro danno fastidio il rosso e i simboli del lavoro perchè da buon padrone ha paura. Facile fare l’ambientalista quando si ha il danè!!! A quelli che se ne sono andati perchè c’erano alcune bandiere va detto che evidentemente dei motivi della manifestazione non interessava nulla. Non difendo certo Prc e Locatelli,ma difendo il diritto di portare in piazza un ideale di uguaglianza.
luglio 27th, 2009 at 10:17 am
l’ideale di uguaglianza di cui parla pino storicamente – ma anche idealmente basta prendersi la briga di farsi due domande rispetto anche solo alle parole d’ordine e agli slogan di questi signori – prevede che, se non sei abbastanza uguale, ti prendi una rivoltellata nella nuca.
effettivamente c’è chi non vuole essere accomunato.
agosto 2nd, 2010 at 12:11 pm
la manifestazione è stata organizzata con l’intendo di non portare bandiere di partito o altro per avere più “unità” possibile. rif com lo sapeva e poteva organizzarsi a riguardo se no diceva subito che non era d’accordo.
p.s.: vorrei dire a says che va bene tutto, io non voto ne rif ne sx e libertà ecc, ma certe cose prima è meglio che le studi e non faccia sproloqui su cose lette qua e là, ricordi di scuola, articoletti sui giornali ecc. sono un comunista ma non vado a sparare a nessuno, se pensa che io sia un assassino potenziale mi denunci e poi chiariamo nelle sedi opportune.. grazie
agosto 8th, 2010 at 5:15 pm
questo E. deve aver studiato a scuola da Cimino
novembre 16th, 2010 at 5:59 pm
chronic lackey…