Saliamo in sella, scendiamo in piazza
8 luglio 2009 | di Marcello Saponaro | Archiviato in bergamo, Bici | 684 visite.
Hanno deciso di smantellare il meglio dell’amministrazione Bruni: le piste ciclabili, le ztl, la base stessa di una nuova mobilità sostenibile a Bergamo.
L’autore è il neo vice Sindaco Gianfranco Ceci, neo assessore alla mobilità:
Nel mirino anche due tratti di pista ciclabile: quello su Viale Papa Giovanni XXIII e quello su Viale Giulio Cesare. <<Intendiamo eliminare questi due collegamenti: creano rischi per chi li frequenta. La pista su Viale Papa Giovanni inizia e finisce lì. E’ disarmonica rispetto al contesto>>. Oltretutto sul centro pesano le lamentele dei negozianti che a inizio cantiere avevano addirittura organizzato un sit-in. Qualcuno protestava dicendo che <<così si tolgono parcheggi e posti per il carico-scarico>>: in realtà la maggior parte dell’area è a sosta vietata.
L’assessore lo sa bene, e ipotizza un secondo passaggio: <<Verificheremo la praticabilità della richiesta che ci è stata fatta, ossia di istituire al posto della pista parcheggi a rotazione veloce. Ma non c’è niente di certo: bisogna tener conto del passaggio dei bus>>.
Così su L’Eco di Bergamo. Su BergamoNews, invece, non capisce neppure la domanda (ci è o ci fa?):
Ma è d’accordo sul fatto che in assenza di limitazioni all’uso dell’auto la mobilità rischia di diventare immobilità
Sicuramente troppe Ztl rischiano di portare immobilità per il commercio e le attività produttive. Non nascondiamocelo. E pensare alle Ztl senza prevedere distretti del commercio o parcheggi adeguati è assurdo.
Difendere le piste le ciclabili, difendere il diritto alla mobilità, difendere la vivibilità di Bergamo e i diritti dei suoi cittadini anche quando camminano o pedalano. Dobbiamo. Saliamo in sella, scendiamo in piazza.
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Update: i ciclisti sono già saliti in sella e stanno organizzando la Bicifestazione per Sabato 18 luglio alle 17 davanti al Comune di Bergamo.
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Update 2: L’evento su Facebook.
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Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
- Un partito vicino alla gente. Così vicino che la investe.
- Vogliamo la pista ciclabile. Firmato: Il Comitato Genitori di Monterosso.
- Due appuntamenti da non perdere. Questa sera.
- Incatenati alla bici per la bici
- Contro l’omofobia. Cancellata la scritta in Città Alta a Bergamo.
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luglio 8th, 2009 at 4:36 pm
La lettera inviata da una lettrice dell’Eco di Bergamo e di Bergamo News al Sindaco Tentorio e all’Assessore Ceci.
Bergamo, 8 luglio 2009
Al Sindaco di Bergamo
Dr. Franco Tentorio
All’Assessore alla Mobilità del Comune di Bergamo
Dr. Gianfranco Ceci
p.c. Redazione L’Eco di Bergamo, Redazione BergamoNews
Uso la bicicletta per spostarmi in città tutto il giorno, tutti i giorni dell’anno (salvo qualche giornata in cui le condizioni meteorologiche sono troppo proibitive) da molti
anni. Vado al lavoro, porto i bambini a scuola, vado a fare piccole compere: sempre in bicicletta.
Negli ultimi tempi ho visto con piacere la nascita di diverse piste ciclabili in città e ovviamente le utilizzo il più possibile nei miei percorsi anche se a volte devo
allungare la strada che devo fare ma ci guadagno in sicurezza.
Ho visto anche che il numero dei ciclisti è decisamente aumentato, penso anche per merito delle piste ciclabili che consentono anche a chi non si sente sicuro in bicicletta
in mezzo al traffico di poter usare le due ruote con tranquillità. Purtroppo quasi nessuna è pista ciclabile dedicata, cioè solo per le biciclette, la maggior parte sono miste pedoni-biciclette e questo certamente non è l’ideale. Credo però che, con il dovuto rispetto reciproco, la “convivenza” sia possibile. E anche questo è successo: all’inizio i pedoni mi guardavano con sospetto quando mi
incrociavano sulle piste ciclabili, poi, visto che la maggior parte dei ciclisti non usa le piste ciclabili come piste da corsa, mi sembra che anche i pedoni si siano più “rilassati”.
Per questo sono rimasta molto sorpresa nell’apprendere dalla stampa locale che una delle prime cose che vuole fare la nostra nuova Amministrazione è quella di togliere
due piste ciclabili: quella di via Papa Giovanni e quella di Viale Giulio Cesare.
Se per la prima posso capire la disarmonia rispetto al contesto (anche se mi illudevo che prima o poi si potesse collegare alle altre piste ciclabili) proprio non capisco perché togliere quella di Viale Giulio Cesare. La spiegazione che leggo sull’Eco di Bergamo è quella di non essere pista dedicata solo alle biciclette. Come ho detto prima, quasi tutte a Bergamo sono così. E allora perché non toglierle tutte?
Così noi ciclisti ricominceremo a viaggiare nel traffico e tanti riporteranno la bicicletta in cantina.
Antonella Piccinelli
luglio 8th, 2009 at 4:39 pm
E questo, invece, è il comunicato stampa di Legambiente di Bergamo.
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Bergamo 8 luglio 2009.
A seguito delle nuove dichiarazioni del neo assessore alla mobilità, nonché vice sindaco del comune di Bergamo Gianfranco Ceci, sentiamo il bisogno di rimarcare un concetto che, stando alle dichiarazioni dell’assessore, sembra non essere presente.
Nuovamente leggiamo che verranno “smantellate” queste o quelle piste ciclabili, ZTL o zone 30. Ribadiamo: ogni intervento può essere passibile di miglioramenti, ma se quando fu realizzato cercava comunque di incontrare una precisa esigenza, e “smantellarlo” significa negare quell’esigenza.
Per meglio lasciar intendere lo spirito della nostra critica, riprendiamo due dei punti esemplari citati dallo stesso assessore: viale Papa Giovanni e Campagnola. Entrambi gli interventi sono di discutibile qualità, ma entrambi ricercano di soddisfare un’esigenza primaria, ovvero la SICUREZZA e l’incolumità dell’utenza debole. In viale Papa Giovanni, ogni giorno, ogni ora c’è un flusso di pendolari che va e viene dalla stazione in bicicletta; ad ogni modo la discutibile pista ciclabile ha consentito di imporre lo scorrimento lineare delle auto laddove c’era un continuo e pericolosissimo viavai laterale e incontrollabile di mezzi in divieto. Ci chiediamo a questo punto se l’incolumità dei pendolari e di tutti coloro che provengono dalla parte sud della città in bicicletta, sia nei programmi dell’assessore Ceci. Lo stesso valga per Campagnola, dove il discutibile rimaneggiamento delle curvature della zona 30 ha si reso più problematico il passaggio di auto e autobus, ma al fine di garantire l’incolumità dei residenti nell’attraversare il proprio quartiere in bici o a piedi. Se si smantellerà la zona 30, dunque, come si pensa di garantire l’incolumità fisica e la SICUREZZA di chi si muove con mezzi leggeri quali piedi e bici? Torniamo a chiedere: l’incolumità di costoro è nei programmi di questa amministrazione? Ci auguriamo di si, ma le dichiarazioni finora riportate ci suggeriscono il contrario.
Ciò che davvero non ci auguriamo è che quando l’assessore afferma che un tratto o l’altro creano più problemi che altro, senza indicare il soggetto, non si riferisca in realtà ad una sola specifica parte, quella del più forte.
Per Legambiente Bergamo
Nicola Cremaschi