Archive for giugno, 2009

Discesa agli inferi

domenica, giugno 14th, 2009

Traforo ferroviario del San Gottardo, Svizzera, sotto il Monte Ceneri

Una giornata meravigliosa in visita a una galleria in costruzione della TAV in Svizzera. Al seguito di Antonio Galizzi e Vittore Soldo in “gita” professionale e a Fabio Fimiani e Enrico Dell’Orto, curiosi come me, ho avuto la possibilità di entrare nelle gallerie sotto il Monte Ceneri (nei pressi di Lugano).

700 metri di roccia sopra la testa e immense “canne” (come dicono in gergo) scavate con l’esplosivo o con una “talpa” lunga 160 metri, a seconda della pietra, della sua densità e delle faglie che si incontrano.

Questo è uno soltanto dei 15 lotti che compongono il nuovo traforo ferroviario del San Gottardo in costruzione. Loro (gli svizzeri) termineranno precisi come un orologio nel 2019. Noi (gli italiani) per proseguire l’opera non abbiamo montagne da scavare nel territorio di nostra competenza. Eppure non abbiamo ancora iniziato.

Le immagini su Flickr e su Facebook

Blogger T-Shirt Summer 2009

venerdì, giugno 12th, 2009
La maglietta di marcellosaponaro.it/blog

La T-Shirt disegnata da Marcellino (Ghilardi) per il mio blog non poteva non partecipare al Blogger T-Shirt Summer 2009 organizzato da Catepol e giunto al suo secondo anno.

Non ho ancora capito come si vota(no) la preferita/e ma appena lo scopro aggiorno questo post…

Update: Da domani, lunedì 15/6 (a mezzanotte, quindi in realtà da martedì 16/6) si può votare la maglietta preferita. Ecco le istruzioni per il voto direttamente dal Blog di Catepol:

COME SI VOTA E CHI VOTA?

Si voterà da lunedi 15 giugno 2009 alla mezzanotte del venerdi 19 giugno 2009. Altri 5 giorni  di fuoco. Si voterà SOLO attraverso i commenti al post in cui vi chiederò di votare. Non saranno conteggiati altri voti. Tutti possono votare, ma una volta sola.

Ogni commentatore avrà diritto di votare una sola volta. (vi sgamo se cambiate nickname per votare più volte dagli IP, per cui non lo fate!) I voti e i commenti relativi al post dove si vota saranno monitorati in modo da evitare qualunque tentativo, capisciammè.

Si esprimeranno tre preferenze come segue in un commento:

1. #n. t-shirt

2. #n. t-shirt

3. #n. t-shirt

T-shirt GEEK: #n. t-shirt

Verranno attribuiti i seguenti punti alle magliette votate:

1. 30 punti

2. 20 punti

3. 10 punti

Verranno conteggiati i punti votati entro la mezzanotte del 19 giugno 2009 (fa fede l’orario del commento ovvio).

Farvi votare da amici e partenti è lecito (basta che ognuno voti una sola volta).

E’ OBBLIGATORIO ESPRIMERE le TRE PREFERENZE altrimenti il voto non verrà conteggiato.

SOLO IL VOTO PER LA T-SHIRT GEEK è facoltativo.


Problemi di condizionamento (a Piario)

venerdì, giugno 12th, 2009

Ospedale di Piario

I tecnici dell’Asl di Bergamo hanno imposto la chiusura di una sala operatoria dell’Ospedale di Piario. Al giornalista di Epolis che mi ha telefonato questa mattina ho risposto che consiglio ai tecnici di presentarsi, la prossima volta, con due commercialisti per capire dove sono finiti i soldi: 23 milioni di euro!

Avrei preferito che lo dicesse spontaneamente il Dott. Amadeo.

Avrei preferito che Luciano Bresciani, l’assessore regionale alla sanità, non lo coprisse rispondendomi che

“da fine gennaio il nuovo ospedale di Piario è funzionante, il presidio è stato collaudato, i traslochi sono stati completati e tutti i reparti sono stati messi in esercizio”.

Rutelli scusaci!

venerdì, giugno 12th, 2009

Se il logo ideato da Rutelli era bruttino, questo è indecente. A metà strada tra la sigla di una televendita e l’insegna di un bordello tailandese, c’è da chiedersi quale genere di turisti voglia attrarre il Ministro Brambilla e quale Italia voglia sponsorizzare per attrarli. Evito, invece, di domandarmi cosa stessero facendo quando hanno scelto questo logo lei e il Presidente del Consiglio.

E il giudizio della rete mi pare omogeno…

Secondo voi è lo screenshot dell’intro di un film porno o il nuovo logo per vendere l’Italia all’Estero licenziato dal duo Berlusconi-Brambilla?
C’è davvero da mandare una lettera di scuse a Rutelli.
Da Mantellini, via blogbabel
ps: altri commenti qui e qui.
PS2: in attesa di conoscere chi ha messo le mani sul video, ecco imperdibili le 10 domande a Silvio Berlusconi di Socialdesignzine

(Via Leo)

Update da l’Olandese volante

A parte la bruttezza, c’è un particolare che offende la bandiera (o perlomeno offende me). Come ci insegnano da bambini (o almeno dovrebbero), il verde si colloca vicino all’asta. Se l’asta è posta in posizione orizzontale (per una legge nota come “gravità”, che non mi risulta coperta dal lodo Alfano), è evidente che il verde è il colore più in alto, seguito dal bianco e dal rosso.

Arrivano le ronde. E sembrano i nazisti dell’Illinois…

giovedì, giugno 11th, 2009

Stanno per arrivare a Milano, anzi ci sono già ma si costituiranno ufficialmente il prossimo 13 giugno. Sono i nazisti dell’Illinois in salsa meneghina, quelli della Guardia Nazionale Italiana. Buffi e abbruttiti nelle loro divise kaki (ora grige) come le macchiette naziste nei Blues Brothers, vogliono farsi “Ronda” e aspettano la pubblicazione del decreto Maroni sulla sicurezza.

L’equipaggiamento è di tutto rispetto: tra simboli nazisti, elmetti simil-wehrmacht e acquile imperiali.

Peacereporter ha intervistato il loro fondatore, uno che

(…) è rimasto l’unico depositario del simbolo dell’Msi di Almirante, è il sedicente ex agente segreto della Nato e del Sismi, ex ‘gladiatore’ed ex massone che già nel 2003 provò a creare un gruppo paramilitare di ‘camice grigie’ (i Reparti di Protezione Nazionale) e che nel 2005 venne arrestato per l’oscura vicenda dei ‘servizi paralleli’ (il Dssa, Dipartimento Studi Strategici Antiterrorismo, diretto da Gaetano Saya e Riccardo Sindoca): una “banda di pataccari” secondo l’allora ministro degli Interni Pisanu, che però risultò avere rapporti con i vertici degli apparati di sicurezza dello Stato, in particolare con i servizi segreti militari. (…)

Honoris causa

mercoledì, giugno 10th, 2009

Scrive Marta

Non si è capito poi perché Gheddafi dovrebbe essere considerato degno di una laurea honoris causa conferita da una università italiana. Forse fa parte del “pacchetto benefits” degli accordi bilaterali siglati con B.
Se ne accorge il Libertario e prima di lui una parlamentare sarda del PD Caterina Pes, oltre ai radicali che il 12 maggio hanno fatto un’interrogazione alla Camera. Non so come sia andata a finire, certo che se è finita qui è una vergogna.

Aggiunge Francesco Costa:

Mu’ammar Gheddafi è capo di Stato della Libia da quaranta anni – dal 1° settembre del 1969, per la precisione – ovvero da quando alla guida di un colpo di stato militare depose il re Idris. Durante i primi anni del suo regime nazionalizzò le imprese, espulse la comunità italiana, vietò la vendita di alcolici, restaurò la Shari’a, che è quella cosa per cui l’omosessualità è condannata e soppressa e le donne adultere possono essere uccise nei modi più fantasiosi, giusto per dirne una. Negli anni seguenti camminò a braccetto con l’Unione Sovietica, diede il suo sostegno al dittatore ugandese Idi Amin Dada (responsabile di oltre 500.000 morti, secondo Amnesty International) e a Bokassa, altro dittatore sanguinario e cannibale, nonché a organizzazioni terroristiche quali l’IRA e Settembre Nero, che sono quelli del massacro di Monaco, sempre per dirne una. Gheddafi e il suo regime furono i responsabili, secondo le Nazioni unite, dell’attentato terroristico più grave e sanguinario mai realizzato prima dell’11 settembre: un aereo passeggeri esplose sopra Lockerbie, in Scozia, uccidendo duecentosettanta persone. Oggi la Libia è tutt’ora una dittatura militare, in cui i partiti politici sono stati aboliti nel 1972, i sindacati non esistono e la successione avviene secondo la linea dinastica. Fine del ripassino.

C’è da aggiungere soltanto che, grazie alle proteste, il Senato della Repubblica non sarà offeso dal discorso del dittatore.

Resta da capire quale sia il “titolo d’onore” di Muammar Gheddafi.

Sulla strada e sul web

martedì, giugno 9th, 2009

Una nota positiva in questa difficile campagna elettorale è facebook. Tra le tante cose lette in queste ore, una mi ha colpito più delle altre. Diceva all’incirca che ha vinto chi ha fatto la campagna elettorale in “strada”. Annunciava, dunque, l’ennesima morte della campagna elettorale “virtuale”.

Niente di più falso e sbagliato a mio avviso.

Internet non ha nulla di “virtuale. Internet è vera tanto quanto lo sono io che scrivo questo articolo. E’ semplicemente diversa.

In questa campagna elettorale la politica si è accorta del web, a cominciare da Facebook, e ha dovuto iniziare a farci i conti.

Anche i più recalcitranti hanno aperto un profilo su FB. Hanno dovuto rispondere a chi lasciava un messaggio esattamente come avrebbero dovuto fare al bar se incrociati da un elettore desideroso di domandare e capire. Ma qui siamo tanti, molto di più che al bar.

Un politico viene percepito e valutato anche da ciò che pubblica e non solo dalle note “politiche”: dalla musica che ascolta, dalle foto che lo ritraggono e dagli “amici” che frequenta. Ed è sempre più costretto a relazionarsi.

Il problema, allora, non è ancora una volta distinguere tra politica da strada e politica virtuale. Il problema è utilizzare i nuovi strumenti di relazione e quindi di trasparenza e quindi di partecipazione.

Sulla strada e sul web.

Buffalo Bill è Sindaco di Ardesio

martedì, giugno 9th, 2009

Giorgio Fornoni, giornalista di Report, è diventato Sindaco di Ardesio sconfiggendo la Lega Nord. Una bella notizia tra le tante no.

Vince la Bergamo dei Pirovano, dei Tentorio e dei Belotti. Reinventiamo il centro sinistra.

martedì, giugno 9th, 2009

Roberto Bruni nel Consiglio Comunale di Bergamo

Oggi ha perso uno dei migliori Sindaci che Bergamo abbia avuto. Vincono in Città e in Provincia due esponenti di destra, persino radicale. Il primo, Franco Tentorio, di tradizione missina mai sopita e l’altro, Ettore Pirovano, di arrogante foggia leghista.

Bergamo non ha mai rieletto un proprio Sindaco una seconda volta. Può una sorta di insoddisfazione permanente giustificare la sconfitta di Bruni e del Centro Sinistra? No, evidentemente non basta.

Un vento europeo, ed italiano, di destra? Si, il “vento” ha fatto molto. Ha spianato, quasi sterminato, il Centro Sinistra in Lombardia passando sopra buone e pessime amministrazioni, Sindaci che avevano ben lavorato e Sindaci incapaci. Quando le distanze sono così importanti tra le due maggiori coalizioni la capacità di valutare le differenze e i meriti viene un po’ meno… Ma anche questo non basta.

Quando un partito, una coalizione o un politico perdono non ha senso dare la colpa ai cittadini, tantomeno recriminare contro gli avversari. Oggi, in questo sistema che si vorrebbe bipolare, il PD rappresenta poco più di un quarto degli italiani. Franceschini ha “tenuto” cercando di non perdere, anzi di recuperare, voti a sinistra. Lo spirito “maggioritario” del PD s’è perso con il risultato delle politiche ma i voti da riprendere sono quelli andati a destra. I Verdi italiani sono sempre più i cugini impresentabili d’Europa: incapaci di darsi un profilo e un gruppo dirigente affidabile rincorrono da anni, troppi anni, qualunque aggregazione purchessia; purchessia una poltrona si intende. La sinistra “radicale” è polverizzata e in parte assorbita da un partito populista, l’IDV, che candida senza scomporsi e senza indignare i trombati dell’Udeur in Calabria così come il magistrato De Magistris, il radicale umanista Schultze e il comunista Zipponi, il democristiano Zamponi e il cognato ex-un-po’-di-tutto Cimadoro.

Insomma, dobbiamo ripartire. Ricostruire il centro sinistra. Soprattutto qui, al nord, in Lombardia. Dobbiamo ricostruirlo nelle relazioni sociali, disgregatesi in questi (tanti) anni insieme alla capacità di comprendere gli umori, le paure e i bisogni dei cittadini e delle imprese. E’ cambiato il lavoro, è cambiata la capacità di competere sui mercati, è svanita la fiducia ma sono rimaste pressochè immutate le strutture del welfare, della formazione, dei servizi. Questa è anche colpa nostra. Di noi che delle paure non beneficeremo mai. E’ colpa nostra come quando s’è scelto durante il Governo Prodi di “spendere” miliardi di euro per cancellare lo “scalone” pensionistico anzichè dare ai giovani flessibili (e quindi precari anche per colpa nostra) uno straccio di welfare al pari degli altri paesi europei. Non è stata un’opera di sinistra anche se piacque tanto alla “sinistra radicale”.

Per tornare a vincere e tornare a valorizzare i nostri uomini e le nostre donne migliori (e Roberto Bruni era ed è uno di questi) non possiamo essere il partito della conservazione. Non basta dire che l’Europa dalle crisi economiche è sempre uscita a destra. Dobbiamo imparare ad indicare la strada giusta.

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p.s. domani e dopo torneremo a parlare di noi e del centro sinistra anche con argomenti e difetti più bergamaschi. Ora sono troppo stanco…

Io sono la Presidente del Partito Verde Europeo!

martedì, giugno 9th, 2009

Eletti verdi al parlamento europeo

I Verdi italiani passano da 2 a 0 eurodeputati **. Ciò nonostante il Gruppo Verde aumenta di nove deputati diventando il 4° per consistenza del Parlamento Europeo. Quando, però, la giornalista di Porta a Porta ha chiesto a Grazia Francescato come ciò sia potuto accadere la risposta è stata: “io sono la Presidente del Partito Verde Europeo… quindi…”. Come dire: è merito mio il successo in Francia, Germania, Belgio, Danimarca, Grecia… Non amo la volgarità e non titolerò come Cuore. Ma assumersi le responsabilità mai?

** Una dei due è Monica Frassoni che insieme a Daniel Cohn-Bendit ha presieduto il Gruppo Verde al PE negli scorsi cinque anni. Un’ottima deputata, sempre presente e utile.