Honoris causa
10 giugno 2009 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Diritti (umani e altro), Resto del mondo | 694 visite.
Scrive Marta
Non si è capito poi perché Gheddafi dovrebbe essere considerato degno di una laurea honoris causa conferita da una università italiana. Forse fa parte del “pacchetto benefits” degli accordi bilaterali siglati con B.
Se ne accorge il Libertario e prima di lui una parlamentare sarda del PD Caterina Pes, oltre ai radicali che il 12 maggio hanno fatto un’interrogazione alla Camera. Non so come sia andata a finire, certo che se è finita qui è una vergogna.
Aggiunge Francesco Costa:
Mu’ammar Gheddafi è capo di Stato della Libia da quaranta anni – dal 1° settembre del 1969, per la precisione – ovvero da quando alla guida di un colpo di stato militare depose il re Idris. Durante i primi anni del suo regime nazionalizzò le imprese, espulse la comunità italiana, vietò la vendita di alcolici, restaurò la Shari’a, che è quella cosa per cui l’omosessualità è condannata e soppressa e le donne adultere possono essere uccise nei modi più fantasiosi, giusto per dirne una. Negli anni seguenti camminò a braccetto con l’Unione Sovietica, diede il suo sostegno al dittatore ugandese Idi Amin Dada (responsabile di oltre 500.000 morti, secondo Amnesty International) e a Bokassa, altro dittatore sanguinario e cannibale, nonché a organizzazioni terroristiche quali l’IRA e Settembre Nero, che sono quelli del massacro di Monaco, sempre per dirne una. Gheddafi e il suo regime furono i responsabili, secondo le Nazioni unite, dell’attentato terroristico più grave e sanguinario mai realizzato prima dell’11 settembre: un aereo passeggeri esplose sopra Lockerbie, in Scozia, uccidendo duecentosettanta persone. Oggi la Libia è tutt’ora una dittatura militare, in cui i partiti politici sono stati aboliti nel 1972, i sindacati non esistono e la successione avviene secondo la linea dinastica. Fine del ripassino.
C’è da aggiungere soltanto che, grazie alle proteste, il Senato della Repubblica non sarà offeso dal discorso del dittatore.
Resta da capire quale sia il “titolo d’onore” di Muammar Gheddafi.
- Pagamenti in ritardo e carne da macello (cinque miliardi)
- Avete mai bevuto un caffè al bar con una trans?
- Numeri e record
- Robe da spedizionieri
- Liberi da Ogm
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giugno 11th, 2009 at 12:23 am
laurea ad honoris causa in giurisprudenza. il motivo? un delirio senza fine: “Il conferiremento della laurea honoris causa al presidente Gheddafi da parte di una facolta’ che si pone certamente in un contesto diverso da quelle islamico contribuisce a un processo gia’ in corso di dialogo e di conoscenza reciproca fra sistemi giuridici diversi ma convergenti nel Mediterraneo”.
ma cosa vuol dire? e allora perché non darla a mengele alla memoria? i suoi esperimenti sui gemelli sicuramente avrà contribuito a qualche cosa! ma questi signori sanno che gheddafi è la negazione di tutti i principi di libertà e di rispetto della persona su cui si fonda la nostra civile convivenza? cialtroni ignoranti!
giugno 11th, 2009 at 1:24 am
Finora 803 firme di docenti universitari per il non conferimento della Laurea Honoris Causa in Giurisprudenza da parte dell’Università di Sassari:
Noi sottoscritti
Ci appelliamo pubblicamente e urgentemente ai colleghi membri del Senato Accademico dell’Università di Sassari affinché si soprassieda alla richiesta di conferire la Laurea Honoris Causa in giurisprudenza a Mu‘ammar Abu- Minyar al-Qadhdha-fi-.
Secondo il dettato dell’art. 169 del testo unico approvato con regio decreto 1592/1933, la laurea “honoris causa” può essere conferita soltanto a persone viventi che, per opere compiute o pubblicazioni fatte, siano venute in meritata fama di singolare perizia nelle discipline della Facoltà per cui è concessa.
Nel caso di Gheddafi, invece, si tratta innanzitutto di un “Capo di Stato” al governo da 40 anni, seppure mai eletto democraticamente dal suo popolo. Inoltre il suo Regime si caratterizza per la sistematica violazione di tutti i diritti umani fondamentali e la negazione della nozione di Stato di Diritto, come documentato da tutte le maggiori organizzazioni non-governative dei diritti umani.
Conferirgli un titolo onorifico da parte di un Ateneo italiano sarebbe un’onta per la Patria storica del diritto, nonché per la reputazione dell’Università italiana tutta.
Ancora (per poco) sottoscrivibile qui: http://www.radicali.it/view.php?id=142457