Vince la Bergamo dei Pirovano, dei Tentorio e dei Belotti. Reinventiamo il centro sinistra.

9 giugno 2009 | di Marcello Saponaro | Archiviato in bergamo, elezioni | 1029 visite.

Roberto Bruni nel Consiglio Comunale di Bergamo

Oggi ha perso uno dei migliori Sindaci che Bergamo abbia avuto. Vincono in Città e in Provincia due esponenti di destra, persino radicale. Il primo, Franco Tentorio, di tradizione missina mai sopita e l’altro, Ettore Pirovano, di arrogante foggia leghista.

Bergamo non ha mai rieletto un proprio Sindaco una seconda volta. Può una sorta di insoddisfazione permanente giustificare la sconfitta di Bruni e del Centro Sinistra? No, evidentemente non basta.

Un vento europeo, ed italiano, di destra? Si, il “vento” ha fatto molto. Ha spianato, quasi sterminato, il Centro Sinistra in Lombardia passando sopra buone e pessime amministrazioni, Sindaci che avevano ben lavorato e Sindaci incapaci. Quando le distanze sono così importanti tra le due maggiori coalizioni la capacità di valutare le differenze e i meriti viene un po’ meno… Ma anche questo non basta.

Quando un partito, una coalizione o un politico perdono non ha senso dare la colpa ai cittadini, tantomeno recriminare contro gli avversari. Oggi, in questo sistema che si vorrebbe bipolare, il PD rappresenta poco più di un quarto degli italiani. Franceschini ha “tenuto” cercando di non perdere, anzi di recuperare, voti a sinistra. Lo spirito “maggioritario” del PD s’è perso con il risultato delle politiche ma i voti da riprendere sono quelli andati a destra. I Verdi italiani sono sempre più i cugini impresentabili d’Europa: incapaci di darsi un profilo e un gruppo dirigente affidabile rincorrono da anni, troppi anni, qualunque aggregazione purchessia; purchessia una poltrona si intende. La sinistra “radicale” è polverizzata e in parte assorbita da un partito populista, l’IDV, che candida senza scomporsi e senza indignare i trombati dell’Udeur in Calabria così come il magistrato De Magistris, il radicale umanista Schultze e il comunista Zipponi, il democristiano Zamponi e il cognato ex-un-po’-di-tutto Cimadoro.

Insomma, dobbiamo ripartire. Ricostruire il centro sinistra. Soprattutto qui, al nord, in Lombardia. Dobbiamo ricostruirlo nelle relazioni sociali, disgregatesi in questi (tanti) anni insieme alla capacità di comprendere gli umori, le paure e i bisogni dei cittadini e delle imprese. E’ cambiato il lavoro, è cambiata la capacità di competere sui mercati, è svanita la fiducia ma sono rimaste pressochè immutate le strutture del welfare, della formazione, dei servizi. Questa è anche colpa nostra. Di noi che delle paure non beneficeremo mai. E’ colpa nostra come quando s’è scelto durante il Governo Prodi di “spendere” miliardi di euro per cancellare lo “scalone” pensionistico anzichè dare ai giovani flessibili (e quindi precari anche per colpa nostra) uno straccio di welfare al pari degli altri paesi europei. Non è stata un’opera di sinistra anche se piacque tanto alla “sinistra radicale”.

Per tornare a vincere e tornare a valorizzare i nostri uomini e le nostre donne migliori (e Roberto Bruni era ed è uno di questi) non possiamo essere il partito della conservazione. Non basta dire che l’Europa dalle crisi economiche è sempre uscita a destra. Dobbiamo imparare ad indicare la strada giusta.

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p.s. domani e dopo torneremo a parlare di noi e del centro sinistra anche con argomenti e difetti più bergamaschi. Ora sono troppo stanco…

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9 Responses to “Vince la Bergamo dei Pirovano, dei Tentorio e dei Belotti. Reinventiamo il centro sinistra.”

  1. E. Says:

    quando le persone sentiranno dal centrosinistra delle idee per provare a risolvere i loro problemi e non un’infastidita alzata di spalle (le questioni connesse all’immigrazione mi sembrano il paradigma più attuale), potranno pensare di votarlo.
    oggi ci sono solo quelle del centrodestra.

  2. Andrea Says:

    E’ difficile da digerire, da un giovane bergamasco di 23 anni, più che la sconfitta di Bruni (dati alla mano il sindaco uscente parte sempre in svantaggio nella nostra città), la vittoria di Tentorio ma soprattutto della Lega. Risultato ingiusto ma democraticamente da accettare: non credo che le idee conservatrici e populiste del Carroccio siano quelle vincenti per la società del futuro.
    Facendo un paragone calcistico, dal centrosinistra bergamasco mi attendo che non si verifichi il solito giro di vite che accade ogni volta che la Nazionale non vince i Mondiali o gli Europei: si cambia il C.T indipendentemente dalle idee e dalla professionalità solo perchè ha perso.
    Il momento della delusione è già finito, bisogna ripartire più convinti di prima facendo un opposizione dura ma propositiva e non ostile a priori. Sono convinto che è la bontà delle idee che cambia la realtà, mi perdoni della mia visione magari troppo utopistica ma a 20anni è un dovere avere ancora questa speranza!

  3. gianni Says:

    Non tutti sono in grado di accettare la sconfitta. C’è bisogno della cultura della sconfitta, che è la cosa più importante nella vita. Quando si è in grado di controllare e accettare la cultura della sconfitta, poi si è pronti anche alla vittoria. Alcuni vivono la sconfitta come una profonda ferita d’amor proprio, senza capire che è solo un bagaglio di esperienza in più. Tornando alla frase letta sul blog “Vince la Bergamo dei Pirovano, dei Tentorio e dei Belotti”, detta in modo arrogante e antileghista, percepisco che ci sono in ballo solo sentimenti di parte. Non si vuol comprendere che la Lega ha dimostrato nei fatti, non a parole, di saper intercettare e interpretare i bisogni di una larga parte della popolazione che senza di essa non avrebbe punti di riferimento. Gli esiti dell’ultima tornata elettorale ci dicono che la sinistra è scomparsa in una larga porzione dell’Italia. Questi risultati ci consegnano la fotografia di un Paese, dove un’enorme fetta della popolazione dimostra, con la forza del proprio voto, l’assoluta inconsistenza di partiti che solo a parole dicono di rappresentarli, e sa che è la Lega e non più la sinistra a condividere le loro necessità e a difendere i loro interessi, perché ha costruito nel tempo un legame strettissimo con tutti quelli che ogni giorno, lavorando sodo, contribuiscono a creare la ricchezza del Paese.
    Gianni Facoetti

  4. marcello saponaro Says:

    @Gianni Facoetti

    non so che post abbia letto lei ma sicuramente non ha risposto al mio.

    va bene lo stesso. voleva dire delle cose e qui può dirle. Ma non mi attribuisca scritti e pensieri che non sono i miei.

    grazie

    Marcello

  5. Giorgio Says:

    Nessuno ha sottolineato come Bruni,a differenza di tanti altri esponenti del centrosinistra in Alta Italia, abbia perso con onore sfiorando il ballottaggio e con un 42% che rapportato con quanto accaduto in Provincia ha del miracoloso. Magra consolazione certo ma l’altra parte con l’arroganza e la cafoneria che li contradddistingue non ci ha concesso manco quella, a proposito della cultura della sconfitta (e quella della vittoria ?!) Venendo a noi sento le solite parole come “bisogna ricominciare dalla base, bisogna ascoltare la gente, si deve far tesoro della sconfitta” etc.etc. Ammetto che stavolta sono davvero frustrato ed angosciato, l’impresa di condurre questo povero Paese una volta per tutte a sdoganarsdi dalla sottocultura piccolo borghese che lo spinge da sempre a votare per la sicurezza e la disciplina, che risponde solo al dio consumo mi pare sempre più improba. L’italietta del SUV e dell’outlet, delle veline e dell’isola dei famosi, del gossip e del Pane e F…insomma non riesco a capire come possa portare i Verdi ai livelli di Francia, Germania, Svezia, Austria. Noi siamo in compagnia di Polonia e Repubblica Ceca il cui antiambientalismo quantomeno ha attenuanti storiche di povertà (e mi vengono in mente le parole di belzebù-Andreotti quando ai tempi diceva che la l’ecologismo era un lusso da paesi ricchi). Intanto bisognerebbe cominciare a parlare più di ambiente, che è quello che la gente si aspetta dai Verdi, e meno di altri problemi che con tutto il rispetto vengono dopo, poi ci manca un capo carismatico alla Cohen Bendit e qui il problema è arduo e poi ancora dobbiamo farci valere e sentire di più come fanno i Radicali: è intollerabile che l’unico partito che non abbia mai visto un suo rappresentante in una trasmissione del servizio pubblico come Ballarò siamo noi (vabbè che il commendevole Floris deve avere un’idiosincrasia conclamata per l’ambiente dato che non ne parla mai…) Nascondersi a leccarsi le bastonate comunque non serve a niente quindi fuori gli attributi, almeno salviamo l’onore.

  6. freelabs @ sbarrax.it » degli errori Says:

    [...] scrive: E’ cambiato il lavoro, è cambiata la capacità di competere sui mercati, è svanita la fiducia [...]

  7. gianni Says:

    Dear Marcello, non ho la presunzione di obiettare a chicchessia ma quando ho letto parole come: sinistra radicale polverizzata, bisogna ripartire, sconfitta immeritata di Bruni, Pirovano “di arrogante foggia leghista”, sconfitta difficile da digerire per un ragazzo di 23, idee conservatrici e populiste del Carroccio non adeguate per il futuro, ho sentito la necessità di rispondere. Di seguito poi ho aggiunto un mio piccolo contributo al blog. Non volevo certo attribuire scritti o pensieri a qualcuno. Poi ho letto Giorgio e mi ritorna in mente la solita tiritera. Siamo i più bravi, quelli sono arroganti e cafoni, e mi fermo. Questo è il piccolo paese o meglio l’italietta, anziché proporre si insulta. In quanto ai verdi se non passeranno ad una politica con la “P” da condividere insieme, non cresce-ranno più di tanto. Ricordate i verdi dell’ultimo governo Prodi? Mi piacerebbe sapere cosa ne pen-sate.
    gianni

  8. Pol.sco. Says:

    Giorgio è il tipico esempio del cocomero di sinistra che ha fatto sparire la sinistra
    Continuate a sostenere le sciocchezze di Giorgio: è il miglio modo per non capire perchè siete dei perdenti

  9. Giorgio Says:

    Tu invece caro Pol.sco sei il classico esempio del berluschino/leghista capace solo di insultare e sputare addosso a chi non la pensa come lui oltretutto, naturalmente, dietro nick name ridicoli !Complimementi continuate così tu e la gente come te: chissà che prima o dopo le persone normali capiscano chi siete.

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