Ecco i primi risultati della legge “anti dolce forno”

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L’Eco di Bergamo inizia a contare morti e feriti della legge impropriamente chiamata “anti kebab”.:

A lanciare l’allarme è il titolare de «Il dolce forno», Marcello Pietrobono: aperto dal 2000 in via Lega Lombarda, l’esercizio commerciale a causa delle nuove disposizioni in materia di orari, rischia infatti di dover lasciare a casa del personale. E c’è da scommettere che potrebbe non essere l’unico.

«Stamattina (ieri per chi legge, ndr) – spiega Pietrobono – è arrivata la comunicazione dell’applicazione delle nuove disposizioni e dei controlli che sarebbero scattati a partire da stasera. Per noi questo significa non solo dover buttare gran parte dei prodotti preparati per il fine settimana, ma dover lasciare presto a casa tre o quattro degli undici dipendenti». L’esercizio artigianale, accanto al quale ci sono altri due take away, fino ad oggi ha potuto usufruire dell’orario continuato dal venerdì alla domenica e dell’apertura dalle 6 del mattino alle 3 del pomeriggio e dalle 6 di sera alle 3 di notte.

«È chiaro che con l’applicazione della legge il nostro lavoro verrà compromesso» dichiara Pietrobono (…)

Da Davide Paolillo l’articolo integrale dell’Eco.

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7 Responses to “Ecco i primi risultati della legge “anti dolce forno””

  1. E. Says:

    fossi in te chiederei un commento a saffiotti.

  2. Tommaso Bruni Says:

    Mi auguro che i commercianti si ricordino di questa bella legge del PdL e della Lega al momento del voto regionale l’anno prossimo.
    Ma suppongo che nel giugno 2010 la bulimia mediatica del nostro tempo avrà cancellato dal loro intelletto (nonché dal mio) ogni traccia di questa vicenda.
    In questo modo i cattivi governanti la faranno franca e la cittadinanza continuerà a farsi del male.

  3. Ma dove credono di vivere? ( Sicurezza bergamo elezioni ) - Il blog di Marcello Saponaro Says:

    [...] dei cittadini stradinieri, vivere un po’ di più le nostre strade e le piazze. Per esempio, non chiudete tutti i [...]

  4. D.P. Says:

    Ma costoro non erano per la libera impresa? E che c’azzeccano ’sti divieti con il mio diritto di mangiare quello che voglio, quando preferisco, dove prediligo?

  5. D.P. Says:

    Vi segnalo altri posti di lavoro in meno di italianissimi fornai del fine settimana, stavolta a Como.

    http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cronaca/75393_incatenati_per_una_deroga_ma_il_sindaco_non_ci_sente/

    Voglio mangiare quello che voglio, dove mi pare, all’ora che scelgo.
    Stato, Regione, Provincia, Comune, Circoscrizione non devono interferire nelle mie scelte personali.

  6. Pizza libera tutti ( Ecomostri Libertà Lombardia consumatori ) - Il blog di Marcello Saponaro Says:

    [...] Regione Lombardia ha disposto, Il Comune di Curno ha confermato: Purtroppo le notizie non sono affatto positive: Il Comune di Curno non ha concesso la deroga per [...]

  7. ( Economia Libertà ) - Il blog di Marcello Saponaro Says:

    [...] è l’unico artigiano che dovrà licenziare alcuni lavoratori per colpa di una legge e di un Sindaco che non deroga. Ma sta diventando un simbolo non solo per i 5145 sostenitori su [...]

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