Outing elettorale /10 – Carla Turolla Turati
14 aprile 2009 | di Marcello Saponaro | Archiviato in bergamo, Diritti (umani e altro), Economia, elezioni, Libertà, Resto del mondo | 3132 visite.Carla Turolla Turati nasce, col nome assegnato Carlo, 58 anni fa in un brumoso villaggio della bassa padovana ma trascorre l’infanzia e la gioventù nelle Marche tanto da considerarle sua terra d’origine.
Presa una laurea in fisica comincia a lavorare a Milano nell’industria editoriale dove percorre una brillante carriera fino a ricoprire ruoli significativi nei board di società quotate.
Da sette anni ha deciso di fare impresa in proprio conducendo una società di servizi basata a Brescia.
Fino a un anno fa Carla, in accordo alla sua condizione, si era impegnata nel movimento per i diritti delle persone transessuali, come coordinatrice nazionale dell’Arcitrans e contribuendo a fondare il coordinamento nazionale delle associazioni transessuali “Sylvia Rivera”.
Carla partecipa a questa corsa elettorale nella speranza di
poter portare anche piccolo contributo al latitante buon senso di questo paese
Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
- Avete mai bevuto un caffè al bar con una trans?
- La bella lista: con Bruni per Bergamo.
- Contro l’omofobia. Cancellata la scritta in Città Alta a Bergamo.
- Caro Formigoni non sei Dio
- I sali presto! (gli apputamenti di domani martedì 26 maggio)
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aprile 14th, 2009 at 10:31 am
Ma c’era così bisogno di metterci la foto?
aprile 14th, 2009 at 11:47 am
…perchè no la foto di Carla?
aprile 14th, 2009 at 2:08 pm
approfitto dell’ospitalità di marcello per qualche domanda.
cosa ne pensi di:
1. irap;
2. aliquote sui redditi;
3. calcolo delle imposte sulle fatture emesse e non sulle fatture incassate;
4. anticipo delle imposte.
ringrazio in anticipo.
aprile 14th, 2009 at 3:56 pm
ma c’è bisogno di perseverare nel pubblicare i “commenti” di polsco?
aprile 14th, 2009 at 5:10 pm
Caro Luigi,
l’unico modo per sconfiggere i troll è ignorarli… iniziamo a ignorarlo. Cancellarli significherebbe solo spingerlo a ingegnarsi per scrivere da un altro IP….
ciao
Marcello
aprile 14th, 2009 at 9:16 pm
Buone questioni.
Eccole:
1. irap;
2. aliquote sui redditi;
3. calcolo delle imposte sulle fatture emesse e non sulle fatture incassate;
4. anticipo delle imposte.
Proverò la sintesi, na è difficiole.
Insomma sarò lunga.
Cominciano dall’irap.
L’irap è una imposta che colpisce i costi di funzionamento dell’azienda indipendentemente dalla capacità di generare ricchezza.
Neglia anni passati furono intentate parecchie cause alla corte europea di giustizia attorno sulla validità dell’irap: tutte perse e ciò ha spinto parecchi governi europei a varare legislazioni simili.
L’irap in italia preleva molta ricchezza dalle aziende perchè da noi la struttura produttiva è a basso tasso di capitale, di piccole dimensioni, patrimonialmente debole e polverizzata. Il sistema proprietario è di tipo piccolo-familiare (tribale, sarebbe la voce giusta) in cui si fa fatica a capire la distinzione fra partimonio personale e quello azendale ed altrettando è difficile distingure il reddito da capitale investito in azienda dal reddito da lavoro dell’imprenditore
In questo realtà, l’irap è di fatto la sola tassa (pardon: imposta) applicabile per tirar su un po’ di ricchezza dal sistema aziendale nazionale.
Ma è un pessimo sistema perchè penalizza investimenti e crescita.
La sola via di uscita è quella della partimonializzazione (Basilea 2): criteri di bilancio trasparenti e patrimonializzazione delle aziende -facile a parole, molto difficile nei fatti.
In sintesi: l’irap è una delle peggiori tasse (pardon: imposte) mai pensate, ma oggi è la sola che può far pagare un po’ di tasse al sistema produttivo italiano strutturalmente polverizzato, sottocapitalizzato e poco controllabile.
Prima il sistema italia si capitalizza, prima l’irap potrà diminuire i suoi perversi effetti sullo sviluppo del paese.
aliquote sui redditi.
Il lemma si traduce in “meccanismo della redistribuzione del reddito”.
Posto che il problema non riguarda le imprese (che la ricchezza la devono creare, mica distribuire), in questi ultimi 40 anni in italia si è discusso troppo di come redistribuire e troppo poco su come creare la ricchezza.
Per la carità, credere che la ricchezza sia illimitata oppure sia una pure convenzione sociale, è un errore che ha già fatto Vladimir Ulianovic 90 anni fa. Ma adesso non ripetiamolo.
A me non commuove discutere su come redistribuire la povertà montante. Non me ne fotte un cazzo del populismo (di destra o sinistra) alla Robin Hooh.
Noi ci siamo impoveriti. Questo è il dato di realtà.
Se il problema è discutere di come distribuire le gallette delle razioni di emergenza della scialuppa di salvataggio, no grazie.
Io voglio discutere di come produrre la ricchezza.
In sisntesi: se mi si chiede quali aliquote applicare per il reddito, io rispondo chiedendo che cosa si pensa per produrre più reddito.
La mie risposte sono:
meno manifattura, più ricerca scientifica;
meno protezionismo, più ammortizzatori sociali;
meno localismo, più competizione;
meno protezione, più formazione……..
e via così: questo pianeta è un sasso grande come un villaggio e val la pena di tirarne le conseguenze.
punto tre. Iva sulle fatture emesse / incassate
Questione facile: le tasse è giusto pagarle sull’effettiva ricchezza circolata e prodotta.
Se ho fornito bene o servizio non corrisposto (per 1000 motivi) è ingiusto che io sia cornuta e mazziata. E’ idiota dover pagare tasse su una ricchezza non prodotta.
Ora resta la questione della trasparenza. Per motivo a me del tutto incomprtensibile (o forse troppo comprensibile), questo governo ha reso inutile il mantenimento del registro clienti/fornitori. In nome della semplificazione.
Assicuro che fra i 1000 adempimenti burocratici (999 inutili) il registro cli/for era roba da poco ma permette di individuare a occhio falsa fatturazione (attiva o passiva). Non è più così.
Conclusione: santa cosa pagare le tasse sulla ricchezza effettiva prodotta; linea d’ombra il fatto che non ci sia più immediato controllo sulle fatture ricevute/emesse.
Ultimo punto.
L’anticipo di imposta.
Io capisco il bisogno di cassa dell’amministrazione …….
bè insomma…. lo capisco e non lo capisco: si può sapere perchè hai messo a patrimonio imposte non immediatamente riscuotibili tanto da aver bisogno dell’anticipo?
Ti fidi di più dei tuoi burocrati che dei tuoi cittadini?
Consideri che il fatto di recuperare il 7% di quello che consideri “evasione” è un incidente piuttosrto che una tiua incapacità ad accertare?
… ecc.
è tardi, ho sonno, vado a letto.
carla
aprile 14th, 2009 at 11:41 pm
carla, innanzi a tutto grazie.
sei la prima persona candidata nel centrosinistra che ha risposto ad una mia domanda sul fisco (non sai a quanti l’ho chiesto, anche in dibattiti pubblici) senza rifugiarsi in frasi tipo “il problema delle tasse è l’evasione blablabla”. che poi, come osservi tu, è come dire che visto che loro non sanno fare il loro lavoro, ci devo rimettere io.
per la verità non ho ben compreso la tua risposta sul punto 3.
dove forse non sono riuscito a formulare correttamente la mia domanda, che provo a riproporti (se ritieni di avere già risposto, non considerarla): oggi, in questo momento, se tu potessi decidere quali aliquote applicheresti ai redditi delle persone fisiche e quali a quelle delle persone giuridiche?
anche solo come tendenza: diminuzione generalizzata, vanno bene così, aumentare quelle ai redditi più alti, alzare a 15.000 euro la no tax zone, etc.etc.etc..
io sarei favorevole, ad esempio, ad un sistema che preveda per le persone fisiche:
- entro la soglia di sopravvivenza, diciamo da 0 euro a 20.000 euro, no tax zone.
- entro la soglia di un vivere dignitoso, diciamo da 20.001 a 50.000 euro, imposte al 20%.
- nella soglia del vivere agiato, diciamo dai 50.001 ai 100.000 euro, imposte al 30%.
- dai 100.001 euro in su, nessuna imposta.
detto questo, trovo in contraddizione il tuo “no all’iva sulle fatture non pagate” e “si, condizionato, all’irap”.
sia perché l’irap, come l’iva, usa come base di calcolo il fatturato, producendo effetti identici.
sia perché, peggio dell’iva, da una parte è una tassa su chi lavora di più e dall’altra si accanisce su chi ha meno margine, ossia su chi lavora in settori a forte concorrenza.
buona campagna elettorale e in bocca al lupo.
aprile 15th, 2009 at 10:39 am
Vedo che Carla ha cambiato la foto nel blog
Come mai?
Forse ha dato ragione ad un troll che faceva notare l’indecenza della precedente
aprile 15th, 2009 at 3:19 pm
Finalmente una persona con le idee chiare e che non evade le domande.
I miei complimenti per la chiara esposizione delle sue idee signora Carla.
aprile 15th, 2009 at 3:33 pm
Anche io faccio i miei complimenti alla signora Turolla.
E’ difficile far passare le proprie idee, che tra l’altro ritengo piuttosto valide, a persone che la guardano e che la filtrano con gli occhi del pregiudizio.
Signora Turolla, Lei è nata a Padova, ha studiato a Milano, lavora a Brescia ma ha scelto Bergamo.
Ha scelto questa città per vivere ed ora da rappresentare, come vede la sua città ora e come la vede, se eletta, alla fine del suo mandato?
I miei migliori auguri e stima.
aprile 15th, 2009 at 3:37 pm
Si Pol.sco hai ragione la foto precedente non rendeva giustizia a Carla. Questa è molto meglio. Grazie che ti preoccupi per l’immagine dei candidati verdi, te ne sono grata…sai com’è, presa come sono a scegliere trucco e vestiti per le dirette, questi importanti aspetti a volte mi sfuggono
aprile 15th, 2009 at 6:06 pm
Mizzica, mi avete cambiato la Carla?
Non diamo spazio al ciclotimico avvocato politicamente scorretto, per carità…
Complimenti a Carla per la sua competenza in temi fiscali, su cui non capisco un’acca, purtroppo.
aprile 15th, 2009 at 7:22 pm
Signora Carla,
vorrei chiederle come intende ricoprire il ruolo di consigliere comunale,
quali sono i temi e le iniziative di cui prevede di occuparsi una volta auspicabilmente eletta.
Grazie
aprile 16th, 2009 at 12:36 am
grazie delle molte lodi. Tuttavia ricordo che queste si danno DOPO gli esami, non prima. Prima non servono salvo che non si sia instaurato l’”effetto ornitorinco”.
L’animale è talmente strano – visto soltanto nei bestiari – che quando si presenta per davvero – e si scopre che è come tutti gli altri – tutti gridano alla meraviglia.
bà, vederemo.
Le questioni poste sono molte e risponderò in ordine cronologico al loro porsi.
Fiscalità.
La fiscalità (come prelevare la ricchezza prodotta) è questione politica di primo piano – sulla fiscalità in fondo è scoccata la rivoluzione americana -e non si risolve a colpi di slogan tipo “lotta all’evasione” o “via l’ici per tutti”.
La fiscalità riguarda sia ple persone giuridiche che quelle fisiche
per le persone giuridiche vi sono essenzialemente tre tasse: una sui costi diretti di produzione (irap), una sul valore aggiuto della produzione (iva) una sulla ricchezza lorda prodotta (che nel linguaggio anglosassone tipico del management aziendale è più o meno quello che viene indicato come “EBITDA”) che è l’ires.
Le persone fisiche pagano essenzialmente due tasse: l’imposta sul reddito prodotto (irpef) e la differenza di imposta di valore aggiunto sui prodotti/servizi consumati (iva).
L’irap è una peggiori tasse immaginabili (colpisce duro le aziende povere, goivani e quelle che navigano in forte mare competitivo, è meno sensibile per le aziende monopoliste o protette), ma oggi in italia nessuno ha trovato nulla di meglio per far pagare – alla bruittodio: ‘ndo coio coio – un po’ di tasse al capitalismo tribale nazionale.
Quanto alle aliquote, sia persone fisiche che giuridiche, vedo con grande favore la loro fotre progressività. Purchè applicata sul reddito disponibile al netto dei costi di funzionamento.
La no-tax-area riguarda esclusivamente la povertà e sotto di questa vi è la necessità di garantire il reddito minimo a tutti.
L’assistenza deve essere scorporata dalla previdenza e messa a carico della fiscalità generale
La questione riguarda sia le persone fisiche che quelle giuridiche (esistono aziende povere esattamente come esistono famiglie povere!).
Gli esatti valori delle aliquote e dgli scaglioni, io non la so: è una questione di ingegneria sociale e di capacità di modellizzazione satistica – temi che negli ultimi 15 anni i governi del paese hanno ampiamente mostrato di NON saper maneggiare – ad alta competenza specifica.
Spero di aver risposto.
Per l’Invernizzi.
Ho cambiato la foto perchè sono vanitosa.
E a dire il vero non è il mio solo difetto: sono arrogante, aggressiva e dura. Mi piace regatare e mi piace vincere.
E’ abbastanza?
Waldek: perchè ho scelto bergamo.
Sette anni fa fu una questione di compasso: l’azienda l’ho messa su a brescia (ne ho rilevata una che stava fallendo – un’occasione), i clienti a milano. E quindi io a metà strada.
In questi anni ho vinto la medaglietta d’oro dei “forzati dell’A4″ (e se mi è venuta un’anima verde è anche per questo) e ho scoperto Bergamo.
Troppe campane (per chi poi non solo non è cattolica, ma non è neppure battezzata come me….), troppo clericale, troppa provincia, troppa gente più trasparente di un pezzo di verto (e io fra questi), troppi centri commerciali, troppo traffico – neanche fossi nella mia milano – ma alla fine una bella città.
Qui siamo, qui restiamo – almeno fino a quando non mollo tutto & tutti e vado al mare a fare la pensionata
Ciao Tommy, ci si vede fra qualche giorno.
Si perchè in questa città ci sono molti player, e uno di questi è Bergamo Laica e Tommy la rappesenta.
Luke (skywalker?) mi chide cosa faro da consigliere comunale.
Troppa grazia: ci sono più o meno 800 candidati e io sono e mi sento l’ottocentesima con 799 davanti.
Fare il consigliere comunale significherebbe fantascinza. Tuttavia l’esercizio di stile può essere condotto.
Primo lo faccio a tempo non per tutta la durata dell’amministrazione: in questa lista ho conosciuto una marea di persone con belle competenze – tecniche, culturali, scientifiche, gestionali – chiunque venisse eletto è giusto che impari a rappresentarle e che ne laciasse nel durante il campo a manifestarsi.
Se dovessi fantasticare su di me come consigliere comunale devo partire dalle mie comptenze e capacità distintive (ho appena detto che sono arrogante, vhè).
Se mi si permette invece di un programma elettorale un po’ di calembour di parle (ma che esprimono in sistesi le stesse idee): voglio pensare a una laicittà – città laica punto di incontro di culture generi ed esperienze: possiamo fare molto in queste cose creando ricchezza culturale che puo diventare ricchezza economica.
E voglio pensare a una moltiplicittà – città molteplice e policentrica. Lo sviluppo manifatturiero non è il solo possibile; il comune può intervenire (con metodi innovastivi) nella gestione e sviluppo di incubators.
ecc
notte
grazie dell’attenzione, perdonate gli errori di stumpa. è molto tardi.
carla
aprile 17th, 2009 at 2:46 pm
Capitata per caso, da torinese poco interessata alla specifica elezione, da transessuale non posso che apprezzare l’impegno civico dimostrato dalla signora Turolla. Oltre alla lucida capacità di analizzare le domande e rispondere in maniera tecnica ma comprensibile; a sottolineare la diifferenza tra un politicante professionista ed una professionista che si mette al servizio della polis.
Un altro esempio di come il “fonomeno transessuale” non sia quello della devianza ma al contrario rappresentato da persone che sono riuscite a dimostrare le proprie capacità sia ‘prima’ che ‘dopo’.
Quindi in bocca al lupo, dottoressa Turolla, perchè c’è bisogno di persone competenti e non semplici comparse. Quelle rimangano nel teatrino della politica virtuale… si può sognare, ogni tanto, no?
Ed i miei complimenti anche agli autori dellle domande… per una volta son riuscita a leggere qualcosa di intellettualmente stimolante e non i soliti quesiti da cerebrolesi o realitydipendenti…
sincerely,
Simona
ps non creda di esser l’unica aggressiva e dura (quando occorre), oltre che impegnarsi per vincere e non semplicemente partecipare: credo che siamo qualità comuni a molte…
aprile 18th, 2009 at 2:38 pm
Il signor Turolla ha mosso la lobby nazionale
A questo punto, visto che l’ha fatto lui, posso anch’io candidarmi in base alle mie tendenze sessuali
Che tutti quelli che amano le ben tornite latine votino me: abbiamo gli stessi gusti sessuali quindi saremo d’accordo anche politicamente
Campagna del “Dimmi con chi vai a letto e come lo fai, ed una candidatura non te la toglie nessuno”
P.S. Se un uomo (con tutti i suoi attributi) crede d’essere un carciofo od un pinguino è ancora un uomo (con tutti i suoi attributi) o devo far finta di credere che è veramente un carciofo o un pinguino e trattarlo come tale con pinzimonio o lanciandogli merluzzi?
aprile 18th, 2009 at 6:29 pm
Lobby? Lei, signor troll, mi sopravvaluta. Io sono una semplice cittadina che, tuttavia, quando parla cerca di far collidere in maniera coordinata i propri neuroni nella speranza che venga generato un pensiero sensato.
Lei, a quanto pare no… perchè qui è l’unico ad avere problemi di natura sessuale. Suggerisco un consulto psichiatrico e non si preoccupi… se indigente non paga neppure il ticket.
Lei può candidarsi come qualsiasi cittadino, a meno che non ricada nelle fattispecie private del diritto di voto e, di conseguenza, di proporsi.
Mi permetta di correggerla e di invitarla a documentarsì: identità di genere (altrimenti volgarmente detto… transessualità) e tendenza (orientamento) sessuale son son due cose completamente differenti. Un potenziale candidato, se serio, dovrebbe sapere quello che dice, quando tenta di provocare una “controparte”. Altrimenti, oltre a fare la figura dell’ignorante (non si offenda… dal latino significa ‘colui che ignora’), fa soprattutto quella dell’imbecille (no, ‘cognioni’ sono solo quelli di sinistra e credo lei non lo sia). Ma forse la sua è la strategia vincente… dimostrarsi incompetente, consapevole dei propri limiti e che quindi evita di affrontare temi importanti ma, soprattutto, abile a mettere in mostra i propri punti di forza: gli attributi. Potrebbe esercitarsi candidandosi su qualche forum erotico… chissà che non sia il primo passo verso la gloria.
aprile 18th, 2009 at 10:08 pm
Simona,
grazie, ma bisogna sapere che questa è una cittadina di provincia dove (quasi) tutti sanno (quasi) tutto di tutti.
Polsco si chiama al secolo Mauro Invernizzi, nato nell’aprile del ’60 – ed è un pischello: ha 10 anni meno di me e crrede di potermi far su – con lunga carriera ondivaga nella politica: da lotta continua all’integralismo cattolico. Passando per qualunque ideologia politica (o quasi).
Il nostro si vata pubblicamente di assumere psicofarmaci senza prescrizione medica.
E si vanta anche di fare del maschilismo la guida della sua vita….
Insomma stiamo parlando con una persona che è notoriamente riconosciuta come disturbata, psichicamente sisturbata, da assistenza per i servizi sociali.
A noi l’invernizzi (‘sta volta in minuscolo) ci piace: ci viene facile capire come reagisce, e che casini gli si scatenano nel cranio. Non è peericoloro, non fa male a nessuno se non che a se stesso, e tutto sommato è utile: quando parte per la tangente, diventa esemplificativo del cretinismo maschilista.
A sua discolpa devo dire che – quando non è sotto i fumi della sua coglioneria – non solo parzialmente stupido. E questo è guà un bel complimento!
carla
Adwesso si inkazza come una biscia, ma se proprio dobbiamo svelare un po’ di altri altarini… bè, ce li abbiamo tutti…
eheheh
aprile 18th, 2009 at 10:09 pm
ps. Simona, mi piacerebbe mettermi in contatto con te
carla.turolla@tiscali.it
grazie
aprile 19th, 2009 at 9:44 am
Chi reagisce con gli insulti non ha altri argomenti
Io sono libero di pensare (e conseguentemente di esprimermi) che un transessuale è un uomo con pisello e testicoli che si è convinto, causa problemi psichiatrici cronici, di non esserlo.
Quindi rispedisco ai due mittenti (i suddetti “uomini” disturbati psichicamente) ogni offesa.
Oggigiorno si può criticare il Papa e la Chiesa Cattolica come meglio si crede, ma guai a dire la verità sugli scherzi della natura!
Guai a dire ciò che la maggior parte della gente pensa
Bisogna essere “politicamente corretti” e tacere la verità
Uomo o donna ci creò: non valgono eccezioni
Lasciamo i freaks da circo candidarsi in nome dei loro disturbi sessuali: ma guai a fare una critica politica alla sottolineatura che lo fanno non da cittadini che han qualcosa da dire ma solo in base al pertugio sfinterico in cui lo inseriscono
aprile 19th, 2009 at 9:49 am
miii, pol.sco,
a forza di far lo stronzo, si rimane insaccati eh?
puoi semre invocare il politically correct in tuo aiuto…
aprile 19th, 2009 at 7:13 pm
@Carla: guarda che il personaggio lo avevo inquadrato subito, però ogni tanto mi diverto a farli apparire per quello che sono…
@pol.pot: La invito a riportare le frasi dove ritiene di essere stato insultato; la mia è stata una diagnosi clinica risultante dall’analisi delle sue parole, confermate dall’ultima replica. Non imiti Berlusconi… non ne ha le capacità ma, sopratutto, al contrario dei politici professionisti, io le replico punto su punto. Le rammento che i manicomi sono stati chiusi, non abbia paura a farsi controllare…
@Luke:
Un salame così, però non lo mangio neppure se stagionato e ben aromatizzato hihihi
aprile 21st, 2009 at 10:36 am
I problemi psichiatrici ce li hanno i transessuali: con pisello e palle credono di essere donne
aprile 21st, 2009 at 11:20 am
Il tuo caso, Polsco, dimostra che pisello e palle non bastano per fare un uomo, ma una testa di cazzo sì.
aprile 21st, 2009 at 11:44 am
Swan è troppo buono ma almeno ci ha provato, da persona umana, a definire le mostruosità di certi pensieri.
Carla, complimenti per la performance sui temi fiscali.
Mi piacerebbe un tuo parere sull’ordine dei commercialisti italiani..
Penso che ancora una volta si tratti di mancata applicazione della COSTITUZIONE ITALIANA, dell’art. 53 in particolare, nonostante i vani sforzi del ministro della sempl..ops complicazione
http://www.marcellosaponaro.it/blog/2009/04/09/outing-elettorale-6-massimiliano-barraco/comment-page-1/#comment-9121
aprile 21st, 2009 at 12:20 pm
Per questo è utile commentare l’interessante discussione, sull’articolo sopra inserito, del lungo cammino dell’affermarsi della democrazia dalla rivoluzione francese ai nostri giorni, una parte rilevante l’hanno avuta i partiti politici che si distinsero per la lotta al potere centrale in favore di una più vigile partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, attraverso il diritto di voto che deve essere espresso in modo libero e responsabile; ciò non è possibile solo grazie ad una adeguata istruzione, lo diceva Voltaire e lo dice la COSTITUZIONE ITALIANA: solo l’uomo libero dall’ignoranza può sentirsi veramente partecipe della politica e della vita del suo paese e fare parte attiva della storia del suo tempo..
aprile 21st, 2009 at 12:22 pm
Swan è troppo buono ma almeno ci ha provato, da persona umana, a definire le mostruosità di certi pensieri.
Carla, complimenti per la performance sui temi fiscali.
Mi piacerebbe un tuo parere sull’ordine dei commercialisti italiani..
Penso che ancora una volta si tratti di mancata applicazione della COSTITUZIONE ITALIANA, dell’art. 53 in particolare, nonostante i vani sforzi del ministro della sempl..ops complicazione
http://www.marcellosaponaro.it/blog/2009/04/09/outing-elettorale-6-massimiliano-barraco/comment-page-1/#comment-9
aprile 21st, 2009 at 12:23 pm
@pol.pot. Per la cronaca, io non ho nè l’uno nè le altre quindi non ricado nella tua classificazione.
@Swan, no dai… non scadiamo sul volgare. Il signor pol.pot ha purtroppo dei problemi nella sfera sessuale che richiederebbero un supporto psicologico che il soggetto rifiuta. Il caso è semplicemente clinico, e quindi non si può che provar compassione, visto che da solo non potrà risolverlo.
A questo punto, trattandosi di un problema medico che non può essere affrontato e risolto in questa sede, con rammarico prendo atto che il paziente è irrecuperabile e quindi ogni opera di convincimento inutile. Come vane risultano ulteriori parole sull’argomento. E’ ora di tornare a parlar di politica, economia, finanza e magari cultura e società.
aprile 21st, 2009 at 6:44 pm
Prima risolvete i vostri problemi d’identità, poi potrete cercare di parlare dei problemi degli altri
Gli scherzi di natura andrebbero rottamati
aprile 21st, 2009 at 7:00 pm
@pol.pot… Ha ragione. Il problema è che nessuna discarica, neppure quelle abusive che riciclano rifiuti tossici$ ha accettato di riceverla. Quindi non so proprio come rottamarla, mi dispiace.
ps Il mio problema è risolto, mi creda… se sono a posto con il fisco sono a posto con il mondo. Scherzo, sarebbe così fossi una cittadina degli States, dove emettono un mandato di cattura internazionale se devi anche un cent a zio Sam…
Affermazione quest’ultima che mi porta ad una riflessione seria e ad una domanda che quasi certamente è retorica.
In un paese dove la capacità di evadere viene vista con ammirazione ed è considerata una virtù, perchè mai non viene adottato il sistema americano, dove ogni cittadino detrae quello che paga? E che, quindi, è incentivato a pretendere l’emissione della fattura o banalmente una ricevuta di pagamento? Così per tutta la filiera?
aprile 21st, 2009 at 7:44 pm
@Rocco: ottima riflessione che condivido parola per parola. Purtroppo ci troviamo in un paese (e la minuscola non è una svista) che anzichè progredire dal punto di vista della cultura, della educazione -anche civica- e del rispetto per il prossimo e del bene comune, ecco… anzichè tutto ciò, si può notare come assurga a modello il materialismo ostentato alla massima potenza ed un egoismo, un individualismo che rendono tutto ciò che non è proprio qualcosa di irrilevante, di cui non occuparsi.
Triste, ma a me pare una deriva irreversibile e che in effetti corrisponde pienamente allo spirito italico… un “popolo”, il nostro, che è sempre stato ‘a rimorchio’, quindi un pò egoista, ma soprattutto pronto a voltar bandiera per aggregarsi al carro del vincitore.
L’italiano non è destrorso, è soprattutto egoista e questo sentimento fa parte del dna della destra, che è quindi destinata a governare se non commette errori troppo marchiani. La mia ovviamente è una valutazione generale, e non specifica della vostra realtà, che ovviamente non conosco se non per il poco che appare sui giornali nazionali.
aprile 22nd, 2009 at 7:49 am
Espatria!
aprile 22nd, 2009 at 9:52 am
Credimi, non avrei problemi a trovare lavoro all’estero e guadagnerei ben più che non qui… ma sono masochista e mi piace confrontarmi con le minoranze intellettualmente non sviluppate. All’estero faticherei a divertirmi come sto facendo ora: troppa cultura, educazione, rispetto, senso civico. Sarebbe uno shock anafilattico.
aprile 22nd, 2009 at 6:08 pm
Va in Iran: troppa cultura, educazione, rispetto, senso civico
aprile 22nd, 2009 at 6:39 pm
Va bene Simona. Di qui al 6 Giugno io e il mio amico Prof. Baracus, dell’A(BC) Team, provvederemo a postare una serie di commenti su politica, economia, finanza e magari cultura e società, vedremo poi anche gli effetti della cura a pol.pet…
aprile 22nd, 2009 at 6:40 pm
Perchè andare in Iran quando in Italia ci sono pasdaran come te e sembra di essere là?
aprile 22nd, 2009 at 6:46 pm
Rocco… a pol.pet manca l’Iran, purtroppo… potremmo fare qualche lezione su “integralismo cattolico comparato” e “Shari’a e sua applicazione nel Codice di Procedura Civile e Penale”.
aprile 22nd, 2009 at 7:45 pm
Calma gente. Calma.
Mauro Coatto Invernizzi (con tutti i suoi tanti web nick name – se serve ne facciamo la lista) si diverte un casino a far troiai, sputa qua e là – sputa con tutti vhè, da questo punto di vista è equanime.
In realtà basta trascurarlo – magari gli sale la pressione perchè nessuno più lo caga ma, sempre magari, la santa moglie farmacista, gli procura un altro po’ dio medicinali clandestini.
Un po’ di cure senza medici, alla stragua dell’odiato clandestino.
Magari poi lo incontri per strada (anche se adesso magari non più, visto che ho pubblicato una foto) e magari dalla sua (contorta timidezza) gli escono un paio di quei complimenti che ti fanno pensare “timido ma quanta voglia che ha di metter corna!”…..
)
Va così: la provincia italica coltiva i maso, le erike e gli omar e anche gli invernizzi: gente che ha la faccia fatta in un modo e la mente fatta in un’altra.
Cari amici, lasciatelo perdere, non ne vale la pena.
carla
aprile 22nd, 2009 at 8:06 pm
Chapeau alla signorilità di Simona e Carla.
aprile 22nd, 2009 at 9:08 pm
Grazie ale ma… io mi sono semplicemente divertita un pò a tener vivo il blog in attesa del “ritorno” della candidata cercando! Nel “mondo reale” non ho mai avuto “l’opportunità” di confrontarmi con *personaggi* come pol.pet e quindi è stata una parentesi ludica… anche se per taluni aspetti formativa (mi auguro non solo per me).
Ma ora è il momento, come sottolineava Carla, di tornare alle cose serie… e magari senza dialogare sui massimi sistemi.
Simona
ps in mezzo alle divertite frecciate, ho posto un paio di argomenti: la ‘destrosità (egoismo) dell’italiano medio’ ed il sistema fiscale americano (nel caso si volesse candidare la Carla al posto di Tremonti).
ps2 spero che l’invernizzi non sia il tipo che alle stazioni abborda una ragazza facendo un complesso calcolo matematico per stimare il tempo di arrivo alla sua stazione di destinazione (tipico ingegnere frustrato) e non contento chieda se è lei la simona cantata da James Blunt…
aprile 22nd, 2009 at 9:23 pm
chiedo venia per gli ingegneri, please, non siamo così malaccio ….
aprile 22nd, 2009 at 10:34 pm
Hai ragione Carla, infatti simona stava cercando di bypassare il “dirottatore” pol.pet. (pol.pot. sarebbe troppo per lui).
Sarebbe interessante entrare nel vivo di alcune materie fiscali e legali sulle quali Carla ha manifestato parecchia competenza.
Il concetto di legalità è identificato dal diritto in quella particolare qualificazione del comportamento umano che risulta conforme alle disposizioni dettate nell’ordinamento giuridico delle diverse materie. Questo concetto nel linguaggio comune, è sinonimo di legittimità con una prevalenza, tuttavia, per l’aspetto formale nell’osservanza della legge. Più precisamente si dà al termine un particolare significato consistente nell’osservanza da parte del singolo individuo, delle norme che attribuiscono i diritti e prescrivono correlativamente i doveri. Il suo fondamento è nell’art. 101 della COSTITUZIONE
Le origini nella Storia moderna del concetto di diritto e legalità possono essere percorse in un itinerario che va dal concetto di diritto nei pensatori illuministi del 1700; al concetto di diritto e la legalità nella Costituzione degli Stati Uniti d’America e nella Costituzione Francese; al concetto di diritto nello statuto albertino; al concetto di diritto e legalità nella COSTITUZIONE ITALIANA.
Un po’ per volta potremmo svilupparle.
aprile 22nd, 2009 at 11:50 pm
@Rocco… ehm… le elezioni non poi così lontane, eh… perdona il mio materialismo, se quanto proponi lo scrivi in un blog lo vengo a leggere e discutere con grande piacere!!!
Perche invece non andare ai giorni nostri e parlare delle disfunzioni nella gestione della giustizia e delle ragioni che stanno alla base dei tempi biblici per arrivare ad una sentenza? Del perchè in Italia ci sono tre gradi di giudizio ed il giudicato ha sempre interesse a ricorrere fino in cassazione? Magari facendo il confronto con quanto avviene in Francia o nei paesi anglosassoni, financo comparando il numero di avvocati per abitante? Io ho buttato l’amo, ma ho dimenticato l’esca…
@Luke: è vero… ho alcuni amici ingegneri che sono anche carini… un pò sfigatelli ma adorabili!
Quello di cui ho (s)parlato, invece, è stato proprio pietoso, credimi. Si è presentato tre volte perchè non si ricordava di averlo fatto pochi minuti prima! Mi son vergognata io per lui, specie quando ho notato che l’uomo seduto al suo fianco scuoteva la testa come per dire “sti ragazzi d’oggi… che imbranati”. Dirai… perchè ingegnere… easy: mi ha mostrato il catalogo della fiera dove era stato e si è qualificato
aprile 23rd, 2009 at 8:43 am
Questi scherzi della natura sono assai trendy ultimamente
Non criticateli: sono gli unici esentati dalla satira, come i mostri a due teste
aprile 23rd, 2009 at 5:40 pm
Va bene Simona. Intensificheremo i post a commento. Arriveremo proprio dove hai scritto
. Partendo da Montesquieu, Voltaire, Rousseau, Beccaria, la rivoluzione Francese, lo statuto albertino, la COSTITUZIONE ITALIANA, inapplicata…
aprile 23rd, 2009 at 7:15 pm
Rocco, allora io scaldo il neurone e mi preparo per la lectio magistralis. Occhio però a non sforare il question time
aprile 23rd, 2009 at 11:49 pm
per applicare la costituzione dovresti trasformare l’italia in un gulag.
io ne faccio volentieri a meno.
aprile 24th, 2009 at 8:14 am
Va bene Simona. E.: il gulash (di Maroniana memoria è il vero gulag in cui ci troviamo).
Secondo Montesquieu i tre poteri dello Stato: legislativo, Esecutivo e Giudiziario, andavani divisi e assegnati a istituzioni diverse se si voleva uno Stato più democratico, dove tutti gli uomini fossero considerati uguali. Nella sua opera “Lo spirito delle leggi” distingue tre possibili forme di giverbo: La Repubblica, che aveva come fondamento la virtù; la Monarchia che si basa sull’onore; il Dispotismo che venne subito bocciato dal filosofo perchè basato sul timore (la fabbrichetta della paura..di trotiana -el trota.el boss- memoria). Scelse la Monarchia, non assoluta, ma basata sulla divisione dei poteri come il sistema costituzionale inglese [aperta la tonda per un aggiornamento uk.2009(i laburisti hanno appena varato un inasprimento sulla tassazione ai redditi importanti, anche sul patrimonio, a Londra, di Roberto Fiore, in pratica hanno applicato l'art.53 della nostra costituzione)chiusa la tonda, da noi Mr. Mieli, del Sole24ore, ha il coraggio di rimandare l'una tantum piddina che, per una volta, viaggia in linea COSTITUZIONALE ].
Voltaire pensava in modo diverso da Montesquieu, secondo lui all’aristocrazia spettava il compito di frenare le tendenze dispotiche dei monarchi. Nella monarchia illuminata, che agisce secondo i precetti della filosofia, vede il miglior garante dei dirittie della libertà della borghesia contro lo strapotere della nobiltà feudale.
Rousseau, pensava che i mali della società dipendevano dalla proprietà privata, dalla diseguaglianza economica e dall’asservimento dei poveri (e/o deboli) ai ricchi (e/o forti).
Il rimedio poteva essere uno Stato in cui il sovrano fosse il popolo e dal popolo derivasse ogni legge in cui gli organi di governo fossero al servizio dell’intera comunità: forma di governo che noi, oggi, chiamiamo democratica.
segue..con cadenza intensificata
aprile 24th, 2009 at 10:18 am
Scusa, Rocco, con tutto il rispetto per ciò che scrivi, sei un po’ off topic.
aprile 24th, 2009 at 11:04 am
Scusa, Filippo, con tutto il rispetto per il tuo commento, non molto on topic, pare abbastanza attuale, alla vigilia del 25 aprile, la discussione.
Poi se ci dici di cosa bisognerebbe “anche” scrivere magari ci sforziamo un po’ tutti.
Sempre per la memoria: caduto il sistema fascista il 2 giugno 1946, in Italia si svolse il “Referendum” a suffragio universale, per la prima volta, quindi, il popolo potè esprimere il proprio parere e scegliere se l’Italia doveva rimanere una monarchia o diventare una repubblica.
Un richiamo alla costituzione degli stati uniti e al diritto e la legalità nei prossimi post, dopo che Filippo, ci dirà la sua. Poi potremo proseguire sulla traccia di Simona.
aprile 24th, 2009 at 1:25 pm
Rocco, non prendertela, ma questo è un thread sulla candidatura di Carla Turolla alle amministrative di Bergamo. Il tuo tema mi sembra rilevante e anche attuale, ma forse questo non è il luogo più appropriato per svolgerlo. E’ solo un suggerimento. Ciao
aprile 24th, 2009 at 3:43 pm
Infatti Carla a ben discettato su alcuni temi che approfondiscono l’art.53 della Costituzione correlati agli aspetti di fiscalità generale. E quindi i commenti sono a sostenere le tematiche portate avanti da Carla e il suo impegno
Il 1 Gennaio 1948 fu approvata ed entrò in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana, a distanta di un secolo dallo statuto albertino. A differenza di questo le leggi non furono concesse dalla monarchia. La Costituzione Italiana è la legge fondamentale e raccoglie i principi generali ai quali si deve ispirare, nella pratica quotidiana, l’azione del legislatore, degli amministratori e dei cittadini stessi. I suoi 139 articoli elencano i diritti e doveri, il 139esimo recita: è vietata la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista.
maggio 16th, 2009 at 3:32 pm
[...] che ha segnalato la scritta omofoba e violenta al quotidiano Bergamo News, al lavoro insieme a Carla Turolla, già coordinatrice nazionale dell’ArciTrans e candidata al Consiglio Comunale dei Verdi con [...]
maggio 21st, 2009 at 5:34 pm
Io sono rimasta allibita dalle minkiate che è stato capace di scrivere Pol.Sco. Se se ne rendesse conto, scapperebbe a piangere in un angolo. Le tue parole, caro pol.sco (che nick del cazzo), sono orribili, rivoltanti e richiamano a un odio che l’Italia pensava di aver gettato nella pattumiera della storia tanti anni fa. I gay, le lesbiche e le persone transgender di entrambi i generi meritano grande rispetto, non certo parole come le tue. Non farti trascinare nel gorgo della mediocrità e della cattiveria, cerca di portare rispetto a tutte le persone: anche se i tuoi cattivi maestri te l’hanno insegnato, non ci sono esseri inferiori in questa società, non ci sono rifiuti umani da dare alle fiamme o da prendere a sprangate. (Vedete un po’ cosa mi tocca scrivere in questo 2009…). Ma parliamo di cose serie: Non sono residente a BG, ma conosco Carla e so che ha tutte le capacità per fare bene. Spero che venga eletta (alla faccia del fascistello pol.sco).
maggio 21st, 2009 at 10:11 pm
Barbara,
bello leggerti.
In ogni caso nn ti preoccupare pol.sco è il nick (non il solo – man mano che viene bannato dai vari siti, se ne inventa uno dopo l’altro) di un tizio che si chiama mauro invernizzi.
E’ un coatto.
di mestiere fa l’avvocato, è sposato con una farmacista da cui – per sua stessa ammissione, si fa prescrivere psicofarmaci off-prescription.
Si dichara fervente cattolico, noi sappiamo che più di una volta ha tentato – senza riuscirci – di cornificare la sua santa unione matrimoniale. Con una di noi, tra l’altro, con una di quelle donne che con tanto disperzzo e violenza tratta….. ma si sa, l’anima appaertiene a dio e la carne è peccatrice.
Si può continuare con molti interessanti particolari sul nostro.
Ma quello che ho detto dovrebbe essere sufficiente per farti capire che è inutile perdere tempo con un troll.
Abbraccione
carla
maggio 25th, 2009 at 2:48 pm
[...] 21.00 sarò a Bergamo alla proiezione del film Chiamami Mara. La proiezione è stata organizzata da Carla Turolla, già presidente nazionale di ArciTrans e ora candidata dei Verdi con Bruni. Dopo il film alcuni [...]
dicembre 20th, 2009 at 2:41 pm
si si, poi nella sua lista o sei d’accordo con le sue idee o ti impedisce di parlare.
Bella democratica che sei, per fortuna ti han lasciata a casa
dicembre 21st, 2009 at 4:20 pm
Finalmente una che ci spiega chi è davvero il mestatore Pol. Sco. Grazie. Ignoriamolo tutti.