E poi ci vengono a dire il merito…
16 marzo 2009 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Libertà, Scuola | 389 visite.
Un po’ ci siamo abituati: fanno le campagne elettorali invocando il merito, l’abolizione degli ordini e perfino l’abolizione del valore legale del titolo di studio.
Poi il Ministro Alfano presenta una riforma che il Libertario riassume in poche righe:
Io voglio vendere panini, ma secondo loro non posso offrire il mio prodotto se non ho chiesto ed ottenuto il permesso da una persona che non ho mai visto e che non vedrò mai più. Ovviamente munito di apposito timbro. Con un notevole sforzo di immaginazione, il consiglio nazionale forense ha introdotto qualche nuovo elemento.
Ad esempio l’obbligo della continuità lavorativa, tra l’altro desumibile dal reddito (art. 19), reitroducendo vincoli che si erano persi con l’abolizione della servitù della gleba. Ad esempio l’obbligo di aver ottenuto il timbro prima di aver compiuto i 50 anni (art. 15 comma 8 lettera b), seguendo un pensiero che sfugge alla logica e che affonda negli abissi della psiche.Con l’effetto che se io ho fatto panini fino a 50 anni e poi voglio prendermi una pausa, secondo queste raffinate menti non potrò mai più spalmare la salsa rosa.
E Letizia spiega per filo e per segno. Per approfondimenti cliccate qui:
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marzo 16th, 2009 at 10:42 am
Quanto disposto dal Consiglio dell’Ordine Forense è sacrosanto, a garanzia del cittadino
Io sono il trecentoquarantesimo avvocato di Bergamo: siamo arrivati a 1650!
Nessuna nazione ha tanti avvocati
Il numero spropositato porta ad abusi indescrivibili
Se non ci fosse il Consiglio dell’Ordine degli avvocati, masse di affamati di cause ne combinerebbero di tutti i colori per avere un cliente in più
Lo spremerebbero all’inverosimile
Giustissimo l’obbligo dell’assicurazione: qualcuno contesta che sia obbligatrio fare l’assicurazione per la responsabilità civile del guidatore?
E’ tutto per assicurarre tutela all’utente (rectius: cliente)
marzo 16th, 2009 at 11:48 am
la garanzia del cittadino è la libertà di scelta.
poi ci sono quelli che pensano che loro sono più capaci degli altri di scegliere quello che vada bene agli altri. che di solito coincidono con quelli che non riescono a sopravvivere.
ciascuno si scelga il suo, e se sceglie un professionista incapace, peggio per lui.
o il cittadino è buono solo quando lavora e paga le tasse ma non quando deve prendere le proprie decisioni?
questo dal punto di vista filosofico. ma anche dal punto di vista pratico la cosa non cambia.
o si pensa che un esame di stato abolisca le differenze di capacità tra professionisti, anestetizzando dunque le diverse capacità intellettive e omogeneizzando tutti in un unico livello qualitativo?
certo che esistono gli avvocati più bravi e gli avvocati meno bravi! così come esistono i cuochi che cucinano meglio ed i medici più capaci! ma che discorso è? tutti uguali come i robot come neanche lenin sognava?
tra l’altro chi sostiene che sia l’esame di stato a garantire la qualità ignora che un professionista a 25 anni, ossia quando fa l’esame, è all’inizio e che la sua professionalità, la sua qualità, si formerà dopo: a 25 anni, appena finita l’università e dopo 2 anni di pratica si conosce a malapena il linguaggio tecnico! ci vogliono 20 anni di lavoro duro e studio quotidiano per maturare la competenza di un grande professionista. e ci mancherebbe altro!
marzo 16th, 2009 at 7:04 pm
A me sembra che il tuo essere libertario a 360 gradi sia diventata una vera ideologia
Ossia che, per partito preso, ogni controllo o filtro, al di là dei dati di realtà, debba essere abolito in quanto tale
Se invece t’immergessi un po’ di più nella realtà di tutti i giorni ti renderesti conto che il sistema attuale è di assoluta garanzia per l’utente
Prima aboliamo l’esame di Stato, poi aboliamo -perchè no- la tesi di laurea, poi aboliamo la laurea, e via di questo passo
Se l’Università italiana fosse seria veramente, potrei essere d’accordo con te
Specializzazione anche pratica con indirizzi ferrrei per avvocatura o magistratura (giudicante od inquirente), notariato e via discorrendo
In realtà la laurea in legge chiunque la può conseguire perchè non è per nulla difficile: basta un po’ di memoria e chiunque la potrebbe ottenere
E ci ritroveremmo un avvocato ogni abitante della terra
In realtà non è così
Il controllo ferreo sulla pratica, l’esame di abilitazione, la vigilanza del Consiglio dell’Ordine degli avvocati permette di garantire di non finire in mano ad un delinquente arruffone che ti spilla soldi a più non posso senza svolgere al meglio la sua attività professionale
Del resto apparentemente tu scegli il cuoco che preferisci: ma c’è l’Asl che vigila perchè il prodotto che ti fa ingurgitare sia a posto dal punto di vista igienico.
Vorresti abolire anche i controlli sanitari?
marzo 16th, 2009 at 10:43 pm
i controlli sanitari non li abolirei solo perché non esistono.
tornando al punto, è proprio partendo dalle realtà che arrivo alle conclusioni.
il miglior avvocato che ho conosciuto non ha passato alcun esame di stato, non ha dato alcuna tesi di laurea, non è neppure laureato in giurisprudenza. storia, ad oxford. per poi fare il percorso dei bar.
per sua fortuna, è nato in inghilterra. dove la giustizia è una cosa seria. dove si fanno gli arbitrati internazionali, consesso dove regna lo stato di diritto e dunque semplicemente sconosciuto in italia.
auguri.
marzo 17th, 2009 at 11:10 am
Che non esistano i controlli sanitari è una sonora menzogna
Devo dedurre che la stessa cosa valga per l’amichetto londinese
marzo 24th, 2009 at 7:59 pm
Pol.sco., il libretto sanitario, stiamo aspettando. Uomo avvisato..