Referendum, non è solo una questione di date

6 marzo 2009 | di Marcello Saponaro | Archiviato in politica, Sprechi | 1208 visite.

Buttare 400 milioni di euro nel ces…tino per boicottare un referendum è da stronzi. Credo che siamo tutti d’accordo da queste parti. Però non è la prima volta che si spreca denaro nel tentativo di sommare ai voti contrari i voti di coloro che vanno al mare. Succede ogni volta. E ogni volta ha successo. E succede perchè la legge assegna ai vacanzieri e alle loro agenzie di viaggio (i partiti contrari di volta in volta al quesito) il potere di far fallire ogni consultazione referendaria. Ha ragione il Libertario: è il quorum di validità del Referendum che deve essere abolito. Il risultato deve essere vincolante anche se al voto si presenta solo l’1% degli aventi diritto. Chi non vuole esprimersi ha diritto di non farlo. Chi non vuole esprimersi non deve essere sommato ai voti contrari.

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7 Responses to “Referendum, non è solo una questione di date”

  1. Alessandro Ronchi Says:

    Per evitare il referendum basterebbe una modifica della legge in parlamento. Evitiamo le demagogie sugli sprechi, perché dovrebbero essere inputate ai promotori.

    Si fa una legge che dica che i referendum devono obbligatoriamente essere svolti nella stessa giornata di altre tornate elettorali amministrative, europee, regionali o politiche indette per lo stesso anno, scegliendo eventualmente quelle con il numero maggiore di elettori chiamati al voto.

    Entriamo invece nel merito delle proposte, che ricordano la Legge Acerbo di Mussolini!

  2. Pol.sco. Says:

    Mi stupisce alquanto l’antidemocraticità che Marcello dimostra in questa occasione
    Se una minoranza infima raccoglie le firme per indire un referendum per l’abrogazione di una legge emanata dalla maggioranza dei rappresentanti di noi elettori, deve essere la maggioranza degli elettori italiani ad esprimersi, anche e soprattutto con l’astensione dall’andare a votare, che vuol dire: voi infima minoranza non rompeteci le balle obbligandoci ad andare al seggio coartati da voi quattro gatti
    Se la maggioranza non va al seggio (che poi vada al mare o se ne stia a casa a guardar la tv son poi cazzi suoi) voi referendari avete avuto torto ed è vostra la colpa se abbiam dovuto spendere milioni di euro per una consultazione che non fotteva a nessuno

  3. E. Says:

    caro pol.sco, cosa c’entra la democrazia con il quorum?
    nulla, a partire dall’etimo.

    e poi, anche a volerti seguire, perché questa limitazione deve valere solo per i referendum, ossia nella forma diretta di democrazia, e non per tutte le altre forme di espressione della volontà popolare?

    ti faccio poi notare, giusto per completezza, che il quorum non è presente in moltissime realtà storicamente molto più democratiche dell’italia, tipo svizzera e usa. improvvisamente antidemocratici?

  4. Kuda Says:

    anch’io ritengo che il quorum sia anti democratico infatti a votare ci va in media un 75% delle persone, per far fallire un referendum basta convincere il 25% degli aventi diritto a non andare a votare… riformiamo il quorum o portiamolo al 50% dei votanti alle ultime politiche o a un 30% fisso.

  5. attio Says:

    Concordo in pieno con quanto afferma Marcello Saponaro. Il quorum del 50% più uno degli aventi diritto è stato concepito in un’epoca storica in cui la partecipazione alla vita democratica era molto maggiore rispetto a quella odierna (si pensi che alle elezioni politiche del 1948 andò a votare più del 90% degli aventi diritto) ed in cui le forze politiche e sociali non avevano ancora concepito il subdolo e “vile” escamotage dell’astensionismo. Se non si vuole che l’istituto costituzionale del referendum diventi lettera morta, bisogna abolire il quorum.
    Il rilancio del voto referendario (da accorpare con le elezioni politiche onde evitare sprechi) significherebbe rilanciare la partecipazione democratica ed obbligare la classe politica a tener conto degli orientamenti degli elettori.

  6. Pol.sco. Says:

    Le leggi in uno Stato Democratico sono promulgate a seguito di un voto positivo della maggioranza dei rappresentanti della popolazione
    Come mai dovremmo farle abrogare da una minoranza?

  7. Fabio Corgiolu Says:

    Possiamo anche andare nella direzione indicata dal Libertario, E., Marcello etc, di “è il quorum di validità del Referendum che deve essere abolito. Il risultato deve essere vincolante anche se al voto si presenta solo l’1% degli aventi diritto”, ma congiuntamente dovremmo dire che allo strumento referendario andrebbe restituita una necessaria dignità e serietà che merita. Come? Elevando ad esempio consistentemente il numero di firme necessario ad indirlo. Su due piedi direi di portarle ad almeno 2.500.000. Ciao, fabio

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