Dovrà pur guadargnarci qualcosa…
6 marzo 2009 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Economia, Innovazione | 506 visite.Mafe, che il 20 marzo sarà a Bergamo, scrive oggi su Punto Informatico una cosa che condivido pur essendo destinata a evolvere ancora nel tempo.
Ora, Facebook aveva davvero esagerato, con regole tipo l’impossibilità di cancellare i propri contenuti, con pesanti ripercussioni anche sul diritto alla privacy: in genere però pensiamoci, ogni volta che rogniamo sulla richiesta di cedere i diritti di sfruttamento economico dei contenuti pubblicati su piattaforme gratuite. Noi di quei diritti non ce ne facciamo niente, loro sì, e se “loro” da qualche parte non guadagnano, noi prima o poi torneremo a proiettare diapositive in salotto dopo aver legato i parenti alle sedie. (…)
Se dev’essere economia della generosità, dev’esserlo alla pari, anche nei confronti dello sfruttamento – in fair use – dei miei contenuti da parte di Facebook, Blogger, Splinder eccetera. Non a caso i provider più accorti regolano la questione in modo elegante utilizzando le licenze Creative Commons, che altro non sono che un modo per permettere a chi ti sta regalando un servizio di guadagnare dai tuoi contenuti in modo reciprocamente rispettoso.
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Il blog di Marcello Saponaro è realizzato con
marzo 7th, 2009 at 6:40 pm
Ciao… ho sentito dire che adesso gran perte delle domande di lavoro sono cestinate controllando i profili su Facebook….
Non so se è una cavolata, o se è una cosa da prendere sul serio.
E sopratutto se c’è dietro qualche dato sfuggito di mano….
marzo 7th, 2009 at 7:29 pm
Ciao, francamente non l’ho sentita questa.
La vedo anche difficile da praticarsi perchè necessita dell’accesso al profilo dell’utente prima della sua assunzione…
Magari in fase di prova se nel frattempo sono diventati “amici”. Mah! Non so quali elementi utili alla valutazione possa fornire…
marzo 7th, 2009 at 11:58 pm
Intanto ho trovato questo….
tp://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/scienza_e_tecnologia/social-networking/social-reputazione/social-reputazione.html
La selezione ora si fa su Facebook
I social network “contro” l’utente
Gli strumenti nati per condividere vengono usati per reperire informazioni imbarazzanti
La selezione ora si fa su Facebook I social network “contro” l’utente
di MAURO MUNAFO’
SE AVETE un profilo su Facebook o su MySpace state allerta: la pagina che avete aperto per rimanere in contatto con i vostri amici o per conoscere nuove persone potrebbe rivoltarsi contro di voi. Le ricerche pubblicate in questi giorni negli Stati Uniti e in Inghilterra parlano chiaro: i social network sono una delle fonti di informazioni preferite dai responsabili delle assunzioni nelle aziende e dai selezionatori nei college.
Ad evidenziare il nuovo trend ci ha pensato per prima una ricerca di CareerBuilder.com, agenzia specializzata nel reclutamento. Secondo lo studio, condotto su 31 mila “cacciatori di teste”, il 22% degli intervistati ha ammesso di controllare il profilo online dei candidati, mentre un altro 9% intende farlo in futuro. Un dato confermato anche dalla ricerca inglese di Personnel Today, condotta su 220 responsabili delle risorse umane, in cui un intervistato su 4 ha dichiarato di dare una “sbirciata” alle pagine personali prima di assumere una persona, alla ricerca di quei particolari che nessuno si sognerebbe di confessare in un colloquio.
Dal vigile occhio della rete (sociale) insomma non si scappa. Se fino a qualche anno fa i selezionatori si limitavano a digitare il nome del candidato sui motori di ricerca, sperando che dal mare magnum di internet spuntasse fuori qualcosa di rilevante, adesso hanno un’arma molto più potente e invasiva. Difficile credere che nel 2008 una persona in cerca di lavoro, e quindi presumibilmente tra i 20 e i 30 anni, non abbia un blog (3 milioni di italiani ne hanno uno) o un account su Facebook o MySpace (4 milioni di italiani sono iscritti ai social network). Di più, se dalle ricerche non risulta nulla, è possibile che sorgano dubbi sulla capacità del candidato di socializzare e, di certo, nessuna azienda vuole misantropi tra le sue fila.
Gli stessi rischi di chi cerca lavoro devono essere affrontati anche dai neo-diplomati di oltre oceano. Una ricerca citata dal Wall Street Journal mostra che nei 500 più prestigiosi college americani, il 10% degli addetti alle ammissioni usa i social network per reperire informazioni aggiuntive sulle aspiranti matricole, una ricerca che si fa ancora più approfondita in caso di assegnazione di borse di studio.
Ma cosa cercano esattamente questi “curiosi autorizzati”? Secondo CareerBuilder le informazioni più desiderate sono quelle sull’abuso di alcol e droga, magari corredate da foto o video compromettenti. Seguono la capacità di comunicazione e l’adeguatezza al ruolo, ma anche i collegamenti ad attività criminali e le rivelazioni sui passati impieghi stuzzicano la curiosità dei cacciatori di teste.
La consapevolezza di queste meccaniche genera però una serie di controffensive sempre più originali. Il candidato ad un posto in azienda provvederà ad eliminare dal suo profilo ogni commento sconveniente, evitando di partecipare a gruppi che possono spaventare i datori di lavoro e magari si iscriverà a LinkedIn, il social network pensato per gestire con professionalità i contatti di lavoro.
Si va ancora oltre nelle scuole superiori a stelle e strisce, dove i tutor arrivano a consigliare agli studenti di non mettere online nulla che non vorrebbero “venisse visto dalla nonna”, finendo così per alimentare una vera e propria ondata di conformismo multimediale: l’aspirante matricola starà bene attenta a scegliere le sue letture preferite (meglio Kant dei fumetti Marvel), arrivando persino a rinnegare amicizie storiche con persone un po’ troppo alternative per i severi giudici di Yale e Princeton. Una fine paradossale per quegli strumenti come Facebook, nati tra le mura di un college per essere usati dagli studenti e non contro di loro.
(20 settembre 2008)
marzo 8th, 2009 at 12:04 am
Ma anche:
http://www.ilsole24ore.com/art/Newsletter2007/Tech24/Articoli/2009/02/20/11_B_PRN.shtml
http://m.ilrestodelcarlino.it/quotidianonetm/post/204?url=fdf3f2f3-f0f5-4cfe-f3fb-fafe6a4703fd
http://www.talentfinder.it/blog-lavoro/index.php/all/2008/12/03/p252