Grazie ai miei Sindaci preferiti, oggi ho inviato questo comunicato stampa. Parla da solo, credo.
Patto di stabilità: perchè la Regione Lombardia non interviene?
Se volesse potrebbe “modificare” le norme nazionali che strozzano i Comuni virtuosi. Lo dice la Legge 133/2008
4 febbraio 2009 – Roma vessa i comuni impedendogli di investire i soldi che hanno, i sindaci leghisti fingono solo di protestare e la Regione Lombardia, che davvero potrebbe intervenire, non fa nulla. Quei sindaci e quei parlamentari leghisti che in queste ore chiedono a Tremonti di modificare l’interpretazione delle regole del patto di stabilità stanno semplicemente recitando una parte. Perché se lo volessero davvero potrebbero intervenire modificando le regole.
Infatti, il comma 11 dell’art 77-ter della Legge 133/08 è chiaro:
“Al fine di assicurare il raggiungimento degli obiettivi riferiti ai saldi di finanza pubblica, la regione, sulla base di criteri stabiliti in sede di consiglio delle autonomie locali, può adattare per gli enti locali del proprio territorio le regole i vincoli posti dal legislatore nazionale, in relazione alla diversità delle situazioni finanziarie esistenti nelle regioni stesse, fermo restando l’obiettivo complessivamente in applicazione dell’articolo 77-bis per gli enti della regione e risultante dalla comunicazione effettuata dal ministero dell’Economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato alla regione interessata”.
Il che significa che Regione Lombardia ha potere di adattare le norme nazionali sul Patto di Stabilità iniziando finalmente a premiare i comuni e le province virtuose. Se solo lo volesse, potrebbe farlo.
E allora mi chiedo: dove è l’Assessore Colozzi? Dove sono gli Assessori regionali leghisti? Dove è il Presidente Formigoni sempre pronto a sfide e contenziosi con il Governo quando questo è di centro sinistra?
L’Assessore al Bilancio Colozzi dovrebbe in queste ore mobilitare tutte le energie del proprio assessorato per supportare analiticamente un adattamento delle norme nazionali tali da liberare i comuni lombardi dai vincoli determinati dalla circolare che interpreta la finanziaria.
Marcello Saponaro