Maurizio Trupiano è stato assolto perchè il fatto non sussiste. Sono sinceramente contento per Maurizio e spero che riacquisti in fretta serenità e affetti andati probabilmente perduti in questi anni. Troppi anni, come ogni processo in Italia.
Maurizio oggi mi “accusa” di essere andato a trovarlo in carcere ma di non averlo sostenuto dopo. Anzi, di aver detto una frase di troppo ai giornalisti all’uscita dal Gleno. Dissi che non condividevo i suoi “metodi”. E’ vero, lo confermo. Spesso non condividevo i metodi da “ambientalista d’assalto” e non ho condiviso quelli che lo portarono ad essere arrestato dopo. Non si va la sera, da soli, a “casa” del “nemico”, non si esce da lì con una busta senza averci guardato dentro, non si accettano automobili nemmeno dai “conosciuti”.
Questo volevo dire e spiegargli. Non mi iscriverò all’Associazione Ambiente e Giustizia che ora vuol fondare. E non tornerò a parlare pubblicamente della persona e della vicenda neppure se “sollecitato”.
Tanti auguri.
Questa mattina dibattito a tutto campo sulla politica al Liceo Scientifico Mascheroni di Bergamo. Io, l’on. Paolo Grimoldi della Lega Nord e gli studenti. Una bella iniziativa co-gestita: studenti attenti, facce intelligenti e voglia di capire chi, cosa e perchè fa politica.
A un certo punto si parla dei “condannati in Parlamento“. Io dico che già oggi esiste la possibilità di condannare una persona all’esclusione dai pubblici uffici. Dico che sono favorevole per alcuni reati a eliminare il carattere “accessorio” e a farlo valere anche alla carica parlamentare. Dico che per altri reati, primi fra tutti quelli d’opinione, deve invece prevalere il diritto dei cittadini di votare ed eleggere chi gli pare e chi loro preferiscono (magari ripristinando le preferenze). Faccio un esempio: la canzone cantata l’11 gennaio del 2005 da Bossi, Maroni, Calderoli, Castelli e Tremonti a Lugano. La canzone, ricordo, vantava la volontà di pulirsi “la fronte” con la bandiera italiana. Ecco, aggiungo, per quanto disdicevole sia quell’espressione, non ritengo debba essere reato e anche se lo fosse i cittadini avrebbero tutto il diritto di eleggere i loro “cantanti” al Parlamento Italiano. In effetti la mia memoria m’ha tradito. La canzone invocava la volontà di bruciare il tricolore, non per farne uso detergente. Ma non è questo il punto.
Non l’avessi mai detto. Il leghista Grimoldi si arrabbia. Si arrabbia e nega, dice che non è vero. “Non è mai successo” dice il deputato Grimoldi. Figuriamoci – aggiunge – se Tremonti mancherebbe di rispetto al Tricolore!
Mi stupisco. Mi aspettavo un leghista verace, un leghista che rivendica il gesto dissacrante nei confronti della bandiera italiana. Non un leghista che sembra quasi scusarsene negando goffamente ciò che tutti possono facilmente verificare cercando su Youtube…
Ecco, appunto.
Il rientro sulla scena politica
Bossi è tornato sulla scena politica l’11 gennaio del 2005 a Lugano (Canton Ticino), dopo 306 giorni dall’ictus, per una manifestazione da lui stesso voluta presso l’ultima dimora del federalista lombardo Carlo Cattaneo, manifestazione che ha fatto discutere nell’ambiente ticinese[senza fonte]. Alla manifestazione prende parte anche il ministro dell’Economia Giulio Tremonti (col quale Bossi aveva stretto verbalmente un patto di leale collaborazione chiamato dai media “Asse del Nord”), il ministro Roberto Calderoli, il Ministro della Giustizia Roberto Castelli, il Ministro del Lavoro e politiche sociali Roberto Maroni e una delegazione della Lega dei Ticinesi (un movimento politico localista ad ispirazione cantonale elvetico) guidata dall’imprenditore luganese Giuliano Bignasca. In questo incontro Bossi si schiera contro “L’Europa dei Massoni”. Infine, i 5 ministri di cui 4 in carica, concludono il discorso cantando: “E noi siamo padani, abbiamo un sogno nel cuore: bruciare il tricolore” registrato dalla radio svizzera.
E’ la puntata dell’11 febbraio 2009. In studio ci sono Marcello Raimondi (Forza Italia), Antonella Goisis (dell’Hospice dell’Istituto Beato Palazzolo di Bergamo), Claudio Crescini (Medico e Consigliere Comunale del PD) ed io.
Nella finanziaria del 2008 il Governo Prodi aveva introdotto, a decorrere dal 10 gennaio 2009, l’obbligo per gli edifici di nuova costruzione, ai fini del rilascio del permesso di costruire, l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento.
Il governo italiano persiste con questo atteggiamento miope, arretrato e irragionevole e non perde occasione per portare avanti una malcelata battaglia contro la difesa ambientale. Fortunatamente alcuni comuni hanno già introdotto l’obbligo, ma le sostanze nocive non si fermano ai confini comunali. Chiediamo a gran voce che l’obbligo venga re-introdotto alla Camera.
Ne parliamo domani sera (mercoledì) alle 22.00 a Sorci Verdisu Video Bergamo e su Sky al canale 931. Ne parliamo in tanti: ci sarò io, ClaudioCrescini (medico e consigliere comunale del PD), la Dott. Antonella Goisis (dell’Hospice dell’Istituto Beato Palazzolo di Bergamo) e Marcello Raimondi (consigliere regionale di Forza Italia).
Conduce Eliana Pasquini. Telefonate libere, ma con rispetto, in diretta allo 035 215879.
Visto il buio dei tempi, i decreti ad personam, i diritti scambiati per la propaganda, la libertà venduta per lo scontro istituzionale. Vista la segnalazione di Marco e l’idea di Lele. Oggi ho promosso questo blog che sarà un database:
Il Consiglio dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Bergamo esprime il proprio dissenso per la recente disposizione di legge che dà facoltà al medico di denunciare gli extracomunitari clandestini che si rivolgano a lui per essere curati.
Tale disposizione determina una situazione di incertezza da parte del malato che eviterà di rivolgersi alle strutture sanitarie per essere curato, con gravi rischi per la salute pubblica, con particolare riguardo alle malattie infettive nuovamente emergenti, e rischia di creare circuiti di cura clandestini.
La disposizione è inoltre in contrasto con i contenuti dell’art.3 del Codice di Deontologia Medica e metterà gli Ordini nella condizione di non poter perseguire il sanitario che decidesse di violare i principi etici storici della nostra professione.
Il Consiglio si rivolge al mondo politico bergamasco, e in particolare al Ministro Roberto Calderoli iscritto all’Ordine di Bergamo, perchè si attivi per ottenere la revoca di una normativa in contrasto con la tradizione e la cultura della nostra gente.
Eravamo in Ventimila. Una stima, ovviamente, difficile da fare. Stipati in Corso Monforte, da Via Vivaio fino a Piazza S. Babila e la piazza stessa ancora gremita. Eravamo lì per dire che solo ad Eluana e a suo padre che se n’è fatto portavoce da 17 anni spetta di decidere l’interruzione della terapia. Come da Costituzione.
L’accanimento terapeutico non si può obbligare per legge.
La Costituzione deve essere rispettata e il Presidente è il suo garante.
Gli slogan non potevano che essere “Ver-go-gna”, “Stato laico”, “Costituzione”. Libertà e democrazia, dunque.
Update 20.15 – Mi dicono che il TG3 Lombardia ha mostrato le immagini della manifestazione prima della partenza (prima delle 17), quando ancora eravamo in Piazza S. Babila e le persone erano molte, molte, meno. Eppure avevano le immagini del corteo che occupava tutto Corso Monforte…
Update 8.2.2009 – Qui le foto della manifestazione. Altro che lo scandaloso servizio del TG3 Lombardia!
So che in questi giorni verrebbe da dire “L’Italia sotto una valanga di m…”. Invece, Paolo Berizzi ha scritto per Repubblica una bella inchiesta sull’amianto e sui suoi morti a partire da La Spezia. 23 milioni di tonnellate dimenticate, anche in Lombardia.