Atomi e numeri

26 febbraio 2009 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Energia, governo | 1003 visite.

Tra i peana, gli appelli e le petizioni, è bene fare prima un po’ di chiarezza. Marco Pagani ci riesce con grande semplicità ed efficacia. Dopo si può iniziare a discutere dell’utilità, dei rischi e dei costi (e di chi li paga).

Nucleare in Italia: errori di aritmetica, pelli d’orso e costi segreti

Ho visto grandi entusiasmi su gran parte della stampa italiana per l’accordo italo francese per la costruzione di 4 centrali nucleari sul suolo italiano. Presi dall’entusiasmo, i media hanno commesso clamorosi errori e taciuto diverse scomode verità.

(1) Quale accordo?

Come spiega benissimo Ugo Bardi in questo post, non esiste al momento alcun contratto tra ENEL e EDF, ma solo un memorandum of understanding. Tutto quello che appare sui media è essenzialmente fumo.

(2) 25% del fabbisogno nazionale? sarebbe meglio scrivere 14%!

Secondo Repubblica, le 4 nuove centrali potrebbero garantire il 25% del fabbisogno di energia elettrica. Chi ha fatto i conti per l’articolista Marco Patucchi? Ora, anche uno scolaretto sa che

  • in un anno ci sono 8760 ore,
  • una centrale nucleare è attiva più o meno per l’80% del tempo (valore medio sul funzionamento di una decina di centrali francesi)
  • 6,4 GW * 8760 h * 80% = 44850 GWh = 44,85 TWh
  • Secondo Terna, i consumi elettrici italiani sono pari a 320 TWh all’anno
  • 44,85 TWh/320 TWh = 14%

Questa percentuale corrisponde all’ipotesi che i consumi elettrici restino costanti. Forse all’ENEL pensano invece che nel 2020 avremo operato una notevole decrescita…

(3) Si vende la pelle dell’orso prima di averlo catturato

Molti scrivono che i reattori EPR di terza generazione sono più potenti e più efficienti di quelli del passato. Peccato che ci si dimentichi di dire che al momento nessuno di questi reattori è ancora in funzione.

Si dicevano meraviglie anche del Superphénix, prima della sua costruzione; poi ha funzionato solo per 13 anni, con un costo di ben 9 miliardi di €. The Independent segnala il fatto che, in caso di incidente, il rilascio di radiazioni potrebbe essere maggiore che per le centrali di vecchia generazione.

L’unico reattore EPR in costruzione si trova a Okiluoto in Finlandia. I tempi di realizzazione sono come segue

  • autorizzazione: 2000
  • inizio lavori: 2005, con prevista conclusione nel 2009
  • dopo vari stop, problemi e ritardi, ora sembra che debba essere completa nel 2012

Qui parlo dei vari problemi di sicurezza in cui è incorso il reattore.

I precisissimi e efficientissimi finlandesi impiegheranno probabilmente 12 anni dall’autorizzazione alla messa in rete. E qualcuno pensa seriamente che i caciottari, lottizzati, pasticcioni e litigiosi italiani riescano a farcela in 11 anni, senza aver nemmeno raggiunto un accordo sui siti delle centrali?

(4) Qualcuno si preoccupa dei costi?

Nessuno dei principali giornali italiani ha pubblicato una sola riga su quanto dovrebbero costare agli italiani le 4 centrali (non la Repubblica , nè il Corriere , nè La Stampa).

Evidentemente, quando si tratta di fare propaganda, meglio tacere certi numeri.

Conosciamo però la storia del reattore finlandese. Inizialmente doveva costare 3,7 miliardi di €, ma i vari guai e iritardi hanno fatto lievitare i costi a ben 5,2 miliardi di € .

Quattro centrali in Italia ci costerebbero oltre 20 miliardi di €, sempre che si riesca a essere parsimoniosi e onesti come i finlandesi…In pratica qualcosa come quattro ponti sullo stretto di Messina.

Ma chi vogliono babbiare, questi?

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8 Responses to “Atomi e numeri”

  1. Thaumazo Says:

    E tutto ciò senza parlare di due problemi ciclopici:
    - lo smaltimento delle scorie;
    - il futuro prezzo dell’uranio.
    L’Italia si sta apprestando a mettere miliardi di euro nella tazza del WC e a tirare l’acqua. Che savia nazione!

  2. Matteo Dalvit Says:

    6 Gw/h producono tanta energia quanto 6 milioni di pannelli solari installati nel Nord Italia. Se l’Italia impiegasse i 20 mld di euro che vorrebbe investire per l’energia atomica per finanziare al 50% l’acquisto di questi 6 milioni di pannelli solari (lasciando il restante 50% ai privati) raggiungerebbe lo stesso risultato in meno tempo, con maggiori ricadute sul mercato del lavoro e con maggiori benefici per l’ambiente.
    Purtroppo la gente non ragiona con la testa ma sempre e solo con un occhio al portafogli. Bisogna riuscire a convincere la gente, mostrandogli le CIFRE, del riscontro economico derivante dalla scelta delle energie rinnovabili.
    Altro esempio: una centrale eolica da 10 MW costa circa 13 milioni di euro. Ciò vuol dire che per produrre 6 GW di energia con l’eolico si spenderebbero solo 8 miliardi di euro! Meno della metà! Indi con lo stesso stanziamento di fondi nell’eolico avremmo oltre il 100% di resa in più in termini energetici!

  3. Kuda Says:

    Io ricordo ai nostri signori giornalisti nuclearisti che le centrali di terza generazione non sono di nuova generazione, ma di vecchia, visto che le centrali di nuova generazione saranno quelle di quarta, cioè quelle in grado di bruciare le scorie. I francesi devono esportare il nucleare (con rischi e danni annessi) perchè non è più conveniente.

  4. letizia Says:

    Gli italiani devono essere avvezzi dalla malattia “troppo bello per essere vero”. Specie quando si parla di risparmio ed innovazione… mai sia.

    Ciò che per noi è palese, per gli altri è una bufala. Assurdo. Cassandra docet

  5. Letizia Palmisano - ri-AMBIENTI-AMO ROMA » Notizie (cattive con eccezione) Says:

    [...] nucleare io non ho (più) parole, e per questo mi affido a Marcello e al sondaggio di [...]

  6. Notizie (cattive con eccezione) | Yourpage live news aggregator Says:

    [...] nucleare io non ho (più) parole, e per questo mi affido a Marcello e al sondaggio di [...]

  7. Sul Nucleare at fiore|blog Says:

    [...] nucleare, oscurata nei commenti dall’appropriazione berlusconiana della bruni, mi pare che marcello scriva più o meno tutto ciò che si puo [...]

  8. Domenico Says:

    La verità è che noi siamo dei produttori di risorse (abbiamo tutti una bolletta intestata) che dovrebbero tornare a noi e che invece tendono ad andare nelle solite tasche.
    Quando saranno passati 20 anni, le centrali saranno forse pronte, ma verranno abbandonate seguendo il destino di tante opere, specialmente nel sud, servite solo per specularci. Una vecchia storia sempre in auge.

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