Non solo “clandestini”

24 febbraio 2009 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Società | 650 visite.

La fondazione Ethnoland informa che

Sono 165.114 gli immigrati titolari d’impresa in Italia. Sono una ogni 33, il 3,3% di quelle attive. Rispetto al 2003 il loro numero, a giugno 2008, e’ triplicato. Dal 2000 sono nate 140 mila aziende, 20 mila l’anno e si stima che coinvolgano 500mila di persone, anche italiani. Il maggior numero si trova in Lombardia (30 mila) e Emilia (20 mila). In Sardegna, Sicilia e Calabria gli immigrati hanno uguagliato il tasso di imprenditorialita’ degli italiani. A livello provinciale, spiccano Milano (17.297)e Roma (15.490).

(Via Andrea Mollica)

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5 Responses to “Non solo “clandestini””

  1. Marcutio Says:

    L’avevo sentita in radio… giustissimo…..
    E’ così che ci vogliono…
    Fuori dalla clandestinità, laboriosi, integrati…
    Non nascosti, in nero, minacciati, sfruttati,
    Magari non tropo competitivi che sennò il lavoro io quando lo trovo (ma questi sono affari miei…) ;P
    Sono notizie importanti, ma occorre però che si trovino regole condivise per bloccare la clandestinità, e che in Italia ci resti a pieno titolo, chi l’ha sudato e meritato davvero.
    Pena lo strisciante razzismo.

  2. Laura Says:

    ha detto in radio un tizio (che non mi ricordo) che è sbagliato parlare di integrazione e si dovrebbe invece auspicare l’interazione, e io sono d’accordo. Infatti se integriamo le brutte abitudini, i vizi, mica va bene! Meglio interagire invece e conservare il meglio fra tutto ciò che si presenta e si confronta.

  3. Simo Says:

    l’avevo sentita anche io e ho pensato che chi li vuole clandestini e lasciarli clandestini è perchè sa che solo così puo’ sfruttarli economicamente o elettoralmente. sconfiggere la paura si può fare ma bisogna dare spazio e voce a queste persone che si sono integrate e che aiutano l’italia a crescere.

  4. Marcutio Says:

    Una postilla…
    Non è che però bisogna dare la cittadinanza a tutti a prescindere, ma offrire un sistema più umano ed efficente di registrazione (non come mi raccontano alcuni addetti ai lavori che si consegnano permessi di soggiorno nuovi di pacca ma già scaduti dopo l’attesa di mesi e mesi…).
    Di contro certezza del rimpatrio per chi non è in regola (e non con la lettera che dice loro di uscire dall’Italia, facendo si che di fatto ritornino ancora nella clandestinità).

  5. Pol.sco. Says:

    Non si riesce a rimpatriare chi nasconde il suo passaporto e mente sulla propria provenienza: apriamo alla regolarizzazione di tutti i clandestini; poi, quando necessariamente presenteranno i loro documenti in questura, rispediamoli al loro paese

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