Serve una strategia per i diritti e la libertà nel mondo

Ricevo dalla newsletter di Nessuno tocchi Caino questa notizia che si commenta da se e che non troverà molto spazio sui giornali italiani.

Iran: cinque esecuzioni ad Isfahan
17 febbraio 2009: cinque uomini sono stati impiccati in Iran, nel carcere della città di Isfahan.

Tre erano stati condannati a morte per traffico di droga, gli altri due per omicidio, rende noto il sito web iraniano “young Journalists Club” (YJC), aggiungendo che uno dei giustiziati era di nazionalità afghana.
Il sito “Acitivists for democracy and human rights in Iran” identifica i cinque uomini come: Hamid Babaei, 35 anni, Mohammad Gorgi (25), Omid Noori (27), Yasin JafariAbbasali Ghasemi (30).
La pena di morte è prevista in Iran per omicidio, rapina a mano armata, stupro, blasfemia, apostasia, cospirazione contro il Governo, adulterio, prostituzione, omosessualità, reati legati alla droga.
La legge iraniana prevede la pena di morte per il possesso di più di 30 grammi di eroina o di 5 chili di oppio.
Per saperne di piu’ : http://www.iranhr.net/

Due giorni dopo, sempre in Iran, Abdollah Farivar Moghadam è stato condannato a morte per adulterio. La morte avverrà per lapidazione.

Io credo che il mondo libero, quello dove i diritti e le libertà fondamentali sono garantiti dalle Costituzioni (anche se non sempre sono rispettati) debba sviluppare una strategia per l’Iran. Una strategia diversa, ripeto, diversa da quella usata in Iraq. Una strategia senza bombe. Una strategia, però, che sappia sostenere i democratici iraniani e aiutarli a disfarsi di un regime che li manda a morte per adulterio.

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- Ciao


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One Response to “Serve una strategia per i diritti e la libertà nel mondo”

  1. Thaumazo Says:

    Io invece credo che l’unico modo per evitare le guerre sia rispettare la sovranità degli Stati: abbiamo già visto troppe “esportazioni di democrazia”, con le bombe o senza (vedere l’embargo USA contro il castrismo cubano, così utile che F. Castro è ancora lì dopo 50 anni, ammesso e non concesso che il suo governo sia meno democratico di quello USA).
    Buttare giù gli ayatollah sta solo al popolo iraniano. Se quest’ultimo apprezza il governo corrente, se lo tenga; se non lo apprezza, lo rovesci: nessuno è in grado di governare senza il tacito consenso della popolazione.
    Il governo dello Stato X deve promuovere i diritti umani solo nello Stato X, cercando di dare l’esempio agli altri paesi e disinteressandosi di quanto avviene negli Stati Y e Z. Si possono dare lezioni agli altri solo quando non si hanno pecche da parte propria. Non ritengo, ad esempio, che, dopo Genova 2001 e dopo gli attacchi di Berlusconi a Napolitano, l’Italia sia in diritto di dare lezioni di diritti umani o di stato di diritto a chicchessia.
    Tutto ciò non toglie, ovviamente, che non vorrei mai vivere in una società come quella iraniana e che considero la pena di morte inaccettabile senza eccezioni (anche B. Mussolini doveva essere risparmiato).

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