Interpellanza sull’inceneritore di Dalmine e connessi (soprattutto connessi)
INTERPELLANZA
Il sottoscritto consigliere:
A CONOSCENZA CHE:
In data 7 gennaio 2008 è stata avviata la procedura regionale di Valutazione di Impatto Ambientale da parte della REA Dalmine S.p.a. per la variante all’impianto di termovalorizzazione sul complesso IPPC in comune di Dalmine (BG) per un suo ampliamento;
A CONOSCENZA INOLTRE CHE:
La suddetta variante prevede la richiesta di una terza linea C di combustione e smaltimento rifiuti che va a sommarsi alle già esistenti linee A e B autorizzati a smaltire il riutilizzo di materiali recuperabili, il recupero di energia tramite termoutilizzazione, il compostaggio delle frazioni organiche e lo smaltimento degli ulteriori residui di tali attività in discariche controllate. L’impianto tratta mediamente 400 t/g di materia. Ove il potere calorifico scenda l’impianto è in grado di trattare sino a 720 t/g.
(…)
CONSIDERATO CHE:
La Provincia di Bergamo ha approvato il Piano Provinciale per la gestione dei Rifiuti ai sensi della l.r. 26/03 in cui viene sostenuto che nell’ambito dello “Scenario inerziale” emerge la necessità di nuove potenzialità aggiuntive di trattamento termico che corrispondano ai flussi attribuiti, al fabbisogno aggiuntivo e alla quota di “mutuo soccorso”;
CONSIDERATO INOLTRE CHE:
Il suddetto Piano nella stesura adottata prendeva in considerazione gli anni dal 2001 al 2006 per determinare la possibile evoluzione e che proprio nel 2007 la Provincia di Bergamo ha registrato una diminuzione nella produzione dei rifiuti che sembra confermata con la stessa tendenza anche nel 2008.
CONSIDERATO ALTRESI’ CHE:
L’impianto di Dalmine già oggi assolve alla funzione di “mutuo soccorso” smaltendo i rifiuti delle province di Sondrio e Varese per un totale di circa 39.000 t / anno; che l’impianto di Bergamo di Via Goltara brucia CDR “bergamasco” per 30.000 t/anno e che la restante disponibilità di 40.000 t/anno sembra essere di provenienza veneta; che il cementificio di Calusco d’Adda è stato autorizzato allo smaltimento di 30.000 t/anno di CDR e che neanche un chilogrammo di queste sono di produzione nella provincia;
POSTO CHE:
Dalmine ricade nell’area critica di Bergamo e i cittadini, le associazioni e il comitato contro l’ampliamento del termovalorizzatore di Dalmine hanno consegnato in Provincia circa 6000 firme in opposizione a questa eventualità;
POSTO INOLTRE CHE:
Le stime di crescita della popolazione sembrano essere sovrastimate e che sarebbero notevolmente più basse (tali da non giustificare l’ampliamento) se utilizzassero le rilevazioni / previsioni ISTAT per ipotizzare lo scenario di crescita/riduzione dei prossimi anni;
POSTO ALTRESI’ CHE:
Nel corso delle indagini avviate dalla Magistratura per i reati di truffa e appropriazione indebita nell’ambito di attività di bonifica sul complesso immobiliare Montecity – Santa Giulia sarebbero state eseguite perquisizioni negli uffici della SADI Servizi Industriali capofila dell’associazione temporanea di aziende che dovevano occuparsi del lo smaltimento e del trasporto dei rifiuti, appartenente al Gruppo Green Holding società che controlla REA Dalmine S.p.a.
INTERPELLA L’ASSESSORE ALLA QUALITA’ DELL’AMBIENTE
Per sapere:
* se Regione Lombardia abbia intenzione di intraprendere ogni iniziativa volta a tutelare gli interessi della popolazione residente in modo che non debba subire l’insediamento di una linea di trattamento rifiuti che fuoriesce dalle linee regionali che prevedono l’autosufficienza delle Province in materia di smaltimento rifiuti che anche in futuro appare garantita dagli impianti già esistenti;
* se Regione Lombardia voglia adottare una linea quantomeno precauzionale, rispetto alla correttezza e alla legalità con la quale devono operare le aziende che svolgono servizi di pubblica utilità e quindi se non ritenga opportuno la sospensione della procedura di autorizzazione alla costruzione della terza linea dell’inceneritore di Dalmine in attesa del chiarimento a cui dovranno portare le indagini in corso sull’affaire “Montecity – Santa Giulia”.
Milano, 3 febbraio 2009
Marcello Saponaro
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febbraio 4th, 2009 at 4:55 pm
Buongiorno Dr. Saponaro,
Le ho scritto in precedenza su tale tema e ho seguito con interesse la situzione.
Desidero semplicemente dirLe un immenso GRAZIE. E’ un po’ come se un pezzettino piccolissimo di questa interpellanza lo avessi presentato insieme a Lei.
Ora incrocio le dita!
Un cordiale saluto.
Daniela Spoladore
febbraio 4th, 2009 at 5:48 pm
Cara Daniela,
è un piacere di tanto in tanto ricevere “commenti” come il tuo…
Ciao
Marcello
febbraio 9th, 2009 at 12:29 am
Complimenti per le argomentazioni e la professionalità.
Nonostante l’argomento sia molto delicato e complesso, non posso che dar ragione alle richieste di “principio di precauzione” che sembra in Italia essere completamente dimenticato.
Tra l’altro la nuova direttiva comunitaria ormai entrata in vigore, alla quale ho avuto l’onore di contribuire, stabilisce che il recupero di energia sia stato separato dal recupero di materia e che occorra prima rispettare la gerarchia dell’art. 4.
Con stima
Roberto CAVALLO
maggio 28th, 2009 at 11:47 am
Buongiorno
Dott. Saponaro
come da volantinaggio ricevuto in questi giorni ho appreso con molto dispiacere che la provincia ha dato parere favorevole alla costruzione della terza linea d’incenerimento, in un impianto tecnologicamente superato e a forte impatto ambientale come questo di REA A DALMINE.
I valori riguardanti gli inquinanti immessi nell’atmosfera non sono quelli che che la socita’ pubblica sul sito internet, quindi un sacco di balle .gia’ il fatto che il ciclo di smaltimento non supera i 1800°C DALL’IMPIANTO SI PRODUCE DIOSSIANA.
Le nuove direttive della comunita’ europea in quanto all’inquinamento non impongono lo scarico zero? Che si ha solo con impianti che lavorano CON TORCE AL PLASMA
E CON UN RECUPERO TOTALE DI TUTTO CIO’ CHE SI PRODUCE?
Allora perchè si continua a dare consensi di costruire con impianti tecnologicamente superati?
E poi alla viabilita’ qualcuno ha pensato?Questa zona della bassa bergamasca cosa la si vuol far diventare la pattumiera d’italia???? Ma la gestione di un impianto di interesse pubblico non dovrebbe essere trasaprente , ma dove a parole??
E poi mi sembra che i gestori di questo impianto abbiano gia’ avuto problemi legali? o mi sbaglio
cosa devono gestire??? che garanzie danno.
Sono state raccolte 6000 firme contro il termovalorizzatore queste non contano nulla??
Chi ha interesse a incrementare un impianto del genere solo persone ignoranti e con poca cultura,che occupano posti pubblici. Che cosa possiamo fare? siamo un paese da terzo mondo altro che Europa.
Buona giornata
Silvio Corti