The candidate

31 gennaio 2009 | di Marcello Saponaro | Archiviato in elezioni, politica | 575 visite.

Robert Redford in The Candidate

Roberto Codazzi traccia le caratteristiche che secondo lui dovrebbero avere i candidati verdi alle prossime elezioni europee. Secondo me, il suo decalogo ha dignità per valere in ogni luogo e in ogni lista:

- devono essere stati attivi sul territorio con campagne ed iniziative;
- devono sapersi muovere nelle nuove tecnologie perchè altrimenti una volta a Bruxelles spariranno e non sapremo più nulla di loro;
- devono essere onesti, senza processi a carico, e senza condanne per corruzione, falso in bilancio o robe simili;
- devono essere gente della base, che abbia voglia di sporcarsi le mani con il lavoro vero, lontano dai talk show, ma dentro all’ecologia;
- deve avere una mente agile perchè ci si deve muovere tra nuove problematiche che vanno studiate ed approfondite;
- deve saper dialogare con gente di destra e di sinistra, perchè Sarkozy ha dimostrato che l’ecologia non ha ideologie di fondo.

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5 Responses to “The candidate”

  1. Leti Says:

    state a sognà insomma!

  2. Kuda Says:

    non costa nulla, no?

  3. E. Says:

    ma di cosa si sta parlando?

  4. Leti Says:

    @ Kuda sognare quando poi ti distruggono ogni sogno costa tantissimo. Costa non riuscire più a sognare e permetterai che io non creda più nè dia la benchè minima briciola di fiducia a chi mi ha cancellato la capacità di sognare e sperare in un mondo verde??!!

  5. Rigitans' Says:

    il mio “amico” kuda(mi permetto le virgolette perchè ho rispetto del termine amico, e ci conosciamo solo un pochino tramite internet) ha perfettamente ragione.

    è quel che voglio io…verdi di base e non aristocratici feudali, gente che è pronta a rimboccarsi le maniche.
    vedere un cento meno a protestare per lo sbarramento e piu’ a dare volantini e a stare nei gazebo per parlare di ogm, agricoltura biodinamica, inquinamento, trasporto pubblico, bici, ecosistemi e quant altro.

    pulizia legale(la maggior parte dei reati-tranne quelli di opinioni e poco altro- devono far si che non vengano mai accettati dai verdi)ma anche morale, per mostrare e dimostrare la diversità verde.

    ricostruire una comunità con diverse sfumature ma che abbia un filo conduttore comune: l ambiente, la solidarietà, l’onestà e la pulizia morale, la laicità, e una profonda democrazia, tanto esterna quanto interna.

    e la disposizione a parlare con chiunque, basta che abbia caratteri democratici, anche se di destra qualora necessario.

    cioè effettivamente al momento è un utopia, perchè è quasi in direzione opposta a come si muovono le alte dirigenti verdi, dove un ruolo o una poltrona vengono prima dell umiltà e del ricostruire dal bassoe dal territorio.

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