Donne in pensione a 65 anni? (sondaggio)
28 gennaio 2009 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Economia, lavoro, politica, Società, sondaggi | 574 visite.Come la pensano i frequentatori di questo blog? Discriminazione, privilegio o retaggio del passato? E poi, conviene alle donne la pensione a 60 anni? E ancora, possiamo permettercelo con un welfare che ancora oggi lascia senza speranze e senza reddito giovani e non che perdono temporaneamente il lavoro, flessibili per scelta e precari per imposizione?
Votate il sondaggio, poi faremo alcune considerazioni. Potete anche aggiungere altre risposte. Il sondaggio lo trovate qui a fianco, sulla destra.
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gennaio 28th, 2009 at 11:53 am
Se ce l’impone l’Europa tutto il resto non ha senso
Se non ce l’imponesse il dibattito sarebbe più aperto
gennaio 28th, 2009 at 12:33 pm
Ritengo che il dibattito si possa svolgere indipendentemente dall’Europa.
Io sono per i 65 anni, o meglio per la parità di diritti e doveri. Quindi comunque un livellamento tra uomini e donne in modo che vadano in pensione alla stessa età.
Non è con l’età pensionabile che si deve compensare la disparità di opportunità della donna nel lavoro o di condizione all’interno della famiglia.
gennaio 28th, 2009 at 3:08 pm
ognuno si faccia la propria pensione, decida quanto accumulare, quando andare in pensione e con che assegno mensile.
e allora la smetteremmo di voler decidere come debbano vivere gli altri.
gennaio 28th, 2009 at 4:32 pm
La proposta è radicale (di nome e di fatto): sarebbe una bella cosa
Come quella di pagare il lordo ai dipendenti e lasciare a loro le incombenze successive
Comunque, io sarei perchè le donne, che vivono molto più a lungo di noi, vadano in pensione dopo
Non è giusto che noi maschietti schiattiamo sempre appena andati a riposo e non ci possiamo godere la pensione, mentre dobbiamo mantenere vecchiette per trent’anni e lasciar loro anche il posto in pulman
gennaio 29th, 2009 at 8:59 am
Concordo con E.
Lo stato si occupi solo di avere stanziamenti per alimentare le pensioni sociali e di invalidità, il resto lasciamolo alle libere scelte delle persone, che hanno tutte esigenze diverse.
gennaio 29th, 2009 at 9:21 am
io credo che la pensione debba essere stabilita anche in base al livello di salute. in piu’ deve essere data una scelta di una forchetta, come per ora è la riforma dini.
per garantire l’autosufficienza della previdenza sociale basta ristrutturare le voci e le spese. diminuire progressivamente quota di pensione in base a scaglioni, un po’ come l’irpef: piu’ hai preso come stipendio, meno si aggiunge alla futura pensione(oltre una certa soglia naturalmente).
si dovrebbe togliere l’assistenza come l’assegno sociale dai conti della previdenza, visto che è qualcosa di differente.
comunque lavorare per equiparare donne e uomini va piu che bene, ma bisogna farlo in entrambi i sensi: serve garantire servizi che possano aiutare le donne nel loro ruolo di madri, serve sensibilizzare la contrparte maschile in questo senso per arrivare ad una parità CULTURALE uomo-donna.
altrimenti come è oggi diventa una penalizzazione, e forse è qui il nodo dello scontro tra pro e contro.