Tutelare la vita, anche con il test facile
21 gennaio 2009 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Lombardia, Salute | 1763 visite.
Veloci, facili e affidabili (al 99,7%). Sono i nuovi test per l’Aids che sperimenteranno in Catalogna e nei Paesi Baschi. La sperimentazione verificherà l’accettazione da parte dei cittadini.
Ora considerato che in Spagna nel 2008 sono stati riscontrati 1345 nuovi casi e in Italia 4000. Considerato che sia in Spagna che in Italia sempre più persone scoprono di essere sieropositive a ridosso della “conclamazione” della malattia (circa il 50%). Considerato che la Lombardia è la regione italiana più colpita con il 30% dei casi circa.
Faccio una proposta al Presidente Formigoni: chieda al Ministero della Salute di sperimentare il test in farmacia anche nella nostra regione. Tuteliamo la vita.
Madrid, 20 gen. (Apcom) – Un test dell’Aids in farmacia, rapido (risultati in 15 minuti), e affidabile (al 99,7%). E’
l’iniziativa pionieristica intrapresa in Spagna dalle regioni autonome dei Paesi Baschi e della Catalogna: in quest’ultima comunità la prova sarà gratuita, mentre nei Paesi Baschi costerà quattro o cinque euro.L’obiettivo è quello di diagnosticare la malattia per tempo, dato che in Spagna, ha spiegato oggi la segretaria del Piano nazionale anti-Aids, Teresa Robledo, “”nonostante che i test siano gratuiti e segreti”" il 37,7% delle diagnosi sono tardive. Inoltre, anche per scarsa istruzione e formazione in merito, il 40,5% delle persone a cui è stata rilevata la malattia nel 2007 ignorava di
averla.Il progetto pilota basco-catalano, che coinvolge 20 farmacie in ciscuna regione, resta un esperimento: “”L’idea è vedere come funziona, che accettazione ha, se serva davvero a rendere i cittadini consapevoli dell’importanza della prova”", spiega il coordinatore Daniel Zulaika. Se funziona, sarà ampliato ad altre regioni, ricordando che il test dovrebbe essere sempre confermato da un ‘Western Blot’, garantito al 100%.
Nel 2007 in Spagna sono stati diagnosticati 1345 nuovi casi di Aids, e la cifra totale è 76.386, anche se si stima che il numero di infettati possa essere fra 130.000 e 150.000: per avere statistiche migliori, Robleda ha annunciato che si sta lavorando per avere un registro ufficiale dei malati nel 2010.
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gennaio 21st, 2009 at 10:21 am
per molti aspetti una buona cosa. Ma credo che se il risultato del test e’ ‘positivo’ sia bene esserne informati da qualcuno e da qualcuno esperto, che possa subito dare indicazioni che evitino il dilagare del panico e che soprattutto intervenga prontamente. Non e’ una notizia facile da digerire comunque e scoprirlo in solitudine penso abbia effetti psicologici controproducenti.
gennaio 21st, 2009 at 4:08 pm
@Cristina
concordo, è altresì vero che può essere un modo più facile per avvicinare le persone che avrebbero vergogna di andare dal proprio medico. penso che sarebbe utile metterli anche nelle macchine per la distribuzione automatica.
gennaio 21st, 2009 at 4:54 pm
sei sicuro che si debba andare dal medico ? A me pare che si possa fare in ospedale gratuitamente e anonimamente. E poi se una persona si vergogna anche solo a chiedere un test pensa come si può sentire se l’esito e’ positivo. Sicuramente vive giorni successivi più stressanti, che peggiorano la sua salute tra l’altro, che non trovandosi subito seguito da un gruppo di specialisti. Riassumo: se pensassi che non si fa il test perche’ e’ complicato andare dal medico, prenotarlo… eccetera… sarei favorevole al test distribuito in farmacia o meglio ancora con la distribuzione automatica. Ma visto che non e’ complicato e il problema e’ ancora la vergogna meglio non lasciare le persone abbandonate a se stesse al momento del verdetto. Potrebbero aumentare i suicidi, o la reazione potrebbe essere quella di bere e poi fare una corsa in macchina e magari poi si uccide qualcuno… sto esagerando: ma meglio pensare prima agli effetti collaterali di una semplificazione in generale auspicabile.