Una Spina verde col Bisbino (a Como)
12 gennaio 2009 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Lombardia, Parchi | 1672 visite.
Oggi insieme a Luca Gaffuri e ad Angelo Naj Oleari ho presentato a Como un Progetto di Legge. Vorremmo che il Monte Bisbino e la Collina Cardina entrassero nel Parco Spina Verde.
Già nel 2003 il Consiglio Comunale di Como ha approvato una mozione in tal senso, affinchè lo Spina Verde venga ampliato al Cardina. Il Bisbino, un Monte ad alto valore naturalistico, permetterebbe il collegamento al già esistente parco sul versante Svizzero. Possiamo forse essere da meno?
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Qui le slides di presentazione (file .ppt 7 Mb) e Qui il testo del Progetto di Legge
- Il parco, il paninaro e la permacultura
- A Monza, con le Partite Iva
- Facciamo strada allo spettacolo
- L’imputato “Parco” si alzi. Innocente.
- Flessibili e contenti ma invisibili. Ora basta.

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gennaio 14th, 2009 at 7:39 pm
L’estensione di un parco è sempre una bella notizia. Spero che gli enti gestori diventino attori reali di sviluppo sostenibile, e non soli custodi e manutentori del verde.
Credo che gran parte delle insufficienze nella gestione delle oasi protette sia dovuto anche a questo problema, spesso sottavalutato anche dagli ambientalisti, di meno dagli avversari che hanno fatto di tutto in questi anni affinché i parchi fossero invisi alle popolazioni.
febbraio 2nd, 2009 at 9:09 pm
HO TROVATO QUESTO ARTICOLO IN RETE, MA LO HANNO CENSURATO. PERCHE’?? qualcuno sa qualcosa???
Filmano bambini nudi nella piscina in manette organizzazione pedofili recidivi
Loro facevano la doccia dopo la lezione di nuoto nella Piscina comunale di XXXXX, in provincia di XXXX, e quell’uomo era sempre li a guardarli, con uno strano oggetto in mano. finché uno di quei bambini, molto sveglio per l’età, ha pensato che quell’oggetto fosse una telecamera e che stesse riprendendo proprio lui e i suoi amichetti e ha segnalato la cosa al maestro di nuoto con cui aveva appena fatto la lezione.
Da quel momento è scattato l’allarme che ha portato i carabinieri nello spogliatoio, scoprendo quello che speravano fosse solo un sospetto: un uomo di circa trent’anni, XXXXXXXXXX milanese, con precedenti per pedofilia e per violenza sessuale per i quali era già stato condannato e si era fatto qualche anno di carcere e di arresti domiciliari, stava riprendendo i bambini nudi sotto la doccia con una telecamera che al momento dell’arresto ha tentato di nascondere in un armadietto dello spogliatoio della piscina. Immediatamente sono scattate le manette e la successiva perquisizione a casa dell’uomo, a XXXXX, in provincia di XXXXX.
Nel suo appartamento i carabinieri hanno trovato tre mila file sospetti contenuti in un primo computer e altri mille su un secondo PC, oltre a 120 gigabyte di memoria relativa a un hard disk criptato e 46 cd-rom più 48 foto già stampate. Una vera e proprio biblioteca digitale con materiale pedopornografico. Scene innocenti di bambini nudi ma anche raccapriccianti di atti sessuali tra adulti e minorenni. Il sospetto, che dovrà essere verificato dagli accertamenti tecnici disposti dal PM di turno , è che l’uomo scambiasse in rete questo materiale, alimentando il mercato della pedopornografia internazionale.
Il materiale sequestrato in casa infatti rappresenta anche situazioni estranee al contesto dell’uomo e i carabinieri ritengono possibile che sia stato acquistato o scambiato in rete attraverso le bacheche virtuali criptate a cui soltanto i membri di una ristretta comunità riescono ad accedere grazie a password segrete. Accedendo così a vetrine virtuali in cui è possibile scegliere la merce proibita, venduta o messa in comune da altri pedofili da qualsiasi paese del globo.
L’altro fatto agghiacciante è che l’uomo era uno dei responsabili della Piscina, insieme ad XXXXXXXXX, sua complice. XXXXXXXX era solito trovar lavoro, grazie all’intervento della donna con li inquisita presso le piscine comunali proprio per arricchire il proprio archivio pornografico. Il pedofilo, ai carabinieri che lo hanno arrestato, ha semplicemente detto di essere malato e di esserci ricascato. In attesa degli ulteriori sviluppi dell’indagine è stato condotto a San Vittore, ma paradossalmente scarcerato mentre al momento non è stato preso alcun provvedimento nei confronti della XXXXXXX, con cui divideva gli introiti dell’abominevole commercio, che si è dichiarata all’oscuro delle attività illecite dell’amico. Il sequestro eseguito dai carabinieri è uno dei più cospicui effettuati dalle forze dell’ordine a Como e provincia.
febbraio 2nd, 2009 at 11:42 pm
Non so se e perchè l’hanno censurato in rete.
Qui l’ho censurato io perchè:
- Lei non riporta la fonte dell’articolo affinchè io possa verificarla
- Fa i nomi e i cognomi di persone di cui io non so chi siano, se siano stati realmente arrestati, se hanno confessato, se sono stati condannati
- In rete compare quel nome, spesso associato alle parole “nuoto” e “piscina” ma mai associato alla parola “pedofilia”
- In questo articolo non c’entra assolutamente nulla e le lascio il post “censurato” solo per poterle rispondere.
Saluti
Marcello Saponaro
febbraio 11th, 2009 at 11:47 am
ciao
bella notiza,
da poco tempo mi sono trasferito vicino a saronno vado spesso in questa zona ed essendo un appassionato di escursioni e di animali, per passione sto monitorando la distribuzione degli ungualti (cervi in primis, caprioli e cinghiali) proprio nell’area del bisbino.
novembre 8th, 2011 at 11:54 pm
Gentile Marcello,
ripesco questo vecchio suo intervento per chiederle: il progetto non ha poi avuto seguito? Se ne sa qualcosa di più a due anni di distanza? Era una proposta che sentivo particolarmente mia e mi piacerebbe riproporre la questione localmente, non essendo più stata trattata.
La ringrazio e la saluto cordialmente,
Simone.