Evoluzioni e involuzioni H
13 dicembre 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Economia, Energia, Scienza & Tecnica | 383 visite.Luca De Biase racconta l’ultimo Santoro. E che dire che la “difesa” con i dovuti complimenti ai giovani ricercatori del Politecnico sia dovuta arrivare solo in fine trasmissione da Roberto Castelli…
L’involuzione di Santoro
Nel corso della puntata di AnnoZero di ieri dedicata alla crisi dell’auto, Michele Santoro non ha fatto una gran figura. La scena peggiore è stata quella in cui Santoro ha assurdamente preso in giro i risultati di una ricerca del Politecnico relativi alla progettazione di un’auto a idrogeno: Santoro si è messo a scherzare sulla forma del prototipo, a suo dire scomoda, e non ha prestato minimamente ascolto alla descrizione delle prestazioni in termini di risparmio energetico straordinariamente efficienti che i ricercatori erano riusciti a ottenere.
Forse Santoro è perfettamente al corrente del fatto che l’idrogeno non è ancora una soluzione importante, visto che l’energia che serve per produrlo è ancora eccessiva. E per questo non ha dato molta importanza al prototipo. Ma allora Santoro sa anche che il lavoro di ricerca che si sta facendo in questo settore potrebbe anche ridurre il costo energetico per produrre l’idrogeno e quindi prima o poi rendere i prototipi di auto a idrogeno più rilevanti.
Dunque, il modo in cui Santoro ha trattato i ricercatori di Torino non è dovuto a questa analisi tecnica del prototipo. E’ dovuto a una scelta politica. Per lui, che distrattamente rispetta ancora gli operai, che maltratta il parafarmacista, che prende le distanze dall’imprenditore, il futuro è una lotta politica e mediatica. Niente di più.
In questo senso, Santoro è involuzione. E contribuisce all’involuzione. La funzione dei ricercatori italiani, spesso mal pagati, spesso appassionati, spesso bravissimi, è strategica e fondamentale per ogni possibilità di sviluppo del paese nell’economia della conoscenza. Certo, ci vuole anche l’ecosistema: le imprese capaci di valorizzare la ricerca, le banche e gli enti pubblici che la finanziano, le università che la realizzano correttamente. Ma ci vuole anche la consapevolezza della società: che dipende in parte dalla capacità dei media di raccontare la bravura, il ruolo e talvolta l’eroismo dei ricercatori. Comportandosi come si è comportato ieri, secondo me, Santoro non contribuisce al racconto e alla costruzione di questo futuro.
- Capodanno sul tetto
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dicembre 14th, 2008 at 12:30 pm
l’involuzione mi sembra di de biase.
santoro che determina il pensiero delle persone? ancora con questa idea del leader che guida le masse?
santoro dice delle cose. poi come de biase si è fatto un’idea, così lo faranno anche gli altri. o de biase pensa di essere il depositario esclusivo della capacità di valutare ciò che viene detto?
sul tema, i ricercatori bravi mediamente non sono in italia. e se per accidenti del destino sono rimasti, alla prima occasione se ne vanno. come immagino sarà per questi bravissimi ragazzi.
perché non è un problema di finanziaria, di governo buono o cattivo, ma di tessuto economico.
con buona pace degli statalisti.
dicembre 15th, 2008 at 1:36 am
Io non ho avuto la percezione che Santoro svilisse quei ricercatori con quella battuta, l’ho trovata fuori luogo, come spesso il registro delle trasmissioni di questi ultimi anni. Se il valore di quelle scoperte e applicazioni fosse stato negativo credo che non gli sarebbe stato dedicato quello spazio. Sono d’accordo che in studio a Roma solo il sottosegretario ingegnere, non dimenticando il giornalista a Torino, hanno elogiato il lavoro del team del Politecnico.
Io ho nostaglia dei Mobies (epoca Mediaset) e degli Sciusà (dopo il ritorno in Rai prima dell’editto bulgaro), i reportage dell’equipe che da anni collabora con Santoro, erano prodotti molto bene e trattavano argomenti originali, credo che li abbiano chiusi per troppi costi e poca produttività, anche se non ho visto alcuno difenderli.