Partiti del nord, federalismo necessario

6 dicembre 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Federalismo, Lombardia, politica, Riforma della Politica, verdi | 537 visite.

Prima che fosse troppo tardi sostenevo che i Verdi in Lombardia dovessero fare un partito autonomo federato. Come la CSU in Germania scrivevo e dicevo. Il motivo? Due anni fa i numeri dei Verdi erano questi: circa 30mila iscritti in Italia, di cui 8mila circa in Campania, e 6mila nel Lazio. Numeri che non hanno rapporto con la società, con la popolazione, con l’economia e, ritengo, neppure con la migliore politica.
E’ inutile prendersi in giro. Le regioni italiane sono diverse non solo per freddi indicatori economici e sociali ma anche per la cultura prodotta dalla storia di quei e questi luoghi. Mi riferisco agli ultimi duecento anni di storia, almeno. E questi duecento anni non si cancellano con una riforma, una legge o un regolamento.
Oggi al Sud non c’è solo un’economia molto più statale e statalista di quella del nord, c’è anche un’aspettativa da parte del cittadino nei confronti dello Stato, della politica e dei partiti assai differente: ancora troppo spesso fondata su quello scambio tessera-lavoro che al nord s’è perso con la liberazione e il successivo sviluppo. Salvo che negli alti gradi di Ospedali, Asl ed enti pubblici vari, ovviamente.
Al Sud, quindi, c’è una naturale, maggiore, propensione all’iscrizione ai partiti. A qualunque di questi. E ciò non è un bene per i partiti. Non lo era e non lo è per i Verdi, esattamente quanto non lo era per i DS nel 2007. Non conosco ancora i numeri degli iscritti del PD.
Allo stesso modo non era un bene (e lo scrissi nel luglio del 2007) il sistema maggioritario uninominale perchè nel centro sinistra produceva Gruppi parlamentari meridionali.
Quindi serve il federalismo nei partiti. Serve almeno quanto serve all’Italia. Serve per tornare a vincere. Non per allearsi con chi fino ad oggi ha vinto proponendo valori e programmi spesso opposti ai nostri.

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8 Responses to “Partiti del nord, federalismo necessario”

  1. beberebozo Says:

    Aggiungo a questo l’appello del Presidente Napolitano: “Bisogna reagire all’ ‘impoverimento culturale e morale della politica che e’ sotto gli occhi di tutti”, richiamando gli amministratori di tutto il Sud a procedere ad un profondo rinnovamento e allo stesso tempo a fare una riflessione autocritica sul modo di amministrare la cosa pubblica.
    E’ vero: l’assistenzialismo a prescindere dal merito produce solo clientele e disastri, in qualsiasi democrazia. Ma purtroppo non esistono scorciatoie: non è con il federalismo, con partiti del nord e partiti del sud, che la politica potrà essere riformata. La classe dirigente (?) che abbiamo, rispecchia esattamente quello che siamo. Purtroppo in Italia il processo di decadimento non ha più ragioni politiche, ormai sconfina nell’antropologia.. Che fare?

  2. tulkas84 Says:

    oddio, adesso diventano tutti federalisti per raccatere voti…

  3. Rigitans' Says:

    marcello, io sono federalista convinto nonostante viva a roma. capisco la tua linea e le ragione che portano a ciò..ma a mio avviso fare partiti regionali non so se sia la soluzione. il carattere federale di un partito non basta? serve proprio il partito democratico del nord o i verdi del nord?

    io credo siano piu’ importanti gli dieali, i programmi. al nord basta che i verdi comincino a parlare di federalismo(cosa che gli appartiene)e già attrarrebbero quei consensi a cui stanno ambendo di pietro e chiamparino.

    piuttosto che avere i verdi lumbard, vorrei sentire da ogni federazione regionale proposte specifiche al loro territorio, che otterrebbe gli stessi risultati.

    poi l’argomento si può discutere in tranquillità, ma non mi convince il pd del nord, mentre mi convince un pd federale. stesso ragionamento faccio per i verdi, che hanno bisogno invece di tornare movimento, con demcorazia interna e partecipativa, con umiltà e onestà con coerenza dell agire.

  4. Marcello Saponaro Says:

    Caro Rigitan’s tu non hai provato l’occupazione del potere nei verdi…

  5. Rigitans' Says:

    …e questo è vero.

    quando hai tempo allora spiega con qualche parola la tua proposta.

    p.s.: non a caso nonostante sia un ecologista non abbia ancora la tessera dei verdi…

  6. Gianluca Aiello Says:

    Sono pienamente daccordo con Marcello. Infatti non è solo una questione di proposte e progetti regionali, quelli ci sono e ci saranno sempre. Un partito politico ha uno statuto ed è quello che pone le regole per decidere come e chi deve dare un indirizzo politico a tutto il partito, decidendo anche la priorità e l’importanza dei progetti e delle proposte di sopra.

  7. E. Says:

    il pd del nord federato al pd nazionale non ci sarà perché gli iscritti di quel partito non lo vogliono.

    attribuire agli altri i propri desiderata, e poi meravogliarsi del fatto che – gli altri – non si siano comportati di conseguenza non è segno di grande acume.

    il pd esprime il ceto piccolo impiegatizio che a fine mese riceve cmq lo stipendio e non sa cos’è una partita iva. e se ha meno di 30 anni si sente rappresentata da raciti.

    alle europee ci sarà da ridere.

  8. D.P. Says:

    Anche io attendo le Europee, in tempi non sospetti ho fatto una previsione per qualcuno azzardata, come per le politiche sull’Arcobaleno. I fatti sono davanti agli occhi delle persone. Da anni sento dire a tutti, Formigoni compreso, che servirebbe un modello come quello bavarese, che peraltro alle ultime regionali ha mostrato qualche cedimento.
    Il Nord vive diversamente da anni, si è accorto che l’inferno neoliberale dà anche opportunità. Vorrebbe, forse, una semplificazione per gli adempimenti di ogni genere; infrastrutture di trasporto e delle informazioni funzionanti, meglio se avanzate; e una welfare society dei servizi per le microimprese e gli autoimprenditori, ma anche famiglie e single. Quello che a mio modo di pensare è che manca la considerazione dell’ambiente come risorsa, per il resto la modernità occidentale vi è tutta, manca solo la mia fissazione, che è tanta parte della nostra Europa e del Nordamerica, contraddizioni comprese.

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