La decrescita infelice del web in Italia (mediani verso il basso)

5 dicembre 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Digital divide, Innovazione, Società | 395 visite.

Leggo da Luca che sno stati pubblicati i dati sull’utilizzo di Internet da parte delle famiglie europee.
Si legge una sensibile crescita dal 2007, in media il 6%, con un range di utlizzo tra il 25% della Bulgaria e l’86% dell’Olanda.
Tutte le nazioni crescono, Tutte tranne l’Italia, inchiodata in una poco lusinghiera metà classifica perde un punto percentuale e passa dal 43 al 42%.
Non è il punto percentuale in meno che mi preoccupa. Mi preoccupano i “vicini” (Cipro, Portogallo, Polonia, Repubblica Ceca…) e i “lontani” (Germania, Francia, Inghilterra, Svezia…).
E’ evidente che il web non e’ considerato un bene primario nel nostro Paese, nonostante sia diventato un importante driver per l’innovazione e per l’economia. E siamo in controtendenza rispetto all’Europa più moderna. E invece di preoccuparci di questo, parliamo e litighiamo e consumiamo “inchiostro” su Villari, Alfano, l’Iva di Sky.
Dovremmo leggere il bel post di Federico, un animatore intelligente del web italiano in questi anni.
Federico lascia l’Italia, perchè è giovane, capace e non trova motivi sufficienti per rimanere. Va alla ventura, come capitava tanti anni fa.
Beh un sorriso da parte mia e un sincero in bocca al lupo :-)

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2 Responses to “La decrescita infelice del web in Italia (mediani verso il basso)”

  1. Federico Fasce Says:

    Marcello, grazie per i complimenti :)
    Solo una puntualizzazione. Al di là della mia delusione e di un certo pessimismo riguardo alle sorti del paese, tengo a dire che la mia partenza, per ora, è tutto meno che definitiva. Il mese fuori (che per fortuna riesco a permettermi) mi servirà in primis per vedere le cose da un punto di vista differente, e per capire se le idee che ho tirato fuori in questi anni possano valere qualcosa.

    È una decisione che probabilmente avrei preso al di là della situazione che vedo nel paese, ma che di certo è stat da questa situazione alimentata e rinforzata.

    Poi, va da sé che se in quel mese dovesse concretizzarsi qualcosa, il mio ritorno sarebbe più difficile.

    Grazie ancora della citazione.

  2. simone di leo Says:

    Il mio parere di “piccolo addetto ai lavori”: il grosso impedimento alla diffusione delle tecnologie, e ancora più a quello dell’emancipazione che da esse può derivare, sono i gestori ed il regime di duopolio-cartello che vige (e i politicanti connessi).

    Per lo stesso motivo strumenti come Wimax e smartphone subiscono battute di arresto gia sul nascere.
    Provate a pensare alla situazione che qualche anno fa, 2000-2001, si presentava con l’arrivo della banda larga, infrastruttura che ancora oggi non ha la penetrazione adeguata.

    Provate a pensare alle famigliole delle pubblicità di nonna telecom e co., raffigurate come felici isole di ignoranza digitale che chiamano “Internet” un browsrer e “chiavetta” un dispositivo per vedere film in digitale su un monitor da 14 pollici.

    Questa non è la cultura cui si accede attraverso uno strumento: si tratta solo di consumo attraverso gadgets.

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