I diritti di Pachamama

Tanti anni fa il Comandante Jacques-Yves Cousteau propose al mondo l’adozione della Carta dei diritti delle generazioni future. Milioni di firme furono raccolte nel mondo e l’ONU ne discusse. Forse anche da quella petizione, che in Italia condussi anch’io insieme a VAS e a Green Cross Italia, nacquero embrionalmente le successive norme internazionali e i protocolli per la riduzione dei gas serra.
Oggi grazie a Davide Sapienza scopro che lo scorso 28 settembre, grazie a un referendum popolare confermativo, l’Ecuador, la nazione che ospita le Galapagos, ha proclamato i diritti della natura nella propria carta costituzionale. Ciò è stato possibile grazie a “uomini di buona volontà e ad un fondo legale americano, il Community Environmental Legal Defense Fund”.
E’ un’innovazione che farà discutere giuristi, costituzionalisti e politici. Cominciamo anche qui?
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Da Rasoterra riporto il primo dei cinque articoli in difesa e in diritto di Pachamama.
Art. 1. La Natura, o Pachamama, dove la vita si riproduce ed esiste, ha il diritto di esistere, persistere, mantenere e rigenerare i propri cicli vitali, la propria struttura, le proprie funzioni ed i propri processi in seno all’evoluzione. Ogni persona, popolo, comunità o nazione, avrà la facoltà di chiedere il riconoscimento dei diritti della natura davanti agli organismi pubblici. L’applicazione e l’interpretazione di questi diritti seguirà i principi relativi sanciti dalla Costituzione.
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