La sinistra di Giavazzi

Grazie a Pia Locatelli, l’economista Francesco Giavazzi ieri è stato a Bergamo per parlare della crisi mondiale e di ciò che dobbiamo fare per uscirne più velocemente possibile. Nella sala della Borsa Merci ha detto più o meno questo: oggi i sindacati dovrebbero scendere in piazza per chiedere welfare per tutti non solo per tutelare alcuni. Giavazzi ha rivendicato ammortizzatori per i lavoratori flessibili, per i disoccupati, per i giovani. Sempre più lavoratori sono senza welfare, sempre meno sono iper garantiti.
L’universalità dei diritti, dunque. Non dovrebbe essere questo a caratterizzare la sinistra?
E allora è più di sinistra Francesco Giavazzi che vuole un “salario minimo” e un nuovo contratto per tutti oppure Paolo Ferrero che scende in piazza per mantenere privilegi pensionistici e tutele per alcuni dei lavoratori delle sole aziende con più di quindici dipendenti?
Ha detto molte altre cose, ovviamente. A cominciare dalla necessità di ridurre il costo del lavoro per sostenere i consumi e della priorità di questo rispetto al Ponte sullo stretto di Messina. Ha parlato contro i dazi ricordando come furono proprio questi a peggiorare la crisi del ‘29. Ha speso molte parole per salvare le poche liberalizzazioni che riuscimmo a conquistare con il Governo Prodi.
Ha riscritto il programma di una sinistra che può vincere. Anche in Italia. Tra un po’…

Link correlati:
- Dazi o standard di qualità
- E’ crisi anche a Bergamo?
- Le polveri “ci ammalano”. E’ colpa del “facciotuttismo”.
- La crisi, la crisi del tessile, Bergamo, il mondo
- Siamo tutti freelance


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!


Leave a Reply