L’architettura multilevel della governance sussidiaria di sostegno alle reti regionali aggregate per politiche di sviluppo e poi il primato della persona… cioè, lasciateci inquinare.
26 ottobre 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Ecologia, Formigoni, Innovazione, Lombardia, Ridiamoci sopra, politica | 51 visite.Leggere attentamente:
“L’impresa che non si può lasciare a metà, per Formigoni, è dunque l’edificazione di una governance multilevel, cioè l’architettura di livelli diversi e coordinati di governo in Europa, <<fondata sulla sussidiarietà, cioè sia sullo spazio riconosciuto ai livelli di governo più vicini ai cittadini, sia sul primato della persona e della società civile>>”
(…)”Positivo è, per esempio, l’incoraggiamento e il sostegno alle molte reti regionali aggregate attorno alle politiche di sviluppo”
“Non altrettanto <<la pretesa uniformità di certe direttive, penso ad esempio a quelle sulla qualità dell’aria, che proprio per la peculiarità di molte aree europee, richiedono soluzioni condivise ma differenziate a seconda dei territori>>”
(Roberto Formigoni su Lombardia Notizie, 24 ott 2008)
Prima riflessione: se un politico parlasse così in qualunque altra nazione civile, lo manderebbero a fare il venditore multilevel senza governance…
Seconda riflessione: se un politico dicesse così spudoratamente che l’Europa non deve impicciarsi di quanto inquina la Lombardia, lo manderebbero a fare il venditore mono, bi o multilevel di scarti chimici.
Ma siamo qui, dove se leggi Inquinamento, vuol dire che sei in Lombardia.
- L’altra metà del cielo
- Ma non c’erano le quote rosa?
- De Gregorio no limits?
- Vota vota che ti passa
- I filtri di Formigoni


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ottobre 26th, 2008 at 5:18 pm
In Lombardia avremmo potuto investire nelle basse emissioni, avremmo potuto attivare ricerca, industria, agricoltura, servizi, innovazione tecnologica, turismo commerciale, oltre che magari risparmiare costi sanitari. Un problema serio sarebbe potuto diventare un’opportunità, come spesso succede.
La California lo fa da trent’anni, e qualcosa da imparare da questa esperienza lo abbiamo senz’altro.
Invece ci siamo limitati a introdurre con timidezza provvedimenti che sapevamo in partenza che per la situazione meteoclimatica avrebbero avuto esiti limitati.
Adesso si invochano federalismo e sussidiarietà per non fare.
Un claim, gli slogan delle pubblicità, dei primi anni della giunta regionale diceva “Lombardia. Regione del fare”.
Per la qualità dell’aria stiamo ancora aspettando, purtroppo.
ottobre 27th, 2008 at 5:29 pm
[...] ce l’ha con gli spot “fumosi” della regione Lombardia. Ed ha ragione. E’ facile fare spot, un po’ meno risolvere i [...]