Bit & Bio (week end tra bioagricoltura sociale e software libero)

24 ottobre 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Agro...etc, Digital divide, Libertà, Lombardia, OS, Società | 806 visite.

Domani mattina sono alla Cooperativa Aretè di Torre Boldone. Si parla della “bioagricoltura sociale“, quella “buona, giusta e solidale”. Ma dovrò scappare poco dopo a Cinisello Balsamo per il Linux Day. Qui è l’associazione Lifos a organizzarlo.
Sempre Linux Day domenica mattina a Milano, grazie a Openlabs.
E’ bello partecipare al Linux day sapendo che la Sardegna porta avanti ciò che da anni propongo in Lombardia e che il Presidente della Repubblica ci benedice. I tempi cambiano. Cambierà anche la Regione Lombardia…

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da L’Eco di Bergamo del 24.10.2008

Bioagricoltura sociale Convegno a Torre Boldone

Torre Boldone La bioagricoltura sociale – «buona, giusta e solidale», la definiscono i promotori – prende sempre più piede anche in Bergamasca, dove sono quattro le realtà entrate nella rete regionale dell’Aiab (Associazione italiana agricoltura biologica Lombardia). Si tratta della cooperativa sociale «Aretè» di Torre Boldone, dell’«Al del mans» di Serina , de «Le cinque pertiche» di Fara Olivana con Sola e di «Oikos» di Villa d’Almè (queste quattro cooperative si erano già riunite nel 2004 sotto il marchio Orto Sociale, progetto con Areté capofila). Qui il reinserimento lavorativo e sociale di ex tossicodipendenti, ex detenuti o persone con disagio psichico passa attraverso la produzione di ortaggi biologici, vino e grappa, lavori di giardinaggio. Decine i soggetti svantaggiati impegnati. Se ne parlerà domani (dalle 9,30 alla Casa dei ragazzi di via Imotorre 26 a Torre Boldone) in un convegno promosso proprio dall’Aiab. Interverranno il presidente nazionale dell’Aiab Andrea Ferrante, quello regionale Stefano Frisoli e il consigliere regionale dei Verdi Marcello Saponaro.
«Fare agricoltura sociale significa coltivare non solo la terra, ma anche il benessere fisico e psichico delle persone svantaggiate, i legami sociali e il rapporto col territorio», spiegano i rappresentanti dell’Aiab, che illustreranno il progetto di costruzione di una rete di fattorie sociali e la proposta del marchio qualità-lavoro. Verranno inoltre presentate le esperienze della cooperativa sociale Areté e della Cascina Nibai del Milanese. Areté dal 1987 svolge attività di inserimento lavorativo di detenuti in regime di semilibertà o in affido ai servizi sociali e di soggetti con disagio psicosociale. Le attività prevalenti sono la produzione di ortaggi biologici su un terreno di cinque ettari, e la commercializzazione. Sono circa venti le persone impiegate (tra collaboratori e assunti) e più di venti le borse lavoro.

Be. Ra.

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5 Responses to “Bit & Bio (week end tra bioagricoltura sociale e software libero)”

  1. luigi Says:

    ma quando ti riposi?:-)

  2. marcello saponaro Says:

    Ehhhh
    ma erano impegni irrinunciabili… Aretè e le altre cooperative bergamasche che hanno organizzato il convegno sono splendide realtà da sostenere e far crescere.
    E al linux day trovi l’avanguardia per la libertà del futuro…
    Riposerò settimana prossima (spero).
    ciao

  3. Pol.sco. Says:

    Manco facesse il minatore…

  4. D.P. Says:

    Le emissioni, le emissioni :-)

  5. marcello saponaro Says:

    @Pol.sco.

    giusto…

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