Consigli per la buona agricoltura

21 ottobre 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Agro...etc, Lombardia, Ogm, Salute, Scienza & Tecnica | 22 visite.

Non si può dire che il Consiglio Regionale non abbia compreso l’importanza di parlare di agricoltura e ogm in Lombardia. Oggi sul tappeto ci sono due mozioni: una “Ogm Free” e una no. La Lega le ha firmate entrambe, Forza Italia nessuna.
I favorevoli all’agricoltura Ogm ci dicono: “siete contrari alla scienza e alla ricerca”.
Non scherziamo. La ricerca scientifica è regolata dalla legge nazionale, sono già stati definiti i luoghi dove potrà essere svolta anche in “campo aperto” e i soggetti che potranno effettuarla, gli Istituti di Cerealicoltura. Mancano – per fare scienza e ricerca – i protocolli di sicurezza. Sono sul tavolo del Ministro Zaia.
Serve ricerca scientifica, certo. Anzi, ne serve di più. Ne serve ad ampio respiro, non solo per investigare le “qualità” organolettiche della modifica genetica che si vuole indurre ma anche per capire quali conseguenze queste avrebbero sulle altre coltivazioni, sull’ambiente e sull’uomo.
Le mozioni sono state rinviate di un’altra settimana. La mozione di “maggioranza” (Lega, An e Udc) non è accettabile, punta alla “coesistenza”: ciò che in Lombardia al momento non è sicura, non è possibile e non è utile economicamente.
Una settimana di tempo per trovare un testo condiviso e unitario. La mia firma ci sarà se ci sarà la volontà del Consiglio Regionale di tutelare i consumatori e le aziende agricole lombarde e la loro capacità di produrre cibo di qualità e di esportarlo.

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2 Responses to “Consigli per la buona agricoltura”

  1. Marcutio Says:

    Ciao Marcello… mi piacerebbe che dicessi una tua opinione sul dibattito che si era aperto tra me e Dario sul post di settimana scorsa….assolutmaente a tema con le considerazioni che fai oggi..

    Mi auguro che riusciate a trovare una giusta sintesi, libera da preconcetti o informazioni partigiane, per portare la Lombardia a un livello che spero di avanguardia, almeno nel nostro piccolo.

    Già che ci sono, visto che citi gli Istituti di Cerealicoltura, potrebbero esserci novità anche su quello tra Bergamo e Stezzano?

  2. D.P. Says:

    Perché non facciamo come la Toscana che riduce il bollo per le auto a minore impatto ambientale.
    Perché non facciamo in un problema assai complicato una risorsa. E’ certo che le forti antropizzazioni, urbanizzazioni, industrializzazioni, motorizzazioni…unite alla posizione climatica che non favorisce il ricambio d’aria moltiplica le complicazioni.
    E’ altresì vero che se spingessimo in ricerca nei settori dell’efficienza energetica; della mobilità, compresa l’infomobilità e senza remore per nuove infrastrutture stradali e ferroviarie; della raccolta differenziata-riduzione dei rifiuti; dell’agricoltura di qualità; delle infrastrutture immateriali, e azzardo anche turismo diffuso e cultura, potremmo diventare esempi e creare ricchezza, diretta e indiretta.
    La California venticinque anni fa aveva una situazione ambientale peggiore e non esportava tecnologie. Oggi, invece, ha invertito la tendenza e importa ricercatori da tutto il mondo…
    Sono fatti non pugnette.

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