Liberi da OGM. Martedì si vota (finalmente) in Consiglio Regionale
11 ottobre 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Agro...etc, consumatori, Lombardia, Ogm | 2821 visite.
Martedì 14 ottobre in Consiglio Regionale si votano alcune mozioni. Tra queste quella per dichiarare il territorio lombardo libero da Organismi geneticamente modificati di cui sono il primo di 20 firmatari di quasi tutti i gruppi: Verdi, PD, UDC, Lega Nord, Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Pensionati, AN, Cristiano Federalisti.
La mozione dice cose molto semplici che solo la propaganda di alcune piccole potenti lobby non vuole vedere: la coesistenza tra agricoltura tradizionale e OGM, in un territorio come quello lombardo, non è possibile. Non siamo l’Argentina, non siamo la California. Siamo troppo piccoli, non c’è spazio per le aree “cuscinetto”, per la separazione delle filiere produttive, per evitare l’inquinamento genetico.
E poi, qual è il petrolio italiano? La qualità! La qualità dei nostri prodotti, il legame con la terra e il territorio, le tante certificazioni. Questo esportiamo nel mondo.
Possiamo pensare di competere sulla quantità di mais e di soia?
Qui la mozione presentata.
I firmatari: Marcello Saponaro (Verdi), Gianfranco Concordati (PD), Silvia Ferretto Clementi (Capogruppo Misto), Giancarlo Quadrini (Capogruppo UDC), Giuseppe Civati (PD), Francesco Prina (PD), Carlo Spreafico (PD), Mario Agostinelli (Capogruppo PRC), Carlo Monguzzi (Capogruppo Verdi), Alessandro Cè (Cristiani Federalisti), Stefano Zamponi (Capogruppo IDV), Marco Cipriano (Sinistra Democratica), Osvaldo Squassina (PRC), Arturo Squassina (Capogruppo Sinistra Democratica), Luciano Muhlbauer (PRC), Elisabetta Fatuzzo (Capogruppo Partito Pensionati), Bebo Storti (Capogruppo PDCI), Stefano Galli (Capogruppo Lega Nord), Monica Rizzi (Lega Nord), Carlo Maccari (AN)
Link correlati: Coalizione Liberi da Ogm, Fondazione per i diritti genetici, Coldiretti, Cia, Coop, Vas, Legambiente, Aiab, CNA e tanti altri…
- Ogni tanto la fa giusta. ‘sta volta è pure larga.
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ottobre 12th, 2008 at 9:19 am
[...] Marcello Saponaro annuncia il voto in Consiglio Regionale lombardo di una mozione per dichiarare il territorio lombardo libero da Organismi geneticamente modificati: [...]
ottobre 12th, 2008 at 10:23 am
ai radicali bisogna far capire che sugli ogm deve esserci ricerca, studio, ma pubblico, e non la speculazione delle multinazionali che stanno distruggendo la natura. un giorno ci ritroveremo schiavi delle multinazionali che brevetteranno cellule per trapianti e operazioni e diventeremo servi di certe aziende perchè abbiamo nel nostro corpo dei”loro prodotti”. ci rendiamo conto dei rischi dic erte politiche viste in un ottica piu’ ampia? spero di si…saluti ecologisti
p.s.:sono candidato a redattore di kilombo
ottobre 12th, 2008 at 10:27 am
@Rigitan’s
si, lo so. Letizia mi ha già inviato l’ordine di servizio….
ottobre 12th, 2008 at 5:13 pm
A me poco importa di avere gli ogm in Italia
Ciò a cui tengo sono gli ogm nei Paesi del Terzo mondo per salvare milioni di persone dalla morte per fame
Qui e adesso
ottobre 12th, 2008 at 5:39 pm
@Rigitan: difficile fare ricerca pubblica in italia quando di fatto verdi, AN, leghisti etc hanno vietato la sperimentazione in campo aperto e tagliato ogni finanziamento per la ricerca in laboratorio (che non sia quella per la “rivelazione” di ogm)
la cosa buffa è che noi non possiamo sviluppare i nostri (ci sono varie scoperte pubbliche italiane in questo campo ferme per mancanza di autorizzazioni) ma siamo comunque costretti ad acquistare mangimi ogm (soia e mais) perchè la nostra produzione DOP di punta (prosciutto di parma, san daniele, parmigiano e grana) ha bisogno di acquistare mangime dall’estero e lo fa da nazioni che non segregano la soia ogm da quella non ogm (Argentina, USA, brasine, canada….)
ottobre 12th, 2008 at 5:56 pm
beh, allora è forse meglio far finta di nulla? se si è sbagliato si paga pegno e si cambia rotta. ma bisogna pensare a livello globale, non è solo una questione di parmigiano e prosciutto di san daniele…ci sono contadini che si ammazzazno eprchè devono pagare i debiti perchè hanno seminato ogm invece che naturale. gli ogmi distruggono le sementi naturali, e gli ogm sono marchiati. un giorno la natura sarà proprietà privata, se un giorno ci sarà ancora l uomo sulla terra…
ottobre 12th, 2008 at 8:18 pm
@Rigitans: guarda, sono convinto che non mi crederai, ma molte delle cose che hai detto (distruggono le sementi “naturali”, la natura sarà privata etc..) sono o scientificamente false o prive di senso
il fatto è che c’è in italia (ma non solo) una MAREA di disinformazione sugli ogm. Molti pensano ad esempio che siano sterili (falso), che sia davvero esistita la fragola-pesce (falso), e robe così.
Fino a quando non si farà piazza pulita di tutte le stupidaggini che si sentono sugli ogm (e la colpa non è solo degli ambientalisti ideologici, intendiamoci, ma anche degli uffici stampa delle multinazionali) non si potrà avviare un dibattito serio sugli ogm.
Dario
p.s. anche la storia dei suicidi indiani è falsa. o meglio, i suicidi ci sono purtroppo, ma non sono dovuti agli ogm.
ottobre 12th, 2008 at 8:23 pm
@pol.sco: dubito che gli ogm attualmente in commercio possano “salvare milioni dalla fame”.
Il motivo è che gli ogm oggi in commercio sono stati pensati per risolvere dei problemi degli agricoltori dei paesi ricchi: meno irrorazioni di erbicidi, meno utilizzi di pesticidi, resistenza a virus (il caso della papaya delle Hawaii) e così via. Sono stati sviluppati, soprattutto dalla ricerca pubblica, decine e decine di altri ogm che *potrebbero* essere di aiuto (non certo risolvere) ai contadini dei paesi poveri (colture resistenti a terreni salini, a pesti particolari, siccità etc….) ma con il clima attuale anti-ogm è difficile che si trovi i soldi per trasformare quegli ogm a prodotti, visto che le regolamentazioni richieste hanno fatto lievitare i costi talmente tanto che ormai nessuna università si può permettere di pagare.
Gli unici ogm, di quelli in commercio, che hanno GIA’ dimostrato (vedi rapporto FAO) di essere utili ai contadini dei paesi poveri sono gli ogm di tipo Bt, per cui non si usano più pesticidi chimici (con grande sollievo sia degli agricoltori che dell’ambiente)
I dati della FAO dimostrano che già circa 9 milioni di contadini dei paesi poveri (Cina soprattutto) stanno beneficiando di questi ogm.
Ma da qui a dire che risolvono la fame nel mondo ce ne passa…
ciao Dario
ottobre 12th, 2008 at 10:14 pm
Alcune risposte, pur notando che le due semplici considerazioni iniziali del post non hanno trovato smentita.
Sulla ricerca. Non mi interessa se la ricerca è pubblica o privata ma se persegue un interesse pubblico oppure no. Il mercato, la consultazione dell’anno scorso con le sue tre milioni di firme e l’Eurobarometro confermano che la volontà dei cittadini europei/italiani è di mangiare OGM-free. A chi serve allora fare ricerca in campo aperto rischiando la contaminazione genetica?
L’impiego di sementi OGM, là dove è consentito NON ha ridotto nè l’impiego di erbicidi nè l’impiego di insetticidi perchè erbe e insetti nel tempo “importano” e sviluppano resistenze.
Per quanto riguarda il fatto che importiamo soia gm, dipende dal fatto che le aziende non sono costrette a scrivere sull’etichetta il tipo di alimentazione degli animali. L’attenzione dei consumatori però è sempre più alta, e le aziende stanno cominciando a fare scelte gm-free anche per i mangimi. L’incontro internazionale che si è tenuto a Bruxelles la scorsa settimana per trovare soluzioni alternative alla soia gm (e che ha visto la partecipazione di tantissime realtà economiche provenienti da tutto il mondo) è un esempio concreto che le cose stanno cambiando.
Non mi pare di aver scritto principi ideologici. Semmai leggo tanta ideologia in alcune affermazioni qui sopra non suffragate da alcuna argomentazione.
Ciao
Marcello
-
qui per approfondire su questo blog http://www.marcellosaponaro.it/blog/tag/ogm/
ottobre 13th, 2008 at 7:32 am
Caro Marcello, ti invito a informarti più a fondo sulla reale portata degli ogm, i pesticidi sono sicuramente diminuiti, e ci sono tonnellate di dati e articoli SERI (non certo le veline di greenpeace
) a dimostrarlo.
Nella letteratura scientifica nessuno lo mette più in dubbio, ed è riportato anche in vari rapporti internazionali, come quello citato della FAO.
Anche la questione della resistenza non è vera, soprattutto messa in termini semplicistici (visto che le resistenze si sviluppano per OGNI tipo di lotta alle pesti, pure quella biologica)
Riguardo a cosa pensano i cittadini: non mi stupisco certo, con tutta la disinformazione che viene fatta in questo campo e pure i messaggi quasi subliminali mentre fai la spesa da Coop
Rinnovo il mio invito, se vi interessa veramente e non fare invece semplice esercizi dialettici e retorici, ad informarvi direttamente dalle fonti, e non dagli articoli dei giornali, che di stupidate ne dicono a iosa
Dario
ottobre 13th, 2008 at 10:13 am
cerco di informarmi il più possibile sugli Ogm, ma continuo a nutrire dubbi su molte delle questioni che sono state toccate in questa discussione.
Riprendo le ultime:
1) i pesticidi sono diminuiti (quali sono gli articoli seri in cui posso leggere dati aggiornati? Da quanto ne so, solo qualche giorno fa gli apicoltori argentini hanno lamentato la diminuzione della produzione di miele, dovuta all’uso di erbicidi nelle monocolture di soia che ha ridotto la biodiversità. L’Argentina è il terzo produttore di soia transgenica dopo USA e Canada).
2) la resistenza delle infestanti e degli insetti non è aumentata (eppure sono le stesse multinazionali a costringere gli agricoltori che usano semi gm a dedicare una parte del campo alle colture convenzionali, per diminuire la pressione nella selezione di specie resistenti. questo non si legge sulle ricerche serie ma nei contratti che le aziende stipulano con gli agricoltori)
3) gli Ogm possono contribuire a risolvere problemi nel Sud del mondo (il rapporto dell’IAASTD del 2008 elaborato da circa 400 scienziati e sostenuto da FAO, GEF, UNDP, UNEP, UNESCO, WHO, banca mondiale, non sembra sostenere questo punto di vista: per migliorare la produzione di cibo bisogna restituire un ruolo alla comunità, al lavoro contadino, agli input locali e naturali e non continuare a sostenere un modello industriale che ha fatto danni all’ambiente e alla società. Croplife, il gruppo internazionale che rappresenta gli interessi delle multinazionali biotech ha espresso, ovviamente, disappunto per questi risultati: vedi http://www.croplife.org)
ottobre 13th, 2008 at 2:50 pm
Simone: punto 1 e 2: in realtà si fa molta confusione tra Erbicidi (quelli NON sono diminuiti) e pesticidi (e quelli SONO diminuiti, specialmente nei paesi poveri. Un *vero* ambientalista non ideologico dovrebbe esserne contento)
Un buon punto di partenza è il rapporto della FAO annuale sullo stato dell’alimentazione e agricoltura nel mondo
http://www.fao.org/docrep/006/Y5160E/Y5160E00.htm
Si intitola “Agricultural Biotechnology Meeting the needs of the poor?”
e la risposta è un sonoro: Si, e lo stanno già facendo (riferendosi agli ogm di tipo Bt, che riducono o eliminano i pesticidi)
se lo leggi trovi spiegato per bene la differenza tra i vari ogm (tra l’altro, mi si consenta di dire che è una tecnica retorica molto utilizzata tra le ong anti-ogm quella di mescolare tutti gli ogm insieme, invece di distinguere caso per caso, e mescolare erbicidi e pesticidi)
Sul mio Blog poi ho scritto vari articoli (tutti con i riferimenti alla letteratura, cosa che quasi sempre manca) riguardo agli ogm, se ti interessa.
Mi si lasci dire ache un’altra cosa, da scienziato italiano: è veramente deprimente sentirsi dire che cosa uno scienziato deve o non deve ricercare. Non ci bastava il Papa, ora anche la politica…..
ottobre 13th, 2008 at 4:00 pm
[...] e di imprese, di cibo e di sviluppo, di Ogm e di interessi lombardi. Domani, come sapete, si voterà la mozione in Consiglio Regionale. Sulla carta dovrebbe essere approvata con i voti di quasi tutto [...]
ottobre 13th, 2008 at 4:37 pm
@bressanini:
- le api stanno morendo, e forse èa nche colpa degli ogm, dico forse, ma il dubbio c’è.
- le piante ogm che dovevano essere piu resistenti nei cofnronti dei parassiti li hanno rafforzati e ora non fungono piu.
ora tu potrai dire che anche queste sono baggianate non constatate dalla scienza,s enza dubbio.
ovviamente la scienza può darci la certezza che gli ogm non influenzano i prodotti naturali, oppure che io posso stare tranquillo nel mangiare prodotti ogm senza avere ripercussioni sulla salute. E PARLO DI SICUREZZA TOTALE.
datemi le GARANZIE SCIENTIFICHE e io taccio. ma datemele.
ottobre 14th, 2008 at 7:23 am
innanzitutto pesticidi è una parola generica che indica indistintamente erbicidi e insetticidi.
quanto poi al fatto che l’uso di questi ultimi sia diminuito, bisognerebbe verificare nel medio periodo (da quanto mi risulta i risultati positivi possono annoverarsi solo nel breve termine. Soprattutto gli Stati Uniti, i primi ad fare uso di Ogm, hanno dovuto fronteggiare problemi di “super-insetti” dopo pochi anni. Con gravi perdite e con l’impossibilità di intervenire con gli strumenti tradizionali. D’altra parte si potrebbe citare il caso della Cina emerso qualche giorno fa: hanno verificato che le colture Bt eliminano gli insetti non solo nei campi Ogm, ma anche nei campi contigui. Bene. Non se lo aspettavano nemmeno gli scienziati. Perchè nessuno sa davvero quali sono le conseguenze dovute all’interazione degli Ogm con il resto dell’ambiente. Quindi, non esulterei. Aspetterei di sapere cosa succede tra qualche anno prima di coltivarli a casa mia. Perchè come ambientalista mi interessa tutelare anche le generazioni future, non ragiono da qui a 6 mesi.
E poi dall’altra parte dell’oceano altri scienziati non sono proprio contenti: uno studio di eco-tossicologia condotto da ricercatori canadesi ha verificato che il mais geneticamente modificato per produrre la proteina Cry1Ab, con funzioni insetticide nei confronti della piralide, è in grado di contaminare un mollusco di acqua dolce. Per dire che non bisogna solo verificare se il gene uccide l’insetto, ma bisognerebbe porsi degli interrogativi un pò più ampi).
Per quanto riguarda cosa deve ricercare uno scienziato sono d’accordo. Dovrebbe essere libero di lavorare senza intralci posti da papa e politica. Il problema è quando lo scienziato vuole imporre alla società un prodotto tecnologico e pretendere che lo mangi (e lo coltivi, ovviamente). Beh, a questo punto possono intervenire nel dibattito tutti quelli che mangiano.
cioè, tutti.
non si tratta di scienza, ma di mercato. dovrebbero essere due cose diverse. io credo.
ottobre 14th, 2008 at 8:32 am
Simona, ma guarda che non è assolutamente vero, non ci sono stati “super-insetti” di nessuna sorta!
E se le proteine Cry dessero problemi allora dovrebbero vietarle anche nell’agricoltura biologica (che come probabilmente sai le usa spargendo direttamente il batterio Bt sulle colture)
Rinnovo il mio invito a informarsi dalle fonti primarie di informazione scientifica, e non sai rapporti farlocchi di ong anti-ogm o ancora peggio dagli articoletti scritti sui giornali.
Di più nei commenti di un blog non posso fare…
Dario
ottobre 14th, 2008 at 9:00 am
Ridateci le patate di Rovetta!
Ahimè, non sono certo ben aggiornato come voi e sugli ogm ho un’opinione ambivalente, un po’ come Polsco.. Da una parte mi va benissimo che si faccia ricerca per trovare il modo di avere piante che possano crescere nel deserto e sfamare le persone di quelle zone (e similari). Nel contempo, come Rigiran, mi preoccupa il fatto che la società tecnologica, mira costantemente a mettere prodotti innovativi sul mercato, ignorando più o meno deliberatamente le conseguenze che la novità introduce, nell’ambiente, come nel mio corpo.
A volte può andare bene… spesso può andare male.
Reputo che nelle cose, finchè si rimane sul generale e non ti toccano, è facile parlarne in termini ‘pratici’ (tanto non sta a te). Poi però quando ti trovi con il problema pratico, per la questione va veramente affrontata seriamente.
A me ha fatto impressione quando parlando con un contadino circa le ‘famose’ patate di Rovetta (ci fanno una sagra a settembre e all’epoca erano molto rinomate in val seriana), in seguito a una malattia che le ha eleminate, ora sono state soppiantate da patate olandesi, le cui sementi devono essere prese ogni 2-3 anni, perchè al terzo raccolto le patate non rendono più. Allora il problema (pur minimamente) mi tange e mi fa riflettere.
Un problema che mi pongo sul No Ogm: E’ possibile tornare indietro?
Si può obbligare chi ha investito in piantagooni no ogm a perdere i propri investimenti?
I campi ogm, non rimangono in qualche modo ‘contaminati’?
Se l’ambiente circostante un campo Ogm è contaminato, al momento in cui reinstallo un campo no ogm, non verrà a sua volta contaminato…
La bonifica può essere un campo di sperimentazione su cui gli scienziati itlaiani potrebbero lavorare oppure no?
ottobre 14th, 2008 at 9:40 am
marcutio: non c’è nulla di “contaminante” in un campo di ogm, questa visione da film dell’horror è il risultato congiunto della disinformazione sparsa da molte organizzazioni ambientaliste insieme a certi comportamenti discutibili delle multinazionali, quindi non c’è nulla da “bonificare”. “Contaminazione” è un termine inventato per incutere paura in chi non ha basi scientifiche per interpretare correttamente la faccenda.
un po’ come quell’altro termine PRIVO DI SENSO SCIENTIFICO ma molto amato dai verdi: l’elettrosmog (ma qui vado troppo OT). E’ il linguaggio usato per forzare una posizione EMOTIVA invece che per informare correttamente
Le patate che citi sono un bellissimo esempio di come potrebbero servire le biotecnologie transgeniche in italia fatte da scienziati italiani: inserendo nelle patate un gene che le rende immuni alla malattia ora potresti ancora mangiarti quelle patate. Una cosa simile è già stata fatta con un prodotto tipico delle hawaii minacciato da un virus: la papaya.
puoi leggere qui se ti interessa
http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/11/07/la-papaya-ogm/
E il problema che citi non è limitato alla patata. Il pomodoro San Marzano ad esempio è praticamente scomparso commercialmente, anche per motivi simili (e in realtà nelle lattine di pomodoro ti comperi quasi sempre un ibrido F1 cinese)
E certe altre colture italiane tipiche per resistere a virus e pesti (ad esempio il melo della valle d’aosta) hanno bisogno di moltissimi trattamenti chimici, che invece verrebbero evitati inserendo dei geni che donano la resistenza
ciao Dario
ottobre 14th, 2008 at 7:17 pm
Ciao Dario.
Condivido i pregi che tu elenchi a favore dell ricerca e l’applicazione degli ogm anche se mi permane un minimo di confusa perplessità di ordine etico.
Mi rassicura e mi auguro che sia vero il discorso sulla contaminazione.
Tuttavia, non entri però nelal questione che a me lascia più raccapricciato, ossia che spesso i frutti di manipolazioni (genetiche e non come gli incroci), danno frutti sterili. Vale per le patate che non si riproducono dopo un paio di cicli, o tanti semi di frutta che compro al mercato e non fa spuntare pianticelle nel mio orto come fanno sistematicamente i frutti che rubo nei campi.
Ciao Marco.
ottobre 15th, 2008 at 8:11 am
@Marcutio:
sgombriamo prima il campo da un mito: gli ogm NON SONO STERILI. Per nulla. Il famigerato “gene terminator” non è MAI stato non solo utilizzato ma neanche messo in pratica, e il brevetto per un suo possibile utilizzo è a nome del dipartimento dell’agricoltura americano, NON della monsanto.
E questo perchè fare semi sterili RISOLVEREBBE alla radice il problema della cosiddetta “contaminazione accidentale”: se i semi sono sterili la convivenza è al 100% assicurata,( con buona pace del tenutario di questo Blog
Le colture che compri, come le patate, non sono sterili, ma sono ibridi. nella prima metà del secolo scorso gli agronomi hanno scoperto che ibridando due varietà pure ottenevano colture migliorate, sotto molti punto di vista. Però dopo una o due generazioni perdono le caratteristiche, perchè non hanno più gli stessi caratteri genetici, e quindi si devono ricomperare ogni anno.
E’ quasi un secolo che gli agricoltori ormai comperano i semi ogni anno! Questa è uno delle obiezioni più ridicole verso gli ogm, fatta da chi probabilmente ha una idea irrealistica di cosa sia l’agricoltura, e si immagina davvero che gli agricoltori moderni salvino i semi per l’ano successivo. Quasi tutti i semi, per quasi tutte le colture, vengono ricomperati ogni anno.
Ed è interessante notare che le aziende biotech che producono ogm producono anche semi normali, quindi i soldi se li prendono ogm o meno.
Ciao Dario
ottobre 15th, 2008 at 6:25 pm
Ciao Dario. Il tuo discorso è molto interessante, specie per un profano come il sottoscritto, verde per inclinazione, fuori dai giochi politici e del movimentismo, ma a cui piacerebbe dare qualcosa inverdire la cultura italiana.
Mi piacerebbe che in questo dibattito a due che stiamo tenendo, magari interferisse MarcelloS visto che io a livello tecnico devo darti tutto buono.
Il discorso che fai su ibridi e ogm, è assolutamente chiaro.
Vorrei però capire, perché un contadino debba per scelta comprare delle semenze, quando in teoria potrebbe andare benissimo avanti con quelle che si produrrebbe da solo.
Va da sé che un motivo può essere il fatto che magari spendendo 1 prendo 3, anziché spendere 0 e prendere forse 1. Ma il motivo per cui si possa far fatica a recuperare patate normali che si riproducano normalmente mi è ignoto. O forse il sospetto che potrei avere sarebbe imbarazzantemente raccapricciante.
Come dici chiaramente “Ed è interessante notare che le aziende biotech che producono ogm producono anche semi normali, quindi i soldi se li prendono ogm o meno”, forse allora il problema vero di tutto questo dibattito è se tali aziende, non stiano di fatto progressivamente monopolizzando il mercato, riducendo la biodiversità, in un modo o nell’altro. Sono forse uno di quei malpensanti che non si stupirebbe se certi virus, o flagelli, siano introdotti nel mondo siano introdotti dalle stesse aziende chimiche/farmaceutiche che poi offrono l’antidoto o la medicina. Eliminando le concorrenze naturali dei loro prodotti, si stabilirebbe di fatto un monopolio…
Vabbè, lasciando perdere le speculazioni complottiste da fantathriller che io amo tanto:
Io sono a favore delle nuove tecnologie, quando possono portare a un miglioramento nella condizione dell’uomo.
Purtroppo però converrai che storicamente la tecnologia e lo sviluppo tecnologico si sono asserviti sempre in primo luogo a uno sfruttamento economico, un capitalismo spesso sfrenato, privo di scrupoli, che raramente si è curato a priori dei danni che ogni tecnologia avrebbe potuto arrecare, specie con un utilizzo massivo. E quando una tecnologia è utilizzata in modo massivo, è quasi impossibile tornare indietro. Pensiamo al motore a scoppio che smetteremo di usare solo quando non ci sarà più petrolio o interverranno nuove ed economicamente più sfruttabili tecnologie, e non certo perché le emissioni ci bucano i polmoni.
Detto ciò mi piacerebbe veramente vedere un serio confronto per sfatare reciprocamente miti e contromiti che oppongono almeno apparentemente tecnologia ed ecologismo.
Ciao Marco.
ottobre 15th, 2008 at 9:35 pm
Marcutio: sono di fretta oggi (sorry), ti rispondo solo su questo:
“perché un contadino debba per scelta comprare delle semenze, quando in teoria potrebbe andare benissimo avanti con quelle che si produrrebbe da solo.”
perchè ogni anno le aziende sementiere sviluppano e migliorano nuovi semi, che magari hanno più rese, o sono più resistenti, o altro (pensa ad esempio ai pomodori di pachino: tutti i semi vengono prodotti da una azienda biotech israeliana, i contadini li ricomperano ogni hanno e sono ben contenti di farlo)
Potrebbero i contadini andare avanti con i vecchi semi? Certamente. Se non lo fanno non è cerco colpa delle “cattive multinazionali”, visto che nessuno li obbliga ad acquistare i semi (e questo vale anche per i paesi poveri: ovunque si sia lasciata la scelta i contadini hanno potuto scegliere se seminare ogm o meno).
Perchè non lo fanno allora? perchè tu non ti trovi più le patate? Ma perchè tu (tu generico
) non sei disposto a pagare quelle patate magari il doppio delle patate da supermercato, e quindi mandi un “segnale economico” al contadino che inizierà a piantare semi con maggior resa e meno gusto.
Non sono solo le industrie sementiere ad aver impoverito la biodiversità: sono anche i consumatori che troppo spesso parlano di salvare vecchie varietà ma quando poi devono sborsare il doppio del prezzo non lo fanno.
In altri casi invece le varietà sono sparite per eventi naturali, come malattie. E’ successo con le banane Gros Michael negli anni ’50, è successo con il castagno in america e così via.
ciao Dario
ottobre 16th, 2008 at 12:36 am
Ciao Dario.
Condivido quello che dici.
Restano forse alcuni appunti: in primo luogo è abbastanza semplicistico lasciare tutto al mercato, senza controlli sulla qualità effettiva dei prodotti, basandosi solo sulla competitività economica degli stessi.
Il consumatore spesso sceglie solo per il prezzo, ma spesso non sa quale sia la differenza tra i prodotti…
Io non so distinguere un sapore da un altro, perchè ormai ci sono cresciuto nell’epoca delle ‘contaminazioni-ibride’, i miei distinguono una patata ruspante da quella del supermercato…
Quindi probabilmente se vado all’Esselunga, compro le patate in offerta, perchè non so se quelle più care hanno una vera qualità, un’altro sapore. Faccio fatica a percepirlo. Magari sono solo di marca, o ci mettono più silicio.
Questione di (dis)educazione personale al riconoscimento dei sapori. Tuttavia non vorrei che i miei figli, non conoscano altro che le insipide patate economiche, perchè le altre sono sparite in quanto non competitive sul mercato.
Forse basterebbe essere consumatori più attenti ma temo che non basti, nell’era della disattenzione televisiva.
Forse occorre rivedere il sistema di distribuzione e presentazione dei prodotti. Francamente non so come. (Marcello? idee?).
ciao Marco.
novembre 27th, 2008 at 12:37 pm
Il Sig.Bressanini è libero di fare le sue propagande ma dovrebbe tener presente questo (insieme a tutti i sostenitori del cibo-mostro): non siamo tutti acritici, disinformati e boccaloni. Anche senza essere scienziati. Un’alimentazione fatta di materie prime “create” in laboratorio è mostruosa e non si vede perchè un essere umano dovrebbe alimentarsi con roba tecnologica e manipolata, se non per interesse di qualcuno che, ben inteso, non è di certo il consumatore!
Se le colture non venissero sistematicamente bombardate dall’alto attraverso la dispersione di aerosol chimici-biologici aviotrasportati (scie chimiche), responsabili oltre che dell’alterazione climatica anche dell’aumento di patologie vegetali e animali(vedere l’inspiegabile quanto improvvisa comparsa di virus a carattere epidemico e distruttivo, fino a poco prima sconosciuti in zone circoscritte come le isole, per esempio, responsabili della compromissione di intere piantagioni “miracolosamente” salvate da piante geneticamente modificate, messe a punto dai laboratori di alcune note multinazionali, guarda caso, pronte ad entrare in azione subito dopo), oggi non staremmo a parlare di OGM!!
Inoltre, l’incalzare di una odiosa propaganda mediatica atta a cercare di convincere le persone a schierarsi dalla parte degli OGM, appare come un lampante tentativo disperato di introdurli a tutti i costi, e questo già di per sè e MOLTO sospetto. Anche perchè a guadagnarci non è senz’altro il comune cittadino, che invece ha tutto il diritto di poter continuare a fare le proprie scelte alimentari senza vessazioni o imposizioni esterne.
In ogni caso, visto che qualcuno ci tiene tanto a queste mostruosità, prego, se ne serva pure in abbondanza ma a casa propria, e la smetta di cercare di convincere la gente che i pomodori, il mais, la papaya o le patate -quanto tutto il resto- GENETICAMENTE MODIFICATO è un toccasana per la salute! Io, il mio DNA e il mio sistema immunitario, come le persone che conosco e che concordano con me (e non sono poche), preferiamo rimanere interi e in salute e mantenere le caratteristiche umane intatte.
Grazie per l’attenzione.
Un saluto.
novembre 27th, 2008 at 12:46 pm
Ringrazio Marcello per avermi ospitata sul suo blog.