Facebook è ciò che ci mettiamo dentro. Per questo è vincente.
6 ottobre 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Blog(s), Società | 442 visite.Il 14 maggio 2008 Facebook impara l’italiano ed è il boom. In breve tempo supera Myspace. I giornali se ne accorgono e pubblicano innumerevoli articoli sulla rivoluzione FB. Tutti ne parlano. Alcuni resistono. Altri pontificano: è solo una moda, morirà presto, tantissimi account hanno già cessato d’essere attivi, farà la fine di Second Life… e via discorrendo.
La verità è assai più semplice. Facebook è un spazio. I contenuti sono i nostri. Questo spazio lo riempiano di tutta la nostra vita: gli amici, il lavoro, la musica, gli album fotografici, le lettere, le preferenze, gli umori, i sentimenti.
Estremamente razionale e semplice da utilizzare. Comodo perchè riunisce in una pagina tutti i nostri profili. Accelera lo scambio di informazioni. Riunisce ciò che è lontano e permette incontri, condivisione e coordinamento della vita fuori rete.
Ha una vita propria, però, e coloro che solo pochi mesi fa mi giuravano che “ahh io addo solo gli amici veri” li ritrovo ora abbondantemente sopra quota 500… Perchè così è giusto che sia: un’invito, l’accettazione, due persone che si linkano.
La purezza in rete non esiste perchè la rete è ciò che vogliamo che sia.
Certo, Facebook sarà prima o poi superato da un altro strumento quando quest’altro avrà compiuto un altro piccolo passo verso il web 3.0?
Nel frattempo pensiamo ai contenuti, però.
Per approfondire: Qui il mio profilo, qui il blog dedicato, qui il fan club
- Lo spot più pulito del mondo.
- Dovrà pur guadargnarci qualcosa…
- Gli auguri di Bruni su Facebook. Roberto Bruni su Facebook.
- Ogm: 1 post x Blog
- Aula piena al Pirellone. Le mie e le altre assenze…


Il blog di Marcello Saponaro è realizzato con
ottobre 6th, 2008 at 3:20 pm
qui mi stanno per ricoverare per disintossicarmi da facebook!
“colpa tua” che mi hai fatto iscrivere :-p
cmq io oramai lo utilizzo anche per indire riunioni o fissare appuntamenti!
ottobre 6th, 2008 at 6:55 pm
prima o poi capirò come usarlo per qualcosa di utile..
ottobre 7th, 2008 at 11:13 am
E’ uno strumento, molteplice. E’ necessario darsi un obiettivo d’uso, magari proponendosi di verificare le tante opportunità che offre, molte inesplorate. Banalizzando le potenzialità si può fare un parallelo con le chat, il telefono (anche cellulare), gli sms: ci si può lavorare e passare il tempo libero, e tutta la gamma che vi sta in mezzo, che non è detto siano necessariamente una perdita di tempo… Come sempre è il proprio uso in base alle proprie necessità che lo definisce, anche di troppo cibo si può star male.
marzo 13th, 2010 at 10:48 pm
Darei un 7 all’articolo. Possibile che dobbiamo trattarci da
sponde opposte come nemici implacabili?
Possibile che le minime regole di buona educazione vadano
a finire nella fogna o nei bordelli?
Da qualche parte ho letto un accenno al dialetto bergamasco,
che in genere viene giudicato come uno dei più difficili da
capire; io sono un appassionato di dialetti e, se avessi un
po’ di tempo libero, mi dedicherei al bergamasco.
Ricordo una scena bellissima in una manifestazione leghista:
una famigliola di padre, con il bimbo sulle spalle, e della madre
che si stringeva al suo uomo. Questo trio era in campo lungo;
il prato verdissimo ti restava nel cuore.
Ciao. Imes