A scuola di Statuto in Lombardia

4 ottobre 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Lombardia, politica | 308 visite.

Questa mattina ho incontrato due classi del Secco Suardo di Bergamo insieme ad altri consiglieri regionali. Abbiamo presentato il nuovo Statuto entrato in vigore l’1 di settembre.
A tutti gli studenti è stata distribuita una copia dello Statuto, è stato mostrato un video descrittivo delle istituzioni regionali e quindi siamo intervenuti noi.
Dibattito senza moderazione. Un insegnante o un giornalista ad incalzarci avrebbe – probabilmente – facilitato il dialogo e la comprensione.
Avrei preferito un’organizzazione che mettesse in luce i nuovi diritti dei cittadini lombardi. E che qualcuno – oltre al sottoscritto consigliere di opposizione – spiegasse loro per quale ragione il Referendum abrogativo è stato (di fatto) abrogato *.

* Per indire un Referendum in Lombardia occorre raccogliere 300.000 firme di sottoscrittori. L’impossibile referendum sarà quindi sottoposto alla tagliola del quorum dei due quinti: se il quorum non viene raggiunto… l’esito non vale. Per il Referendum nazionale il quorum è leggermente più alto ma le firme sono solo 500.000. In Commissione io proposi di alzare il numero delle firme rispetto a quello nazionale (in proporzione, 150.000 o 200.000 sottoscrittori sono già tantissimi) ma eliminando il quorum. Perchè mai deve decidere chi sceglie di non votare?

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5 Responses to “A scuola di Statuto in Lombardia”

  1. Pol.sco. Says:

    Chi fa la scelta di non andare a votare indica la propria opinione negativa su un referendum che non avrebbe neanche dovuto tenersi.
    La normativa che nascerebbe da un referendum senza quorum permetterebbe di fare le leggi ad una minoranza contro il volere della maggioranza

  2. Marcello Saponaro Says:

    Caro Polsco, alcuni di quelli che oggi non vanno a votare lo fanno per impedire il raggiungimento del quorum, esprimendo così – legittimamente – la loro contrarietà all’intendimento del referendum.

    Mi pare ovvio, però, che se venisse abolito il quorum, i non partecipanti esprimerebbero soltanto la loro – altrettanto legittima – voglia di andarsene al mare con la crema fattore 8…

  3. Pol.sco. Says:

    Caro Marcello,
    non facciamo i moralisti, almeno in campo istituzionale
    La scelta di andare al mare è una scelta politica se è in alternativa al presentarsi al seggio referendario per un referendum voluto da poche decina di migliaia di elettori (su 57 milioni) e non condiviso
    Qualunque elettore munito di relativa tessera è fondamentale per la democrazia
    La scelta di non votare per un referendum -evidentemente non condiviso- ha la sua legittimità, senza processi alle intenzioni

    Oso un paragone: tu puoi indire centro cortei contro il governo: raggiungi il milione. Embè? Resta il fatto che 56 milioni di persone non ci sono andati
    Solo se riesci a portare in piazza la maggioranza dei cittadini italiani, ciò avrà un effetto sulla stabilità di tale governo.
    Fino ad allora valgono i risultati delle elezioni che han fatto vincere una determinata maggioranza

    Siamo una democrazia parlamentare: le leggi le fanno gli eletti.
    A meno che si formi su una data norma una maggioranza differente

  4. Pol.sco. Says:

    Morale della favola
    Non esiste che una infima minoranza di sottoscrittori di un referendum che vuole l’abolizione della marmellata mi obblighi a scomodarmi per dover andare al seggio a difender la marmellata
    Ma che vada a c……. quell’infima minoranza di cerebrolesi!

  5. Sul fancazzismo dei Consiglieri regionali… ( Lombardia Riforma della Politica politica ) - Il blog di Marcello Saponaro Says:

    [...] presentato il nuovo Statuto di Regione Lombardia. Io ho detto una cosa semplice: che lo Statuto è quasi un buono Statuto, frutto di una mediazione non al ribasso tra maggioranza e opposizione, anche [...]

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