Tanti blog e poi Libero di VIttorio Feltri e poi Dagospia di Roberto Dagostino. In tanti hanno fatto a gara ieri per annunciare la morte di Marge Simpson.
No, questa volta non è Luca a fare il contropelo all’informazione. E’ Giornalettismo a svelare che sarebbe bastata una telefonata alla Fox o una più accurata verifica della fonte per capire che si trattava di una bufala fattasi notizia.
La morale è quella di sempre: dell’informazione non si può fare a meno ma non credergli subito è meglio. Anche quando è 2.0…
Ricevo nella mailing list dei Verdi una critica al precedente post. Ve la propongo senza il nome dell’autore che aggiungerà, se lo vorrà, la sua firma. E poi rispondo.
Caro Marcello,
se nel maggio 2008 (ma anche ora) mi avessi chiesto di firmare un dignitoso appello pubblico di censura politica nei confronti di quelle affermazioni della Francescato, l’avrei sottoscritto, lo sottoscriverei ed il mio sogno sarebbe quello che in quanto Verdi lombardi lo si sottoscrivesse.
La modalità cui sotto invece da te scelta di attaccarla (e con essa i Verdi) pubblicamente e sistematicamente dal tuo Blog, se da un lato (per lo stile) mi lascia sbalordito, dall’altro non può che farmi porre taluni interrogativi.
Ciao, (firma)
…, non guardare il dito…
Guarda come utilizza, strumentalizza e abusa dei verdi.
Come può una persona rovesciare le proprie posizioni, passando dagli insulti alla piaggeria, senza che nessuno dica nulla?
Ma veramente dobbiamo ancora sopportare questo utilizzo familistico e privatistico dei Verdi?
Dove è il progetto? Dove è l’etica in questa politica?
E, poi, perché un appello pubblico di “censura” dovrebbe meritare la tua sottoscrizione e un mio post pubblico sul blog dovrebbe meritare la meraviglia? Commentalo, se vuoi.
A Chianciano all’assemblea “dei mille” convocata da Pannella (3 maggio 2008), Grazia Francescatointerviene per definire “ambientalismo del malaffare” quello del PD.
Io, Marco Boato e Maurizio Baruffi, presenti in sala, rimanemmo basiti. Come può questa donna, carne da macello di Pecoraro Scanio, appena sfracellatasi al suolo dell’inconsistenza elettorale (prima politica e poi elettorale), offendere in questo modo e senza argomenti gli ambientalisti nel PD? Da che pulpito? Ieri la virata. Carta, penna e faccia tosta, scrive una lettera a Repubblica per dire che “Rutelli ha proprio ragione” e che “se il Partito Democratico alzerà finalmente bandiera verde, dopo anni di insistenza, una piccola parte del merito spetta anche a noi tanto vituperati Verdi“. Infine l’augurio che, detto da Grazia, suona quasi da maledizione: “Ci auguriamo che l´ambientalismo del Pd non sia solo di facciata e per questo continueremo ad essere custodi attenti di una interpretazione autentica della questione ambientale“.
L’ultima iniziativa dei Radicali Italiani è l’Anagrafe degli eletti: la pubblicazione on line di tutte le informazioni utili per valutare i consiglieri e parlamentari. Dalle leggi presentate ai patrimoni personali, dai curricula alla partecipazione alle sedute. E non solo per gli eletti ma anche per i nominati.
E’ la risposta positiva ai Vaffanculo.
Insieme a me c’erano Valerio Federico (segretario milanese dei Radicali), Franco Mirabelli (consigliere regionale del PD), Bruno Dapei (capogruppo di Forza Italia in Consiglio Provinciale), Giancarlo Pagliarini (consigliere comunale di Milano del Gruppo misto) e Pierfrancesco Maran (consigliere comunale di Milano del PD). E tanti altri.
La conferenza stampa è già online sul sito di Radio Radicale.
Giustamente Carlo e Elisabetta Fatuzzo del Partito Pensionati chiedono l’abolizione del canone Rai. Sono d’accordo: pagare il canone per le quattro serate di Miss Italia mi fa salire il sangue alla testa.
Quindi andrei oltre e chiedo: hanno senso tre canali televisivi pubblici?
Facciamone uno, di qualità, per coprire quei bisogni di informazione, cultura e buon intrattenimento che i grandi investitori pubblicitari non vogliono non sono interessati a sostenere. Privatizziamo le altre due. E facciamo funzionare le regole antitrust anche per il privato.
Si lo so, questo post nasce in ritardo di due anni e quattro mesi.
Berlusconi non è colpevole del fallimento della trattativa di CAI. Semmai è responsabile di aver spaventato Air France per calcolo elettorale, esattamente come Formigoni e la Lega Nord. I sindacati non sono confederali. Si sono preoccupati, in marzo come ieri, di una piccola parte di una piccola categoria di lavoratori. Gli altri lavoratori comunque pagheranno i debiti. Confindustria tace e gli imprenditori perdono la rappresentanza di categoria, fatta eccezione per i sedici prescelti dal Capo del Governo. Per gli altri varranno le regole di sempre: se producono e vendono con profitto crescono, se producono e non vendono con profitto falliscono. Il welfare è differenziato, sempre di più. Alcune migliaia di lavoratori con 7 anni all’80% e milioni di lavoratori a nulla per manco un giorno.
Non so come terminerà la trattativa che forse, nei corridoi, è ripresa.
Intanto, dopo tanta spregiudichezza da parte di tanti attori, noto che Filippo Penati e ora anche Roberto Formigoni non si “stracciano le vesti le vesti”e non si strappano i capelli per la rottura delle trattative.
In effetti, nessuno ha ancora spiegato perchè la CAI, una piccola monopolista e privilegiata compagnia in attesa di perdere pure la bandiera… dovrebbe rafforzare lo sviluppo del paese.
Sette anni e sette giorni fa un attacco terroristico senza precedenti venne sferrato contro gli Stati Uniti. In Italia, forse più che altrove, s’è diffusa, soprattutto a sinistra, la tesi del complotto ma i leader di questo “partito” militano anche all’estrema destra antimondialista. Alcuni di loro scrivono libri, partecipano a talk show, vendono gadgets: insomma, ne hanno fatto un business. Quelle idee, però, producono anche effetti collaterali importanti: sviliscono il valore della democrazia, scambiano i ruoli tra vittime e carnefici, riducono le responsabilità dei dittatori, mortificano la libertà. In meno parole potremmo dire che rallentano la maturazione di una parte della sinistra e conseguentemente la relegano all’insignificanza ancor prima dei verdetti elettorali. Gli Stati Uniti sono governati da idee e da uomini. A scadenza, per fortuna. Possono fare errori, possono compiere azioni disgustose, possono essere cinici e violenti ma i cittadini votano e scelgono. E mai ho pensato che in una democrazia, nell’era di internet, un complotto di quelle dimensioni, che per ovvie ragioni avrebbe dovuto coinvolgere centinaia di *uomini* nell’organizzazione (e ognuno di questi con le proprie debolezze economiche, sessuali o narcisistiche) potesse essere mantenuto anche solo una settimana segreto e mascherato.
Se complotto fosse stato, due giorni dopo, il New York Times e, se non il NYT, The New Republic e, se non The New Repubblic, The Oklahoma Gazette… e così via, avrebbe pubblicato un’intervista all’agente pentito (in cambio di denaro, di donne o di fama) svelando ogni “arcano”.
Quando poi sento che Giulietto Chiesa (e Franco Cardini), pur di negarsi al confronto con il maestro dell’antibufalaPaolo Attivissimo, insulta la rivista Altreconomia dicendo che sono “amici di Bush”…. Beh, siamo alle cozze e veramente mi dispiace che tanti amici non abbiano ancora compreso che le cozze sono avariate.
Qui trovate il canale antibufala su Youtube con ampi e documentati filmati sull’11 settembre.