Complottismo de paura
18 settembre 2008 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Informazione, politica, Resto del mondo | 413 visite.Sette anni e sette giorni fa un attacco terroristico senza precedenti venne sferrato contro gli Stati Uniti. In Italia, forse più che altrove, s’è diffusa, soprattutto a sinistra, la tesi del complotto ma i leader di questo “partito” militano anche all’estrema destra antimondialista. Alcuni di loro scrivono libri, partecipano a talk show, vendono gadgets: insomma, ne hanno fatto un business. Quelle idee, però, producono anche effetti collaterali importanti: sviliscono il valore della democrazia, scambiano i ruoli tra vittime e carnefici, riducono le responsabilità dei dittatori, mortificano la libertà. In meno parole potremmo dire che rallentano la maturazione di una parte della sinistra e conseguentemente la relegano all’insignificanza ancor prima dei verdetti elettorali.
Gli Stati Uniti sono governati da idee e da uomini. A scadenza, per fortuna. Possono fare errori, possono compiere azioni disgustose, possono essere cinici e violenti ma i cittadini votano e scelgono. E mai ho pensato che in una democrazia, nell’era di internet, un complotto di quelle dimensioni, che per ovvie ragioni avrebbe dovuto coinvolgere centinaia di *uomini* nell’organizzazione (e ognuno di questi con le proprie debolezze economiche, sessuali o narcisistiche) potesse essere mantenuto anche solo una settimana segreto e mascherato.
Se complotto fosse stato, due giorni dopo, il New York Times e, se non il NYT, The New Republic e, se non The New Repubblic, The Oklahoma Gazette… e così via, avrebbe pubblicato un’intervista all’agente pentito (in cambio di denaro, di donne o di fama) svelando ogni “arcano”.
Quando poi sento che Giulietto Chiesa (e Franco Cardini), pur di negarsi al confronto con il maestro dell’antibufala Paolo Attivissimo, insulta la rivista Altreconomia dicendo che sono “amici di Bush”…. Beh, siamo alle cozze e veramente mi dispiace che tanti amici non abbiano ancora compreso che le cozze sono avariate.
Qui trovate il canale antibufala su Youtube con ampi e documentati filmati sull’11 settembre.
- Fascisti su Facebook, minacce e libertà nel mondo
- Excuse me, where is Times Square?
- Un simpatico paraculo…
- In diretta dallo Statuto: quote rosa pallido
- La Camera Usa boccia il piano ma non il pragmatismo e l’etica politica

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settembre 18th, 2008 at 3:33 am
[...] Original post by Il blog di Marcello Saponaro [...]
settembre 18th, 2008 at 9:31 am
lo sanno tutti ormai che dietro i “complottisti” c’è l’amministrazione Bush..
http://www.southparkstudios.com/episodes/103775
Bye
settembre 18th, 2008 at 11:20 am
Dai su, facciamo i seri. Le cose non stanno nè tutte con l’uno ma tantomeno con l’altro.
Certo è che Olmert era a capo delle agenzie di sicurezza statunitensi: mica tanto sicure.
E poi come si fa a confrontarsi se mi fate “sparire” Arcobalengo e c.?
Quanto a Giulietto e c. che sicuramente, come tutti, può sbagliare consiglierei ad attivissimo di rilassarsi un po’ rivedersi la moviola del rifiuto del berlusca, a matrix, nel confronto con TV con Veltroni…
settembre 18th, 2008 at 11:50 am
non darei ai complottisti più peso di quello che hanno: nessuno.
se la cultura democratica a sinistra è inceppata, le ragioni sono ben altre e molto più profonde e complesse.
settembre 18th, 2008 at 12:27 pm
attivissimo mi pare chiedesse un confronto: che non c’è stato a differenza di E.
Nessun confronto forse è quello che vorrebbe E.
Le considerazioni sulla sinistra non sono nel tema.
Ragione e torti sono da entrambe le parti.
settembre 18th, 2008 at 12:39 pm
Olmert ad esempio non è, ed era, a “destra”..
settembre 18th, 2008 at 12:46 pm
C’è poco da fare: Marcello Saponaro è un grande!
Non sarei riuscito ad essere più chiaro di quanto è stato lui
Chiunque ancora insiste nella tesi del complotto bushano è talmente patetico da far dubitare sulle sue facoltà mentali
Gli “antiamericani a prescindere”, che siano di sinistra o di destra non cambia, soprattutto in questo caso sono talmente inaffidabili da meritare una visitina psichiatrica
settembre 18th, 2008 at 2:06 pm
Davvero dispiace che tanti amici non abbiano ancora compreso che..
settembre 22nd, 2008 at 2:34 pm
La sindrome giapponese attanaglia tanti, a sinistra come a destra. Ignoriamoli, come fa la gran parte delle persone. Ovviamente se qualcuno ha voglia di cimentarsi con l’antibufala libero di farlo, anzi avrà il mio sostegno morale. Personalmente ho già buttato via troppo tempo e fatica.
settembre 22nd, 2008 at 5:15 pm
Forte del sostegno di D.P. speriamo che attivissimo ci dia, quanto prima, la sua versione di questo:
http://www.youtube.com/watch?v=SJaBasc_0uQ
Personalmente ho buttavia via anch’io troppo (ganzo ma poi salta fuori Marcello che scrive: ecchetelafattofa?)
settembre 22nd, 2008 at 6:49 pm
Anche le penultime elezioni italiane sono state truccate
Potevamo evitarci due anni di Prodi
settembre 23rd, 2008 at 4:35 pm
Questa sì che è imparzialità.
ottobre 3rd, 2008 at 8:06 am
La tesi del complotto è nata in Francia con Meyssan ma si è diffusa, credo, soprattutto in America, con il movimento per la verità sull’11 settembre, che vede esponenti di spicco del mondo accademico, fra architetti, ingegneri ma anche e soprattutto fra politici (come la parlamentare Cynthia Mckinney dei democratici), il governatore Jesse Ventura (indipendente), l’ex spia della CIA e accademico dei Marines Robert Steele, il responsabile del progetto SDI sotto l’amministrazione Reagan, Robert Bowman, e tanti, tantissimi altri personaggi di altissima levatura. L’ignobile tattica di gridare al complottista non funziona più, e non funziona più nemmeno il gridare all’antiamericano. Leggetevi il libro del newyorkese Webster Tarpley. Oppure questo articolo del “New York Magazine”, http://nymag.com/news/features/16464/
oppure ancora il Financial Times: http://www.roguegovernment.com/news.php?id=9820
Attivissimo? a volte fa un lavoro utile, ma come molti beceri “complottisti” spesso si dà all’arte della raccolta iperselettiva delle prove.